PAOLO PAVONE
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ANTROPOFAGIA

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Termine orrendo al solo pensiero del suo significato, dell’uomo che si nutre del suo simile ma tant’è perché stiamo vivendo un’epoca che non ha più limiti, un umanesimo perverso e pervertito che glorifica i sanguinari e dimentica le vittime del macabro pasto. E la schizofrenia, allegramente alla ribalta, convive con i suoi opposti, da una parte con una teoria che criminalizza ogni forma di dittatura totalitaria e dall’altra si bea con i suoi frutti e dettami. Infatti la UE finalmente ha avuto il coraggio, ovviamente senza minimamente intaccare i propri interessi, di dichiarare come criminali sia i regimi fascio-nazisti, sia quelli comunisti che di milioni di morti per la causa sono di gran lunga più avanti dei primi. Nel contempo, tuttavia, le nuove élite si inginocchiano alla nuova imperante dittatura economica cinese che di diritti umani ne fa ancora abbondantemente scempio. Con la differenza che se l’odio di classe che caratterizza il comunismo continua ad essere tollerato, l’odio verso le razze o quanto meno l’istinto di autoconservazione culturale viene immediatamente stigmatizzato come prerogativa nazista. Come se l’essere soppressi dalle Br perché “servi dei padroni” ha una sua valenza etica a fin di bene, molto diversa dall’essere ucciso dalle camice nere perché ebrei. Il “companeroFidel Castro difendeva i campi di concentramento per gli omosessuali durante l’incontro a l’Havana nel 1965 col suo simpatizzante Feltrinelli e istituiva le Umap, le Unità militari di aiuto alla riproduzione, nelle quali gli internati erano obbligati ad apprendere l’aspetto “virile” del comunismo. Ed nel cartello all’ingresso si leggeva “El trabajo los harà hombres”, il lavoro li renderà uomini non molto diverso da quello all’ingresso dei capi di concentramento nazisti di Dachau e Auschwitz “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi e si sa come è andata a finire, ben “gasati”. In realtà comunismo e nazismo hanno “stuprato” valori antichi e del tutto rispettabili. Perché erano alti gli ideali che hanno animato i nemici giurati dello Zar: una libertà positiva che mira all’uguaglianza di tutti gli uomini nel perseguire i loro fini ma i mezzi usati sopprimevano la libertà dei dissidenti e degli oppositori come il centralismo democratico del partito unico, la dittatura del proletariato, la polizia segreta, i campi di concentramento per i nemici del popolo e che non potevano che essere peggiori, producendo milioni di morti di gran lunga superiori a quelli causati dal nazismo. Ma anche il totalitarismo “nero” aveva un’etica: la difesa della “comunità politica” e delle sue tradizioni dalla disgregazione, la volontà di porre argini alla “perdita d’identità” etico-sociale, l’amore per la propria terra, il tutto sopraffatto da un patriottismo crudele, fanatismo violento e spietato incapace di riconoscere gli altri, sostituendo l’ ”Internazionalismo proletario” con l’unificazione del Pianeta sotto un’unica razza. Degenerazioni causate dalle crisi costituzionali del dopoguerra, le sfide dell’economia, l’inadeguatezza delle classi dirigenti e dei partiti e che hanno prodotto questi due totalitarismi. Ma dato che il neo ministro dell’istruzione Fioramonti ha messo definitivamente al bando lo studio della storia, in quanto a sua detta istigatrice di guerre, avendogli posto il suo bambino la domanda del perché la storia pulluli solo di guerre e battaglie, ha creduto bene di stigmatizzarla. E se l’avesse ripassata saprebbe benissimo che il suo ruolo è quello di essere al servizio di un regime “totalitario” del tutto simile, ed oggi inverato non solo in Italia, che nega in ogni dove la possibilità del “dissenso” come si evince dalle innumerevoli occasioni a difesa dell’indifendibile come di certi criminali ma che uccidono per necessità o a fin di bene, col creare anche un “linguaggio di Stato” politicamente corretto e allontanando dalle Istituzioni tutti quelli “non allineati” come la demonizzazioni di Berlusconi o Salvini o il licenziamento del professor Marco Gervasoni dalla Luiss. Non meglio va in alcuni paesi islamici ove si condannano a morte chi vuole cambiare religione, si lapidano le prostitute e gli omosessuali e si permettono matrimoni fra uomini adulti e bambine impuberi che spesso soccombono per gravi emorragie da lacerazioni genitali dopo la prima notte di matrimonio. La Bbc, certamente non sospettabile di islamofobia, ha scoperto che in Iraq religiosi e sciiti gestiscono una rete di prostituzione anche di bambine di 9 anni a vantaggio dei pellegrini dei luoghi santi di Bagdad e Kerbala. E si riferisce ad un istituto ben noto e che il “matrimonio a tempo” o “Nikah mut’ah” viene chiamato dalla tradizione sciita “matrimonio di piacere” e la donna viene ricompensata per il servizio con un somma di denaro. Praticamente una prostituzione legale! Ma con un’accortezza secondo “Sharia”: se la bimba è vergine di devi accontentare di petting o sesso anale a meno che lei non lo desideri. Ma che come sono civili e sensibili nella tutela dell’infanzia! Come si giustifichi questo istituto con la considerazione nell’Islam del sesso fuori dal matrimonio come perseguibile a mezzo fustigazione e lapidazione è un mistero. Forse un benefit per un turismo che langue e per la povertà delle vedove che hanno perso i mariti in guerra. Ed ovviamente un qualsiasi imam può celebrare il matrimoni a tempo anche in taxi. E non meglio va in India ove le donne sono sterilizzate tramite isterectomia nella regione di Marathwada per divenire più produttive sul lavoro della raccolta delle canne da zucchero. Che strano che i nostri 70 anni di pace convivano con queste truci realtà in altri Paesi. Ma che importa, non è più tempo per interessarsi a queste derive, bisogna curare i propri interessi come d’altronde fanno tutte quelle allegre istituzioni internazionali che si curano dei diritti umani perché, come nella fattoria degli animali di Orwell, ci sono uomini più uguale degli altri, quelli che mangiano e quelli che sono mangiati. Ad un comizio sul “Green new deal” una donna lancia l’orrida idea per salvare il pianeta di “mangiare i bambini” e l’eroina democratica, Alexandria Ocasio-Cortez eletta a sfidare Trump, si limita a sorvolare senza prendere le distanze dalla follia della sua sostenitrice che afferma “Non saremo qui a lungo a causa della crisi climatica. Mancano solo pochi mesi…la sostituzione del combustibile fossile non risolverà il problema abbastanza velocemente. Un professore svedese ha detto che possiamo mangiare i morti, ma non è abbastanza rapido. Quindi penso che il tuo prossimo slogan della campagna debba essere questo: dobbiamo iniziare a mangiare i bambini”. E la scritta sulla sua maglietta recitava “Save the Planet. Eat the children”. Più chiaro di così! Ma se la Cortez, corifea dello schieramento liberal, non ha mai teorizzato di mangiare bambini non dobbiamo comunque dimenticare che lo scorso febbraio ha suggerito che per contrastare la crisi climatica possa essere necessario fare meno figli perché “c’è consenso scientifico sul fatto che la vita dei bambini sarà molto difficile e questo porta i giovani a farsi una domanda legittima: va bene ancora vere figli?”. Decrescita infelice! E se questa è la fonte si capisce poi perché qualche squilibrato arrivi a sostenere tesi folli come quella di mangiare bambini. Ma è il senso della vita, l’essere biologico che è stato “mangiato” sotto molti punti di vista fino a perdere d’importanza e significato. Migliaia di mamme italiane hanno deciso di conservare il cordone ombelicale in quanto utile in futuro per le cellule staminali qualora ce ne fosse bisogno ma la ditta affidataria la “CryoSave” è fallita e di cordoni nemmeno l’ombra, forse venduti o utilizzati in modo improprio, in pratica un patrimonio genetico scomparso. Tutto è possibile. In Francia è stato presentato un disegno di legge per riconoscere il diritto alla conoscenza delle proprie origini ai nati dalle tecniche di procreazione assistita in cui uno dei due gameti possono non appartenere alla coppia. Eppure si assiste ad una richiesta di annullamento di questa verità a favore di una parificazione delle figure genitoriali fino alla pratica dell’utero in affitto. I bambini e le madri surrogate che li mettono al mondo sono oramai al centro di un traffico di esseri umani che si vuol far passare per legittimo e benefico. In Nigeria è stata scoperta un fabbrica di neonati in cui erano prigioniere venti madri surrogate vendendo i loro bambini al prezzo di 1400 euro se maschi e 820 euro se femmine, in pratica lo stesso prezzo di un cucciolo di cane di razza che almeno ha dalla sua un pedigree certificato. D’altronde la madre non è più necessaria se c’è un’altra persona che è disposta a pagare nel nome di un desiderio di genitorialità. Oggi si spara e si uccide con più facilità anche per futili motivi come accaduto due giorni fa ai poliziotti in questura che avevano arrestato un dominicano per un furto di motorino. E c’era d’aspettarselo perché nella loro terra d’origine si uccide anche per una bottiglia whisky o per il furto di pochi spiccioli. E si uccide se una donna o un uomo ti nega il suo amore, per un sorpasso, per una sosta d’auto. Ecco si vive finalmente una libertà senza più regole dove la cosiddetta società evoluta e civile non nega il permesso premio ad un giovane assassino che dopo aver accoltellato la sua ragazza l’ha carbonizzata dandole fuoco, addirittura dandogli la possibilità di fare un provino come giocatore di calcio. E le vittime hanno sempre la colpa di essere morte. Che squallore!

Arcadio Damiani