PAOLO PAVONE
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“AVESSERO LETTO ALMENO UNA SOLA PAGINA DEL DIARIO DI ANNA FRANK…”

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Incredibile la ripercussione mediatica per la macabra boutade di un piccolo branco di imbecilli che ha dileggiato la memoria storica di chi ci ha rimesso 6 milioni di connazionali sui campi di sterminio. A parte il fatto che se i quattro buzzurri avessero letto almeno una sola pagina del diario di Anna Frank si sarebbero forse accorti che l’esposizione poetica e la grammatica inoppugnabile di questa ragazzina rende subito ragione della grandezza di questo popolo, stigmatizzato simbolicamente dall’”ebreo errante”, e della miseria culturale cui sono giunti non solo le “curvature” ultras ma anche professionisti usi ad un grammatica piuttosto allargata in senso deteriore nel paese che dovrebbe essere primo al mondo per “Historia artis”. Nel paese ove la Geopolitica viene umiliata a mero rapporto fra nazioni e non adeguatamente riferita ad un’identità nazionale storica economica e politica che si relaziona con altre realtà statuali. Nel paese ove si celebrano eroi nefasti come Che Guevara che poverino si sentiva il diritto di uccidere senza motivo chiunque portasse una cravatta perché troppo borghese, o come in questi giorni i beniamini dell’Ottobre rosso, Lenin e Stalin e da noi il “Migliore”(Togliatti) che si nazionalizzò sovietico, che fece milioni di morti. Nel paese dove si combatte il revisionismo con occultamento dei meriti come fa l’ANPI che ha invitato quest’anno al corteo durante la festa della nostra Liberazione una realtà “pro-Palestina” che non ha nulla a che fare con la nostra liberazione dal nazifascismo con ovvia ripercussione sulla comunità ebraica, questa si storicamente danneggiata perché rifiutata e che non ha potuto partecipare ma paradossalmente come “Brigata ebraica” insignita di una medaglia d’oro al Valor Militare dalla Commissione Difesa della Camera. Con occhio neutrale e circonvoluzioni connesse come si può non notare quale forte consociazionismo vi sia fra Stato, Sindacati, mondo dello Sport o dell’arte cinematografica cioè di tutte quelle istituzioni associazioni che hanno enorme bisogno di ciucciare risorse alla Lupa statale? Altrimenti come giustificare la levata di scudi del presidente laziale Lotito che vorrebbe portare i foco-tifosi ad Auschwitz per insegnare loro il rispetto della storia e di far giuocare i suoi uomini con l’effige di Anna Frank. Come se bastasse una tournee, un giro di valzer per civilizzare chi di sensibilità storica ne è sprovvisto. L’enorme e inappropriata quanto ridicola ripercussione mediatica serve solo a stigmatizzare ancora di più la ragione populista che sta crescendo nelle piazze italiane ed europee viste le indebite appropriazioni, da parte delle “anime belle” tutte consapevoli della estrema utilità della legge Fiano contro quello che Umberto Eco definiva “fascismo eterno”. Tutti contro la “curva ultradestra”. Tutti contro 15 imbecilli ma nessuno contro quelle centinaia di migliaia se non milioni di marinanti da buoncostume del tutto assenti nel momento di difendere la nazione Israele dagli attacchi “around the World”. Tutti schierati contro l’antisemitismo ma non contro l’antisionismo. E questi freschi “indignados” dov’erano quando si bruciavano nei cortei del 1° maggio le bandiere israeliane da parte dei centri sociali? Ma dobbiamo ritornare a Shakespeare che nel “Mercante di Venezia” fa dire che se tagliamo la carne ad un ebreo sanguina come tutte le altre? Allora perché non difendiamo il popolo d’Israele, peraltro estremamente intelligente, dall’avversione da parte delle istituzioni internazionali o di nazioni come l’Iran o la Turchia che dormirebbero meglio se lo vedessero annientato invece di andare a Berlino e gridare nei cortei “morte a Israele”? Perché non ribellarsi ad Hamas o Khamenei che incitano alla distruzione di questo paese? Perché non intervenire contro la decisione dell’UNESCO di trasformare Gerusalemme in un presidio storico solo musulmano con un Gesucristo non ebreo ma palestinese o contro l’assenza dell’ONU quando gruppi terroristici seminano morte nei territori israeliani? Tutti Anna Frank, ma dopo l’eccidio mal museo ebraico di Bruxelles, il massacro alla scuola ebraica di Tolosa avete visto qualche nostrano sinistro mettere su una maglietta con l’ebreo al posto di Charlie Hebdo? Io no!