PAOLO PAVONE
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BENVENUTO ISLAM

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Stiamo diventando il crogiuolo perfetto di un sincretismo religioso che non ha nulla a che vedere col reciproco rispetto di fedi diverse ma è prova lampante di una virtuosa sottomissione della civiltà giudaico cristiana verso la mezzaluna che da secoli sogna la supremazia in ambito monoteista. E credo che stavolta sia quella buona in quanto alla forte determinazione economica e sociale del mondo musulmano fa da sponda opposta una forte crisi dei valori occidentali che sancisce la profonda debolezza delle enclavi cristiane in Europa e nel resto del mondo. Infatti non dimentichiamo che la nostra Unione Europea è nata senza aver espresso la matrice giudaico-cristiana della nostra civiltà nel nome di una visione laica senza alcuna identità come un organismo senza alcuna difesa immunitaria: alla fine soccombe immerso nella vacuità delle parole “corrette” e privo di qualsiasi refolo di lotta per la sopravvivenza. Perché cosa pensare se le organizzazioni islamiche italiane più potenti e radicali sono finanziate dalla “Qatar Charity” e non con  monetine da elemosina raccolte durante le nostre messe ma a botte di milioni di euro? Ma noi siamo ammaliati da quella bella parola evangelica della “Charity” che fa di ogni buon cristiano un portavoce della fratellanza e della compassione. Ma più che un pasto o un abito usato della Caritas questi più che  distribuire pane e kebab agli ultimi fedeli di Allah alimentano le disponibilità dei primi della classe segnalati dal più estremista islamico, lo sceicco Yussuf Al Qaradawi, leader spirituale dei Fratelli musulmani. Come leader di calibro di Tariq Ramadan  noto intellettuale svizzero che si nutre di stipendi qatarini ma anche noto per le grane giudiziarie in merito a stupri da lui compiuti. Ma recuperare alla pratica islamica i 30 milioni di musulmani europei di cui 2 in Italia necessita la costruzione di moschee e centri culturali ed è proprio a questi scopi che finiscono i milioni di euro perché se da un parte i terroristi-intergralisti islamici amano la scimitarra tagliagole e quindi sangue e violenza dall’altra parte, quelli che etichettiamo come musulmani “moderati”, lontani dalla violenza sanguinaria, sono molto prossimi ad imporre i precetti della Sharia e ad assorbire per osmosi per distruggerla quella “misericordia” cristiana tanto invidiata sia dai monaci buddhisti che soffrono  il raggiungimento del loro Nirvana che non fa sconti e non perdona, e tanto avversata dagli amanti della legge del taglione. E chi hanno scelto i seguaci del Profeta come interlocutori in Italia? Elementare Watson! Gli amici di questa Europa, i fautori dell’accoglienza a casa d’altri, i radica chic, gli amici di Papa Bergoglio e nemici di Papa Ratzinger, quelli del PD! Con il sindaco Beppe Sala che si è messa una esponente islamofila della “Fratellanza” Sumaya Abdel Al Qader  come consigliera comunale e a capo addirittura della “commissione Cultura”.  E due autorevoli reporter francesi Malbrunot e Chesnot hanno raccolto documenti in un libro dal titolo “Qatar Papers” ove in una lettera come riporta il giornalista Renato Farina l’imam Qaradwi tesse elogi al Caim(Coordinamento associazioni islamiche di Milano e dintorni) esortando i cassieri degli emirati a finanziare i suoi capi Baradei e Davide Picardo famosi per il loro progetto di un nuovo grande  centro islamico a Milano e per l’affermazione che la “poligamia” è un diritto civile. E questa notizia che circola da giorni in Italia, dei Qatar Papers e dei relativi finanziamenti all’Islam radicale, come riportata anche dalla “Stampa” ove Lorenzo Vidino scrive che chi beneficia dei denari qatarini “sono in larga misura  organizzazioni legate all’Ucoii( Unione delle comunità islamiche in Italia)” con ben 45 progetti nel nostro Paese, da Nord dove sono già ben presenti, al Sud specie in Sicilia, per la costruzione di moschee e centri culturali, non ha prodotto alcun commento nostrano. Né da sinistra già visto come vicina al mondo islamico né da destra per i notevoli affari e le esportazioni verso il Qatar. Pecunia non olet ma potremo almeno esigere una maggiore trasparenza spirituale che mitighi la loro propensione alla pena di morte per gli apostati che vanno via dall’Islam, all’elogio di Hitler, che esaltano l’uccisione degli israeliani da parte dei palestinesi? Ma è possibile che ci siamo venduti pure l’anima? Certo gli affari sono affari e la fame non crede nella poesia ma trasformare il nostro Paese in un territorio occupato da un invasore che non usa il nostro stesso linguaggio etico-sociale e peraltro sede del simbolo della cristianità che vantaggio offre? Possibile che non si sia potuto sperimentare altre forme di commercio o di alleanze che preservassero la nostra civiltà da indebite intromissioni? Possibile che se anche ci dovessimo anche alleare ci troviamo sempre il compagno di viaggio sbagliato come i nostri pozzi petroliferi dell’ENI piazzati in gran parte in Tripolitania ove il leader Fayed Serraj viene sostenuto anche dagli integralisti musulmani oltre che dall’Onu? E di questo dovremmo ringraziare l’ex presidente Napolitano che ha tanto caldeggiato la caduta del generale Gheddafi, nostro buon alleato e non certo benevolo con i terroristi islamici. E’ possibile che la Chiesa di oggi sia così sorda e silenziosa, tranne qualche inutile denuncia verbale, sulla persecuzione dei cristiani nel mondo e della loro storia archeologica e non barattare invece moschea da noi/chiesa da loro? E’ questa quella globalizzazione che dovrebbe condurci verso l’eden di serenità e pace ma col pericolo perenne di venire appesi dal collo? A queste domande la risposta è triste ed univoca: loro hanno i denari frutto della schiavitù e della dittatura come Cina, Emirati, Arabia Saudita. Noi occidentali siamo in perenne debito perché abbiamo il vizio della ridistribuzione della ricchezza ed un abnorme mole di diritti che ha prodotto un umanesimo dal ventre molliccio, molto scarsamente produttivo in termini materiali e poco propenso alla lotta o alla rivoluzione. E con una Chiesa liquefatta e  pervasa dai delitti sulla persona compiuti a man bassa  dai suoi esponenti illustri. Altro che greggi e pastori!  Pertanto  siamo oramai invasi con nostro profondo disinteresse se non ipocrita rassegnazione da un tessuto sociale “diverso” che alberga nelle nostre periferie lasciate sole dalle elite dei salotti bene, pullulanti di respiro sharaitico, come i fruttivendoli gestiti da bengalesi che insieme  macellerie “halal, in quanto a igiene lasciano molto a desiderare, oltre le moschee clandestine che si trovano in qualsiasi angolo della strada; vedere a riguardo quartieri romani come Torpignattara e Centocelle. E qui dai con le scuole coraniche  che nascono ufficialmente per insegnare l’arabo ai bambini ma che in realtà eseguono indottrinamenti religiosi spinti anche con finalità terroristiche  come  l’imam foggiano Abdel Rahman espulso in quanto affiliato all’Isis. E la giornalista Maria Francesca Musacchio nel suo recente pamphlet “La trattativa Stato-Islam” descrive l’ambiente dove cresce il network jiadista italiano protetto dalle tante Molenbeeck refrattarie all’integrazione e che hanno offerto protezione a provati terroristi islamici. A questo punto la giornalista  esprime il dubbio: sono bravi i nostri esponenti dell’intelligence ad individuare  ed espellere i terroristi, o questi hanno preferito essere assunti come fighters del Califfato o infine se ci sia un sottaciuto accordo a non farsi male a vicenda?

Arcadio Damiani