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CAPRO ESPIATORIO

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Un po’ di storia. Il capro espiatorio era un capro utilizzato anticamente durante i riti con cui gli ebrei chiedevano il perdono dei propri peccati nel Tempio di Gerusalemme nel giorno dell’espiazione (Kippur) quando il sommo sacerdote caricava tutti i peccati del popolo su un capro e poi lo mandava via nel deserto, dove secondo una tradizione rabbinica veniva precipitato da una rupe. In altri casi il capro veniva ucciso ed immolato nei pressi dell’altare dei sacrifici ed il suo sangue era utilizzato per purificare il tempio profanato dai peccati degli israeliti. In senso figurato un capro espiatorio è chiunque o qualunque cosa (individuo, gruppo, organizzazione) eletto a responsabile di colpe collettive delle quali è totalmente o parzialmente innocente. In un suo articolo Tommaso Nannicini discute sulla umana “tentazione manichea” di dividere il mondo in due categorie esclusive, quella dei “buoni” e quella dei “cattivi” e risale anticamente al profeta Mani vissuto nel III secolo d.C. e si manifesta attraverso due atteggiamenti distinti: il “buonismo”, vale a dire l’ostentazione verbale dei buoni sentimenti ove ci si autoinclude, ed il rito del “capro espiatorio”, cioè l’individuazione di un unico colpevole responsabile dei grandi drammi della vita collettiva ed epigone della categoria dei “cattivi”. Entrambi questi atteggiamenti hanno come fine l’autoassoluzione, la fuga dalle responsabilità. Se da giovani si gioca a carte invece di studiare dovremo aspettarci che nel secondo caso si raccolgano frutti economici migliori ed invece si sbraita, sempre al bar, contro le pensioni d’oro costruite con tanti sacrifici. Il processo è molto più diffuso di quanto si possa pensare, da rapporti inter personali come fra un dirigente ed un suo subalterno, a piccole associazioni come la famiglia ove un bambino può essere additato a capro espiatorio, ad organizzazioni più estese o governi nazionali in rapporti geopolitici di area. Ed è particolarmente devastante in politica ove la colpa è di solito attribuita al gruppo in minoranza che trova particolarmente difficile difendersi dalle accuse in virtù della massiccia preponderanza mediatica di chi detiene il potere. Come in Italia e non solo (anche USA) ove la stampa ed i mass media sono occupati all’80% dai progressisti di sinistra (vedere le ultime nomine dei dirigenti RAI!) che utilizzano il linguaggio “politicamente corretto” della “democratura”. E la ricerca di un “capro espiatorio” è il più importante strumento della propaganda come nel caso degli Ebrei che vennero individuati dalla propaganda nazista come fonte di collasso politico e dei problemi economici della Germania ai tempi della Repubblica di Weimar. Non solo ma spesso viene utilizzato, specie in politica, come esempio autoassolutorio di un’intera compagine di organizzazioni o partiti l’individuare un soggetto che paghi per tutti come ad esempio Bettino Craxi abbandonato dai suoi in quel di Hammamet fino alla morte in esilio, reo di aver strappato il socialismo riformista come aspirante tiranno all’allora segretario del Pci Enrico Berlinguer ed accusato di percepire finanziamenti illegali per il suo partito. Come se Craxi non avesse ereditato ma inventato lui quel fenomeno, per giunta coperto nel 1989 con un’amnistia che aveva consentito a tanti politici di farla franca. Nel 1953 il ruolo di capro espiatorio toccò addirittura al protagonista della ricostruzione post-bellica del Paese, Alcide De Gasperi, al quale fu rimproverata una legge “truffa” perché contemplava un premio di maggioranza in Parlamento per chi avesse raccolto il 50 per cento più uno dei voti. Roba da ridere rispetto ai premi adottati durante la “seconda “ Repubblica! Per andare ancora più indietro nel tempo Tucidide attribuì la peste che fece strage degli ateniesi nel 430 a.C. ai veleni gettati dai nemici spartani nelle cisterne del porto del Pireo. La “Peste nera” del 1347 venne attribuita agli ebrei rei di aver avvelenato fonti e pozzi e ci vollero due bolle pontificie del Papa Clemente VI che dimostrava che anche gli ebrei medesimi erano vittime del morbo per porre fine alla caccia all’uomo in tutto il Continente. Legata al complottismo magico-esoterico è la psicosi che pervase l’Europa Centrale e l’America tra il 15° e il 18° secolo che attribuiva a alcuni poveri cristi la responsabilità di diffondere malattie tra uomini e bestie di cui si ignorava l’origine e le condanne a morte ricaddero soprattutto su donne (levatrici, prostitute, praticanti di riti medici), mistici ed eretici come ricorda Alessandro Manzoni nella sua “Storia della colonna infame”, nel 1630, dove un barbiere ed un commissario di Sanità a Milano furono condannati al patibolo perché considerati untori dell’epidemia di peste nera che uccise oltre un milione di persone. E rivolte scoppiarono nel 1910 durante l’ennesima epidemia di colera quando folle inferocite specie al Sud si scagliarono contro amministratori, medici e persino contro Vittorio Emanuele III, accusandoli di voler sterminare la povera gente attraverso una “polveretta”, come l’influenza “spagnola” la cui genesi fu attribuita alla guerra batteriologica dei tedeschi. Tutto passa ma la caccia ai “capri espiatori” continua imperterrita. Oggi abbiamo a che fare con una pandemia virale che ha cambiato improvvisamente tutti i connotati dei nostri usi e costumi ed è ovvio che sia ripartita la caccia al “responsabile”, all’untore da trafiggere in pubblica piazza. C’è chi avanza l’ipotesi secondo la quale il Covid-19 sia nato in un laboratorio cinese a Wuhan e fatto volutamente sloggiare da una provetta con lo scopo di andare ad infettare mezzo mondo per le ragioni più arcane. Forse un giorno lo sapremo, chissà! Sta di fatto che come visto e previsto le pandemie esistono, ed oggi più di ieri, visti gli interscambi turistico-commerciali che tutti abbiamo col resto del mondo. Non ci sfugge quanto è accaduto in agricoltura con l’arrivo dai paesi orientali della “cimice asiatica” che ha prodotto seri danni al nostro settore fruttifero-olivicolo verso cui non abbiamo armi efficaci come insetticidi appropriati se non importare anche una “vespa samurai” che si nutre delle sue uova ma che non si prevede quale effetto collaterale abbia sulle restanti coltivazioni. In pratica inermi al momento. Allora perché non comprendere anche l’attuale incapacità nel contrastare con mezzi appropriati il nuovo virus dal quale siamo stati contagiati urbi et orbi? Ho avuto personale esperienza di una prolungata interruzione del servizio internet casalingo e nonostante ripetute lamentele col mio gestore di telefonia da circa 20 giorni sono “off-line” e le giustificazioni date confluiscono tutte nella risposta “cavo tranciato, quando e come…problema complesso”. Ovviamente non essendo competente non posso avere lumi sulla complessità del problema ma di una cosa sono certo: chi ha messo in piedi questo sistema non è in grado di assicurarne con efficienza il suo uso e manutenzione. E stiamo parlando di un settore “puramente materiale” di cui ingegneristicamente si dovrebbero già conoscere vizi e virtù. Per traslato possiamo dire che chi ha messo su il sistema sanitario nazionale e mondiale (OMS) non si è assicurato della plasticità e duttilità delle organizzazioni? No, perché qui il problema è molto più complicato. Innanzitutto perché nella ricerca l’errore umano è previsto e nessuno potrà mai dimostrare quanto sia stato “doloso”! Secondo, se gli israeliani sono sempre in stato di allerta durante la loro vita quotidiana, portando con loro maschere antigas, costruendo rifugi anti-bombe, è perché sono continuamente minacciati, dagli attentati dei vicini palestinesi, ossia consci di un pericolo continuo e molto “very closed”, ma come si fa a prevedere con strutture costose ed adeguate la diffusione di un contagio invisibile ed inaspettato? Perché qui si manifesta la crassa ignoranza, l’analfabetismo funzionale del nostro popolo e dei nostri governanti che a forza di utilizzare “capri espiatori” sono diventati loro stessi vittime. Terzo, qualsiasi grande organizzazione sociale e civile a prescindere dall’idea del suo progetto necessita appena successivamente delle “risorse umane” ed in tal caso entra senza bussare la “politica” che ha dimostrato tutta la sua malvagità (Rino Formica diceva che “la politica è sangue e merda”) come il comunicare con ritardo per motivi economici se non di prestigio, l’inizio del contagio con l’inevitabile aumento del numero dei decessi. E questo è stato il più grande errore, doloso, di questo triste evento. Per il resto non possiamo sempre essere preparati alla bisogna. Possiamo sempre prevedere un terremoto? No, ma possiamo adottare misure che ne limitino i danni come le costruzioni antisismiche. Ma mettere in sicurezza tutte le altre strutture se, pur senza movimenti tellurici, molta edilizia scolastica è pericolante? Nessuno lo fa, perché i soldi si spendono per cose più appariscenti che danno consenso politico non per le cose in realtà più utili! E così nessuno che faccia un esame di coscienza ammettendo le proprie mancanze, i propri errori bensì si scatena l’inferno alla ricerca dell’eventuale “capro espiatorio”. Come sta accadendo in questi giorni, con una condotta che ha del “disgustoso”. E lo stesso premier Conte potrebbe ricoprire questo ruolo per la sua malaccorta “governance” che ha tacitato il palamento nelle sue scelte, e che lo esporrebbe ad una possibile rivolta sociale sempre più vicina. A quel punto poco importante sarà il suo scaricare colpe agli esperti delle task forces che nel frattempo si sono scudati penalmente (capri espiatori mancati). Se fosse stato un vero “statista” avrebbe dovuto parlare chiaro alla nazione come in realtà fece Churchill combattendo l’invasione nazista. Ma ha utilizzato solo un canovaccio comunicativo stereotipato poco adatto in emergenza come diceva Carl Schmitt “Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione”. Altri capri espiatori sono il presidente della Regione Lombardia ed il suo assessore Giulio Gallera, messi nel mirino dai giornali e dalla sinistra, da opinionisti, intellettuali, tanto che sui muri della capitale lombarda è apparsa la scritta “Fontana assassino” a firma “Carc”, Comitati di appoggio alla resistenza per il Comunismo. A seguire, allucinante, quello che ha detto su Rai3 Federica Sciarelli “In Lombardia si è consumato un genocidio sanitario” o in Parlamento il deputato 5stelle Currò “In Lombardia c’è stato il più grande fallimento della gestione sanitaria nella storia della Repubblica”. Proprio la sanità lombarda nostro fiore all’occhiello nella ricerca ed assistenza, che si è rialzata con le sue forze costruendo un ospedale a tempo di record copiato anche dai tedeschi! Ma il bello arriva quando i capri espiatori siamo noi stessi italiani avendo pure obbedito, appecoronati, ad un “fascismo sanitario” mai visto. E’ questo il parere di Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza, membro italiano del comitato esecutivo dell’OMS. Secondo l’esimio “tutta l’umanità è schierata contro il virus ma questa compagine appare ancora confusa, disorientata e certo non compatta (grazie alle certezze della setta virologica ben remunerata nei talk show)…alcune frange di persone si oppongono ai vaccini già disponibili per malattie terribili ancora presenti (e non si comprende cosa c’entrino i “no-vax” con l’attuale pandemia oltre al fatto che in tal caso il vaccino non ancora c’è)…Una delle motivazioni di questi comportamenti irrazionali (dei cittadini) è la profonda ignoranza che attanaglia fasce importanti della popolazione, in Italia, purtroppo la stragrande maggioranza”. E cita Tullio De Mauro che per primo coniò il termine di “analfabetismo funzionale” e che secondo lui l’80% degli italiani poteva essere incluso nella categoria di chi “sa scrivere e leggere, ma non è in grado di comprendere testi di medio-alta complessità”. Ci ammaliamo perché ignoranti! Questa è veramente troppo! Non che siamo delle “testaguzze” e non ce lo doveva ricordare perché se abbiamo questa armata Brancaleone al governo è tutto merito di tanti cervelli poco inclini alla riflessione e che fanno ancora il tifo da stadio nei sondaggi, frutto di una scuola ridotta all’elemosina del posto fisso del corpo docente ma poco propensa ad educare verso l’autonomia di pensiero. Comunque pur nell’ignoranza il nostro buon cuore ed il nostro buon senso hanno dato in questo caso buona prova di affidabilità diversamente da un potere cieco e veramente ignorante della realtà vissuta dai suoi cittadini e che sa solo “promettere”, “permettere” e “concedere”. Ci vuole una faccia perché il capo è già coperto dal fez nero! Allora per chiosare riprendo le considerazioni di Nannicini che faccio mie: perché la patologia manichea si è manifestata con particolare virulenza proprio in Italia? Risposta difficile se non si scava a fondo sulle debolezze della nostra natura collettiva. E perché le vere componenti riformiste a sinistra sono sempre state minoranze? Perché l’utopismo distruttivo di stampo anti-occidentale ha fatto così tanti proseliti? E perché la sinistra si è mostrata sempre priva i anticorpi di fronte al morbo “manicheo”? E credo non si possa discutere sulla futura identità della sinistra, rifiutandosi in partenza di analizzare i vizi e le virtù che hanno sempre contraddistinto i suoi gruppi dirigenti e la sua base sociale. E’ praticamente indiscutibile, visti i risultati ad oggi ed il tramestio se non le dicotomie intellettuali che l‘attraversano con i neoilluminati ed i veteromanichei, che la costruzione di una moderna sinistra debba passare sotto le forche caudine che sconfiggano quella sinistra manichea convinta della propria superiorità morale e pervasa da sentimenti anti-mercato e anti-politica. Semplici considerazioni di uno spirito libero alla continua ricerca di una incerta ma plausibile verità.
Pescar li 16-5-2020 F.to Arcadio Damiani