PAOLO PAVONE
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COMPLIMENTI!!

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242Da ben cinque anni la Corte europea dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, deve pronunciarsi in merito alla retroattività della legge Severino che ha reso incandidabile, togliendo anche la cadrega di senatore, l’allora presidente Berlusconi. Udienza finalmente è arrivata con la pronuncia di diversi “dubia” da parte delle eccellenti avvocature da una parte e dall’altra. Premetto che il processo di Norimberga emanò la sentenza entro un mese per i delitti inequivocabili della dittatura nazista ma qui ci vogliono ancora molti mesi per una sentenza definitiva che riabiliti o condanni definitivamente la partecipazione alla vita pubblica del cittadino Berlusconi. Non entro nel merito degli opportuni cavilli giudiziali che la nostra Costituzione più bella del mondo ci permette, avendo viralmente contagiato anche la nomenklatura giudiziaria europea ma è letteralmente impensabile una così lunga ed estenuante attesa sia nella preparazione del processo che nell’emanazione del giudizio finale (sembra 9 mesi) per una questione che, stando a quanto appreso, non mi sembra così foriera di conclusioni azzardate o di grande impegno etico per il prosieguo della civiltà umana. E devo dare atto di un certo buon senso sintetico nella considerazione dell’avvocato difensore Edward Fitzgerald, del foro londinese, che ha definito il Senato italiano inappropriato a esprimere il giudizio anche con voto palese perché composto in gran parte da avversari politici dell’indagato e  paragonato ad un anfiteatro dei gladiatori con gli adepti molto facili al grilletto del “pollice verso”. E indubbiamente la “febbre del sabato sera” rispolverata ultimamente dalla cineteca deve aver afflitto i giudici europei se non mondiali verso questa deriva revanscista contro il diritto acquisito dei globalisti di una destra che, se riabilitata, porrebbe se non fine almeno un grande argine a tutti quegli imperi politico finanziari che vivono sulla nostra pelle e sul futuro delle nostre generazioni, e difesi anche attraverso l’unicità del pensiero. Nel frattempo che la giustizia faccia il suo interminabile corso, i nostri commercianti, addirittura in 80.000, hanno chiesto il porto d’armi, in quanto lasciati solo dietro i banconi a difendere l’incasso della giornata e i beni esposti per la scarsa possibilità fruitiva degli interventi con forze dell’ordine ridotte all’osso, leggi inadatte che contrastino i criminali e pene molto simili all’efficacia dell’aspirina contro un tumore aggressivo. Complimenti!