PAOLO PAVONE
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CONTRO L’ITALIA

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Si parla tanto di questa benedetta Unione Europea come un raggiungimento di un traguardo tanto agognato nello spirito di un rafforzamento socioeconomico del vecchio continente per le nuove sfide del terzo millennio con economie emergenti ed invadenti come quella cinese che non fa sconti a qualsivoglia interlocutore. Di qui tutti gli appoggi di esponenti della economia e della cultura che ne glorificano l’esistenza. Ultimamente è stata riportata sul “Il Foglio” una citazione di Simone Veil, prima donna Presidente del Parlamento europeo “Gli Stati devono raccogliere il guanto di tre importanti sfide: quello della pace, quella della libertà e quello del benessere. E sembra proprio che solo la dimensione europea sia in grado di permettere agli Stati di raccogliere tali sfide”. Questo almeno in buona fede le sue convinzioni. Ma a bocce ferme siamo sicuri che si siano inverati questi alti princìpi? I risultati attestano un quadro sostanzialmente diverso se non addirittura distopico. Infatti l’egemonia franco-tedesca suggellata dall’incontro di Aquisgrana fra questi due Paesi dimostrano una forte propensione al predominio (es. un asset comune di difesa) nella UE più che alla condivisione con gli altri Stati nel rispetto reciproco e di esigenze diverse. E alla fine si sono delineati i ruoli fra i “Padroni” e i “sudditi” nella supremazia delle “elite finanziarie” che disprezzano i cittadini imponendo loro regole che minano alla base le peculiarità dei singoli Paesi al solo vantaggio delle superpotenze dominatrici e un “modus interloquendi” secondo un pensiero unico che stabilisce cosa può essere detto o meno criminalizzando chiunque si discosti dalla linea di pensiero dettata dai vertici dell’Unione. Il vero problema di cui occuparci non è tanto se la UE sia buona o cattiva cosa in quanto l’idea iniziale non è certamente malsana bensì togliere dalle mani di scaltri faccendieri senz’anima che hanno fatto della politica comunitaria un modo per arricchirsi castrando e manipolando la gran massa dei cittadini europei la guida di questa Europa non dimenticando che il manifesto di Ventotene per un Europa spinelliana senza confini e globalizzata era molto diverso dall’Unione europea espressa da Adenauer che auspicava interazione, collaborazione fra Paesi nel nome di un unione che fa la forza rispettando le peculiarità e le identità di ciascuno come d’altronde era la CEE anziché confluire in un brodo indistinto dove accanto agli aromi si lessano le carni degli animali uccisi. E l’Italia ha “subìto” l’ingresso nella UE fondata solo sulla moneta comune con un cambio estremamente svantaggioso per la nostra già debole economia nella speranza che nel futuro le cose andassero in maniera migliore. Ed invece come una preda di un branco di sciacalli stiamo assistendo ad un condiviso smembramento delle nostre parti migliori dalla coscia fino alla punta di petto. Essere italiani non significa solo chitarra, mandolino, pizza, truffa, scarsa lealtà o amor patrio, scarso rispetto delle regole, che ne fanno una compagine se si vuole altamente democratica fino all’anarchia con tutto ciò che comporta come la perdita dei diritti “veri”, della sicurezza e perfino della propria dignità. Essere italiani significa essere anche molto scaltri e creativi e intelligenti proprietà storicamente dimostrate con un’arte e una cultura che non ha pari nel mondo come testimoniano i furti e le deportazioni delle nostre opere d’arte che hanno riempito i musei operate da Napoleone, dai tedeschi del terzo reich e via dicendo. Ed anche nella scienza e tecnologia siamo messi abbastanza bene dalla pila di Volta, al telefono di Meucci, al motore a scoppio di Barsanti, alle scuole chirurgiche ed ingegneristiche. Per non dire della salubrità dei cibi e dell’arte culinaria veramente unici al mondo. Tutto questo non comporta rispetto dei nostri partner europei o di nazioni extraeuropee come il Canada bensì una lotta senza quartiere nell’intento di distruggere le nostre identità, i nostri prodotti migliori che vantano il primato mondiale dell’imitazione e contraffazione. Ovunque si va nel mondo l’etichetta “made in Italy” o “Ristorante italiano”, i nostri brand di moda, è sinonimo di arte, buon gusto e qualità dei prodotti. Basta vedere come la UE ha trattato il problema dell’immigrazione nel nostro Paese lavandosene le mani nella speranza che venga distrutta la nostra organizzazione sociale, di come le loro buone intenzioni si tramutano in azioni illegali del tipo il rifilarci immigrati clandestini ben sedati come sta facendo la Francia bloccando con azioni disumane le loro frontiere addirittura falsificando o non controllando documenti dei richiedenti asilo pur di disfarsene con la beffa oltre il danno di accusarci di essere “razzisti” e poco umani. E per parlare ancora di Francia come interpretare lo scempio libico da loro voluto che ci ha prodotti danni economici e sociali molto pesanti e con quanto sta facendo ancora oggi con impegno personale nella guerra per l’appoggio con armamentario bellico al generale Haftar contro il governo di Tripoli che ha gran parte delle nostre postazioni ENI e che è l’unico riconosciuto dall’ONU pur di appropriarsi del loro oro nero? E che dire del sindaco di Parigi Hidalgo che dà una medaglia al valore civile alla capitana della Sea Watch da noi messa sotto processo per aver violato le nostre leggi ed aver messo in pericolo la vita dei nostri finanzieri? A quale scopo questa ingerenza sulla nostra politica e leggi nazionali se non un profonda avversione verso il nostro Paese che per mano di Matteo Salvini rischia di mettere in discussione o in serio pericolo questa anomala UE ove spadroneggiano solo loro, Francia e Germania? E ci credo che ci odiano i nostri cugini transalpini se con 71 medaglie d’oro e 92 d’argento l’Italia sorpassa la Francia ferma a 61 medaglie di prima classe e 49 di seconda alla “Champagne & Sparkling Wine World Champ” che a Londra ha consentito alle produzioni nostrane, a più ricca distribuzione geografica, di effettuare uno storico soprasso proprio a danno dei francesi con le Colline del Prosecco diventate un bene del Patrimonio dell’Umanità. Le “bollicine si bevono lo “Champagne”! Che goduria dopo tante umiliazioni! Ma dopo tutti i trattati commerciali come il “CETA” col Canada che ha visto ridursi in maniera drastica i nostri DOP un’altra vera e propria “mazzata”, sperando che non sia quella fatale, ce lo dà il “MERCOSUR” la minaccia più forte che l’agricoltura italiana abbia mai subito ed ha sempre la UE come artefice dei nostri danni. Di che si tratta? Di un accordo commerciale che Jean Claude Junncker, in uscita, ha ratificato in tutta fretta con i Paesi latino-americani e che permetterà a questi di invaderci con prodotti di bassa qualità sotto forma di carni, oli vegetali, agrumi, riso, pesce, verdure, alcool e zuccheri, senza dazi e con scarsissime garanzie sanitarie. Il tutto con la benedizione della vice di Angela Merkel, Ursula von der Leyen divenuta, anche con voti pentastellati, nuova presidente della Commissione Europea e che si è già abbondantemente espressa molto teutonicamente nei nostri confronti minacciando una stretta sorveglianza sulla economia del nostro Paese, intervenendo sul clima tanto per conquistarsi il voto dei Verdi e non parlando del problema di agricoltura e zootecnia che rappresentano il 65% del bilancio comunitario. E chi ci rimette in tutto questo è l’agroalimentare italiano, il più produttivo in termini di valore aggiunto di tutto il continente. Questo a dimostrazione che in Europa comanda ancora soprattutto la Germania con Macron che dapprima contro il trattato e poi accodatosi a frau Angela. E con essi il Pd che in precedenza ha permesso l’invasione dell’olio tunisino, agrumi egiziani, pomodori marocchini, nocciole turche. Ma perché questa fretta di ratificare questo accordo che peraltro sono vent’anni che traballa per la diffidenza dell’Europa verso i loro standard qualitativi? Perché la Germania ha visto ha visto negli ultimi mesi ridursi le importazioni delle loro auto da parte della Cina e così per vendere le loro auto nei Paesi sudamericani (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) hanno aperto questo nuovo mercato e loro vantaggio e a nostro discapito e dei contadini francesi. A dare l’allarme è stato Luigi Scordamaglia presidente della “Filiera Italia” ed il nostro ministro dell’Agricoltura e Turismo Gian Marco Centinaio è stato ultimativo promettendo che questo accordo non passerà. Perché se l’Europa venderà più auto e servizi compresi quelli finanziari per Paesi come Italia, Francia Irlanda e Polonia l’invasione di produzioni agricole e zootecniche potrebbe rappresentare un abbraccio mortale. Hai voglia che l’Assocarni abbia presentato un progetto fin dal 2016 di “carni sostenibili” con ridotti consumi ed impatto ambientale ed abbia già sofferto il contraccolpo delle sanzioni alla Russia. Anche il presidente della Coldiretti ha lanciato l’allarme insieme a quello di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che ricordano lo scandalo mondiale della carne avariata proveniente dal Brasile, il mancato riconoscimento del Dop del Prosecco, il problema del riso che deve fare i conti dopo il blocco di quello proveniente dalla Birmania e Vietnam con quello proveniente dal Paraguay. Ma dove sono politici italiani che fanno qualcosa per il loro Paese e soprattutto dove sono quegli italiani che sono tanto attenti alle loro performance narcisistiche, ai gossip giudiziari, alle continue camarille elettorali ma molto ignoranti e distratti di ciò che sta venendo meno in merito alla salvaguardia della nostra salute e dell’anomalo comportamento di tutti quegli amici dei nostri salotti bene molto vigili alle loro tasche e molto lontani da noi cittadini ?

Arcadio Damiani