banner MONDADORI
banner LUPO
banner RICAMI
banner D'ANGELO 1
banner delizie 1
Jaguar
Unknown-1

DAL FOLKLORE AGLI ORRORI…

By  |  0 Comments

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242

La levata di scudi da parte dell’elite ultraliberal chic contro queste espressioni neo revansciste del ventennio, come quella del giocatore che alza la mano a mo del vecchio saluto romano o il bagnino di Chioggia che cartellonizza regole un pò “dure sulla pulizia della spiaggia e per turisti lascivi o i quattro testapelata che leggono un manifesto antimmigrazione senza colpo ferire in un’assise non propria, o la scandalosa “M” dei mercatini di Bolzano vista come iniziale da una sinistra partigiana al delirio paranoico, non sono solo una ridicola posizione della cosiddetta “buona storia” ma mentiscono sotto sotto un atteggiamento prevaricatorio ed eticamente superiore di chi non ha fatto ben i conti e le pulizie in casa propria all’unico scopo di screditare l’avversario nella lotta impari fra il moloch progressista e la misera falange neoconservatrice. La foto che ritrae il sindaco Sala col pugno chiuso è una satirica goliardata come il volto di Matteo Salvini bendato al muso con lo sfondo della bandiera delle BR ma se vendiamo una bottiglia di lambrusco con l’effige del Dux o un modellino della Xa MAS o esponiamo una bandiera prussiana nella propria camera da letto di un esponente delle forze dell’ordine scattano censure giornalistiche, parlamentari, giudiziarie, come se un missile di Kim Jong Un avesse centrato un aereo di linea sudecoreano. Ora vorrei ricordare a “lorsignori”, che si sperticano per un’accoglienza senza confini verso i nordafricani, cosa hanno scritto sulle colonne dell’”Unità” 71 anni fa in merito ai profughi istriani, peraltro “italiani” nel 1946: “Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grani città. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dell’alito di libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti liberatori. Non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci il pane e spazio che sono già così scarsi”. Vorrei ricordare a “lorsignori” che non mi risultano danni significativi provocati nelle nostre città dalle minoranze neoceltiche mentre ove manifestano i “centri sociali” sono dolori per edifici, negozianti e strade ridotti a mal partito da questi coccolati bombaroli da salotto e quanti milioni di euro vengono spesi per le forze dell’ordine a salvaguardia dei cantieri della TAV. Pagati per proteggere chi lavora: solo nel nostro paese! E che dire di un sinistra progressista che si ammanta di tutelatrice della libertà e della democrazia e che negli anni ha cambiato tante volte sigla di rappresentanza dal PCI a “Liberi e Uguali” di oggi omettendo solo la parola “fratellanza”, di cui non sono molto esperti, e poi del tutto simile al logo del giacobinismo rivoluzionario francese( Libertè, Egalitè, Fraternitè)? Già sono solo questi i conservatori della democrazia di una democrazia messa in serio pericolo da qualche espressione folcloristica ma non dalla persecuzione, dal maccartismo, dalla fobia del pensiero altro che possa interrompere il processo uniformante e schiavizzante della sinistra illuminata che ci ha condotto a rovistare nella spazzatura per sopravvivere, che ha creato milioni di nuovi poveri, incertezza del futuro per i giovani, insicurezza nelle nostre costumanze quotidiane, istituzioni delegittimate, e scuola non educante bensì “normalizzante” come nei peggiori sistemi dittatoriali con una censura devastante verso un nichilismo dialettico mai visto prima nel dopoguerra almeno dalle nostre parti. Ma l’aspetto più incredibile di tutta la storia è che “lorsignori” di fronte a tanto degrado raggiunto non si sono minimamente concessi una riflessione sugli errori commessi come l’abbattimento di tutte le regole e delle autorità sociali, pur sapendo che una democrazia se tratta dal popolo deve per forza avere paletti che arginino la libera conflittualità altrimenti cessa di esistere. No! Uno per tutti. Pierre Rosanvallon, icona della sinistra francese ha proposto la “..controdemocrazia: una modalità di partecipazione che non è il contrario, ma piuttosto il completamento di essa, attraverso la quale la società civile sorveglia e stimola le istituzioni..”. Come tutti i regimi autoritari che “sorvegliano e stimolano”. Perché se la democrazia funziona male bisogna riformarla e cambiarla nientemeno! Come? Reprimendo come “fake news” le notizie non asservite al sistema, riformando il linguaggio e da lì il pensiero, l’insegnamento in indottrinamento, la supremazia tecnologica a quella culturale, il chip sul neurone, la materia immobile sull’anima che la muove per buona pace di chi ha sulla coscienza centinaia di milioni di morti molti di più di quelli sotto la dittatura nazifascista. Ma stranamente come riporta Francesco Borgonovo in un suo articolo una delle più convincenti difese della democrazia viene proprio da un pensatore della “destra radicale” Alain De Benoist che nel suo pamphlet di trent’anni fa ristampato di recente “Democrazia, il problema” spiegava “..non resta che una legittimità plausibile: la legittimità democratica, cioè la sovranità del popolo. Va aggiunto che è anche la sola legittimità veramente politica, in quanto mira a porre il potere nelle mani dei cittadini, membri di una comunità politica data..”. E che dire di “lorignori” quando si rivolgono al volere del popolo in termini dispregiativi come quasi a vietare l’espressione elettorale in quanto non sufficientemente colti(V. Giorgio Napolitano all’esito della bocciatura referendaria)? E dopo aver distrutto la scuola si lamentano se i cittadini non sono capaci di scegliere? Ossimori storici! In realtà la democrazia non funziona come vorrebbero “lorsignori” perché i “populisti” crescono e vanno fermati a tutti i costi anche a costo della “democrazia”. E si riversano sui media decretando il pericolo di un voto “sopravvalutato “ tirato fuori dalla plebe incolta i vari Scalfari, Gramellini, Serra, Veltroni, Asor Rosa, Napolitano, Boldrini, Fiano, Monti. Questa si che è violenza! Ma cari “lorsignori” chi è più violento il gestore dei bagni di Chioggia che non ha dato olio di ricino o manganellate ad alcuno o le azioni legali che le Prefetture intentano contro i Comuni che rifiutano l’accoglienza indiscriminata e senza regole? E’ più violento il venditore di gadget del ventennio o le ingerenze della UE sui nostri prodotti e sulle nostre politiche agricole che hanno ridotto i nostri agricoltori a semplici schiavi della terra? E’ più violento chi afferma che un figlio ha bisogno della figura paterna e materna o chi impone al figlio ad organizzarsi alla ricerca nel mondo dell’origine del seme donato e riconoscersi con lui per la sua identità? Cari “lorsignori” con la scusa di difendere la democrazia la state distruggendo, ma noi che purtroppo per voi abbiamo studiato e riflettuto, venderemo cara la pelle! Sappiatelo!