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DEMOCRAZIA: NEMESI ANNUNCIATA

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2“La democrazia è un regime senza re infestato da molti re che sono spesso più esclusivi, tirannici e distruttivi di uno” (B. Mussolini). “Così come non vorrei essere uno schiavo, così non vorrei essere un padrone. Questo esprime la mia idea di democrazia” (A. Lincoln). “Viviamo in una democrazia apparente in cui la libertà è forse soltanto un’illusione della nostra mente…In democrazia vince la maggioranza ma quando si parla di scienza o cosa sia reale e cosa no, l’evidenza dei fatti è quella che stabilisce chi ha torto e chi ha ragione…In un paese che voglia dirsi democratico, la tutela dei diritti non deve trasformarli in privilegi” (S. Nasetti). “Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che se l’appenda da se, del colore che gli piace, alle proprie corna…Il popolo, la democrazia sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le paerole nel culo dell’umanità” (L. Sciascia). “La tirannia di un principe in un’oligarchia non è pericolosa per il bene pubblico quanto l’apatia del cittadino in una democrazia” (Montesquieu). “Se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte costituzionale” (P.Calamandrei). “La causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché quando il potere è in mano d’uno solo, quest’ultimo sa d’esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano solo a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà” (L. Pirandello). “Non ci può essere democrazia senza verità. Non ci può essere verità senza dibattito, non ci può essere cambiamento senza libertà. Senza libertà non ci può essere progresso” (A. Young), “Nessuna democrazia rappresentativa è una democrazia, ma un sistema di minoranze organizzate che prevalgono sulla maggioranza dei cittadini, singolarmente presi, soffocandoli, limitandone gravemente la libertà e tenendoli in una condizione di minorità” (M. Fini). “Totalitarismo e democrazia sono due parole senza qualità. Avrebbero bisogno di molti aggettivi qualificativi. Un dispotismo può essere illuminato e una democrazia putrefatta e non è semplice districarsi fra queste antinomie” (L.Pintor). “La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato” (W. Churchill). “Uno stato è politicamente libero se le sue istituzioni politiche rendono di fatto possibile ai suoi cittadini di cambiare governo senza spargimento di sangue, nel caso in cui la maggioranza desideri un tale cambiamento di governo” (K. Popper). “La democrazia sostituisce l’elezione da parte di molti incompetenti alla nomina da parte di pochi corrotti” (G.B. Shaw). “Il modo più efficace di limitare la democrazia è quello di trasferire il potere decisionale dalla pubblica arena ad istituzioni inaffidabili: re e principi, caste sacerdotali, giunte militari, dittature di partito o moderne corporazioni” (N. Chomsky). “Quanto più gravi sono i problemi tanto maggiore è il numero degli inetti che la democrazia chiama per risolverli” (N.G. Dàvila). “Le democrazie non possono fare a meno di essere ipocrite più di quanto i dittatori possano fare a meno di essere cinici” (G.Bernanos). Ecco queste sono solo alcune delle brillanti definizioni espresse da filosofi, storici, scrittori, saggisti, politici date alla “Democrazia” e sembrano tutte convergere sulla imperfezione di questa forma di governo che paventata come la migliore fra le tante altre racchiude in sé quella inconsistente, irrituale, spesso dannosa fusione fredda fra il delegante e il delegato, fra il debole e il forte con l’ovvio risultato finale dell’ “homo homini lupus”. E sembra non esserci partita! Perché la democrazia nel nostro beneamato Paese raccoglie quasi tutti questi nefasti significati. Infatti è vero che in democrazia vince la maggioranza ma quando si parla di scienza allora sono i fatti che devono dirci se una cosa è giusta o meno con dati alla mano ed un esempio di quanto si sia fatto scempio di questa logica affermazione è la storia dei vaccini e della loro giustificata importanza nella salute dei cittadini che non può essere relegata ad una mera scelta individuale che non tiene conto dei progressi e dei dati scientifici ma succube di allarmi mediatici derivanti da opinioni molto personali e ben lontane dalla realtà con un Ministro della salute che segue l’orda e la volontà degli incompetenti più dei risultati epidemiologici. La scuola che secondo il grande costituzionalista Calamandrei è ben più importante del Parlamento e della Magistratura si è ridotta ad un’area di parcheggio di uno stipendificio per gli insegnanti e un intrattenimento per gli alunni  che non hanno più idea di cosa sia l’apprendimento travagliato da anomalie di rapporto col docente, privo oramai di qualsivoglia autorità e autorevolezza, e da una tecnologia invadente e devastante che mira più a disconnettere il pensiero che ad “usum” di una dialettica costruttiva visti gli sforzi che l’ultimo ministro dell’Istruzione Valeri Fedeli per introdurre cellulari e tablet in classe ignorando che uno studio OCSE ha sancito con dati statistici che l’apprendimento su materiale cartaceo è di gran lunga migliore di quello con mezzi digitali. La scuola credo sia alla base di un vero progresso sociale e minando la formazione viene meno sia la coscienza del sé così da rendere più malleabile la platea alla volontà dei manovratori. Questo è il danno peggiore che si possa fare nel bloccare l’evoluzione di una civiltà: impoverire il pensiero e la riflessione e la stessa dignità dell’individuo con voti alti a pioggia più che la giusta selezione dei meritevoli. E ci ritroveremo questi “analfabeti funzionali” o “incompetenti costruiti” ad occupare posti di rilievo nelle istituzioni politiche che mai avranno quelle capacità del “problem solving” a danno ovviamente dei cittadini che periranno sotto ponti crollati ma a tutto vantaggio di chi spreme per il proprio profitto. Provate a fare un ricorso o una causa per merito negato e scoprirete la difficoltà dell’impresa se non l’accanimento del moloch burocratico elitario che faranno di voi un pericoloso invasore della costumanza abituale ove i vincitori a tutti i livelli si conoscono ben prima della disputa esaminatoria. E la storia della nostra democrazia è zeppa di esempi di personaggi degradati nelle loro mansioni se non condannati o licenziati solo per aver rivelato tale malcostume o impieghi dannosi di materie prime non proprio legalmente riconosciute nell’industria o altre abitudini illegali come il timbrare il badge di presenza di qualcun altro. E come appare impossibile il licenziamento del fedifrago ben protetto dalle leggi e dalle tutele sindacali. E come si evince dalla impossibilità di espellere il richiedente asilo che non ha i requisiti ma ben istruito su tutti i passaggi legali con gli appelli di giudizio e altre vie di fuga facendo perdere le proprie tracce. E’ questo il paese del bengodi come testimoniano i delinquenti abituali intercettati ove per loro la giustizia è sia lenta che permissiva. E per dirla con Massimo Fini la democrazia rappresentativa non è vera democrazia “ma un sistema di minoranze organizzate che prevalgono sulla maggioranza dei cittadini, singolarmente presi, soffocandoli, limitandone gravemente la libertà e tenendoli in una condizione di minorità”. Perché siamo liberi di esprimere il cambiamento, senza spargimenti di sangue (K. Popper), se il cambiamento piace alle “minoranze organizzate” che intervengono pesantemente se si turba il sistema precostituito. Altrimenti che dire se un Ministro dell’Interno prova a difendere i confini verso ingressi illegali che non fuggono da guerre o da miseria bensì “dalla legge” non essendo identificati, senza documenti e non meritevoli di asilo politico ma protetti da istituzioni e associazioni locali che li albergano favorendone la clandestinità come il caso dell’associazione “Baobab” ove i finti profughi della nave Diciotti, rifiutando il tetto e le attenzioni delle strutture diocesane, si sono rivolti? Un’istituzione dello Stato, la magistratura che indaga un’altra istituzione dello Stato, il ministero degli Interni per “sequestro di persona aggravato” come se non avesse fatto semplicemente il suo dovere. E non solo, dato che questo ministro sembra essere, secondo sondaggi, il corifeo del primo partito italiano e non molto allineato alla politica globalista e al potere giudiziario avendo nel suo programma anche novità in merito alla strutturazione di questo, ecco che il pericoloso” eversore” deve essere fermato a tutti i costi condannando il suo partito alla morte economica, attuale e futura, per reati dai quali non può difendersi e commessi da altri in passato. E l’ex presidente dell’Anm, Legnini esprime tutta la sua acredine verso il ministro tacciandolo di “parole eversive” che minano l’indipendenza della Magistratura. Certo la magistratura deve essere indipendente ma come fa un normale cittadino a convincersi del giudizio “indipendente” di uomini che lottano fra di loro e divisi attualmente in almeno cinque correnti di pensiero in seno all’associazione stessa? Forse una deriva troppo plebiscitaria legata al consenso rappresenta un pericolo stabilmente populista per la legalità? Forse vi è interferenza fra consenso, potere e apparati? Ma sotto la storia, come osserva Meluzzi, ve n’è un’altra invisibile ove è molto difficile distinguere tra pupi e pupari tra chi regge i fili e chi fa il movimento. Ed allora osserva l’ex magistrato Carlo Nordio come fanno questi poveri migranti ad attraversare poveri e affamati mezza Africa senza soccorsi e senza trasporti? Non è che sono scelti invogliati e magari costretti da una Mano Invisibile che ha organizzato questo esodo con cinico raziocinio? E poi questi viaggi costano dai tre ai cinquemila euro a testa e dove trovano questi soldi che li renderebbe ricchi nel loro paese? Ed è possibile che si trovano sempre nelle imbarcazioni le stesse percentuali di bambini e donne incinte tanto per stimolare la carità cristiana? E perché gli affondamenti in mare appaiono così sapientemente programmati nel tempo nei luoghi e nelle conseguenze? E perché non nutriamo la stessa carità cristiana, bensì ipocrita indifferenza per i poveri, vecchi e malati che restano imprigionati e vessati dai despoti del loro paese? I nodi sono arrivati al pettine e la mano invisibile di tutte le organizzazioni criminali, non umanitarie, che vivono di queste provvigioni sta venendo alla luce e si concretizza con uno stop all’accoglienza indiscriminata. E Alessandro Meluzzi cita un documento steso dalla corrente maggioritaria tra le fila dell’Anm che verrà discusso fra qualche giorno “Non vogliamo una magistratura che si comporti da soggetto politico” a garanzia della indipendenza e dell’autorevolezza dei magistrati. E la sua sensazione è che “Matteo Salvini abbia interpretato in maniera acuta viscerale e profonda ciò che sentivano la maggioranza degli italiani, violentati, provocati, umiliati, aggrediti, derisi dal senso comune del politicamente corretto di sinistra da aver raccolto attorno a se un’onda inarrestabile”. Bisogna recuperare quella dignità nazionale che ci protegga dal migrazionismo selvaggio e ci sottragga all’abbraccio dei poteri forti che si chiami certa magistratura, Soros o capitale internazionale, riportando il valore del popolo al centro della politica. Una magistratura delegittimata, come risulta dai sondaggi, non serve al paese ai cittadini o alla politica. Il magistrato dev’essere veramente indipendente ed autorevole e mai fare passerella con i politici di turno per accaparrarsi carriere, privilegi spesso immeritati. Nutriamo profonda speranza nel cambiamento di questa tempesta dei “fuori ruolo”, come accade con i grandi chef che invece di essere “sul pezzo” inondano talk show televisivi, specie nei rappresentanti della legge e della Chiesa perché abbiamo un urgente bisogno di ritornare a godere della pace dello spirito oltre che del buon diritto perché se democrazia dev’essere deve diversificare i livelli di competenza evitando spiacevoli commistioni.