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DONNE E SINISTRA

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242 Per la sinistra bisogna fare un distinguo in quanto il femminismo non è poi così omogeneo nel suo canovaccio perché ci sono donne e donne. Ci sono donne che meritano rispetto e protezione e poi ci sono quelle che possono essere esposte a ludibrio scherno. Fra le prime ci sono quelle che affittano il proprio utero in virtù di un atto d’amore che colma l’impossibilità procreativa di un grembo sterile o la necessità di una progenie naturalmente non ottenibile in caso di omogenitorialità; quelle che si sperticano nei cortei contro le forze dell’ordine meritevoli di eccidio; quelle che volontariamente in negligè e per proprio interesse solleticano avances di maschi infoiati ma malmenati giuridicamente e mediaticamente se non proprio soddisfacenti; insomma quelle “politicamente corrette”. E poi ci sono le donne “politicamente scorrette” come la giornalista e scrittrice Oriana Fallaci che a differenza della Mogherini, Serracchiani, Bonino non ha voluto indossare il velo davanti agli Imam; quelle trucidate dagli antifascisti perché colpevoli di collaborazionismo al regime come Giuseppina Ghersi, una bambina seviziata ed uccisa barbaramente oltre a tutte quelle infoibate verso al fine della seconda guerra mondiale dai “buoni partigiani” titini; o quanto riemerge da un volume ufficiale del comune di Castiglion Fiorentino ove compare un volantino firmato dal Partito Comunista Italiano e dal Comitato di Liberazione locale ove si legge fra i vari punti”… che nessuno si preoccupi dei propri figli e delle proprie donne, robe di altri tempi, le donne bisogna considerarle esseri inutili e parassiti..”. Per non parlare ai giorni nostri della macabra esecuzione di Pamela Mastropietro da parte di alcuni nigeriani ora sembra morta per droga (colpa sua!), nonostante i rilievi anatomopatologici che indichino cause violenti di morte e non tossicologiche, come affermato dalla presidente del Consiglio delle donne del Comune di Macerata Ninfa Contigiani tanto per difendere gli affari delle cooperative di accoglienza; e si parla poco in certi ambienti anche di Azka la ragazza pakistana il cui sospetto di omicidio cade sul padre perché troppo integrata agli usi occidentali e rea di non essere rimasta fedele ai suoi precetti per far valere il multiculturalismo tanto caro ai salotti radical chic; o dei maltrattamenti ricevuti da Giorgia Meloni durante i suoi giri elettorali con post che la ritraggono sorridente davanti ai cadaveri penduli di Piazza Loreto o quando zittita da Lilli Gruber e Vittorio Zucconi durante la sua Ultima intervista su La Sette; o delle donne in Siria che per venire soccorse, sono costrette a prostituirsi o a contrarre matrimoni “a tempo” secondo l’usanza musulmana in voga in certe Ong tanto care a certa ideologia corretta. Non sono anche queste donne?