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DOVE SIAMO…?

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242Venghino signori c’è mercanzia per tutti i gusti! Abbiamo offerte strepitose. Potete affittare un utero, come una seconda locazione di villeggiatura, a prezzi anche modici se la produttrice ha la pelle un po’ scuretta. Avremo a breve anche “biobag” che vi consentirà di gestire la gestazione a distanza dalle vostre interiora. Potete acquistare ovuli come un whisky con prezzi differenti a seconda della casa produttrice o spermatozoi di diversa provenienza etno-culturale. Non c’è che da scegliere per soddisfare il vostro sacrosanto diritto di paternità-maternità. Clausola: severamente proibito acquistare il prodotto finito; ne andrebbero di mezzo le economie di chi si occupa di loro e soprattutto anche quelle che hanno organizzato il mercato del libero scambio come le gigantesche industri multinazionali che sono diventati proprietari, a mo di cartello, sia delle informazioni, del cibo, o di altri bisogni che di laboratori scientifici e case farmaceutiche che lavorano nell’indotto. Droni che faranno arrivare in qualsiasi punto della terra ciò che voi desiderate dall’ovulo alla cocaina. Scenario prevedibile ma certo non desiderabile perché rappresenta l’inizio di una fase storica impressionante che va sotto il nome di “Transumanesimo o Post-umanesimo” ove l’antropologia si confonde con la zoologia. Siamo pronti? Direi di no visto quanto ritardo c’è nei processi di digitalizzazione e informatizzazione dell’amministrazione pubblica. Ma tant’è! Io che ho sempre ammirato il progresso scientifico che mi aiutasse nella professione ad adempiere il gravoso compito della diagnosi e terapia della malattia nel modo migliore e meno dannoso possibile mi chiedo: come può la scienza non avere più paletti che allora esistevano nell’Accademia ove tutto era passibile del filtro dell’etica? Il bisogno estremo della ricerca, della curiosità, che è insito nella mente umana perché non vede che le ultime possibilità la stanno annientando? Ma se la ricerca di motori a diversa propulsione meno dannosi è stata rallentata per motivi economici derivanti dalle economie petrolifere perché non si fa altrettanto con queste nuove acquisizioni che rappresentano la fine delle nostre libertà? Eppure l’uomo potrebbe dirigere la sua ricerca e le sue attenzioni verso problematiche storicamente irrisolte come le differenze Nord-Sud dei paesi, anche del nostro, la sproporzione delle ricchezze mondiali in maggioranza detenute dal 20% della popolazione, l’impiego di uomini e mezzi per aiutare i nostri fratelli a combattere l’ignoranza degli autarchi che affamano il popolo, comprendere che la nostra carità spesso uccide i deboli fisicamente e moralmente. E invece? Abbiamo organizzazioni mondiali come l’ONU, l’UNESCO, la FAO che pesano sui costi e sulle nostre vite e che nulla hanno fatto per sanare le guerre, i conflitti, difendere gli oppressi, stando seduti accanto e osannando senza minimamente ostacolarli a chi detiene un potere economico guerrafondaio. Le menti migliori che si pongono il quesito vengono accantonate perché troppo conservatrici verso un progresso oramai definito inarrestabile. Ma che progresso è? Un progresso che annienta il suo autore? O che conservazione è? Un privilegio di casta o la semplice autoconservazione della specie? Non attendo riposte ma una semplice presa di coscienza del problema pur rendendomi conto del rischio che corro per la visione allarmistica che potrebbe non essere in linea col “politicamente corretto” e quindi punibile ex lege.