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EBBASTA!!

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Stiamo vivendo la più strane ed imprevedibili contraddizioni che, ben lontane da qualsiasi processo logico-cognitivo, ci impongono una condizione di una pericolosa “stabile instabilità”, un limbo infinito nel quale si è persa anche la più esile speranza di poter un giorno approdare in paradiso o affrontare gli inferi. Perché non sappiamo più se sia giusto o meno condannare o meno le elucubrazioni neomelodiche del “trapperSfera Ebbasta in arte da Gionata Boschini, lo stesso che avrebbe dovuto esibirsi nella discoteca di Corinaldo quando persero la vita, travolti dalla calca per il cedimento di un muretto, sei persone. In effetti le sue canzonette propongono “il consumo di droga sotto varie forme” come rilevato da due parlamentari e indagato dalla Procura di Pescara e pertanto andrebbe punito per legge come per chi ripropone l’apologia di fascismo o chi si invita con i propri atteggiamenti a violare le norme di legge. Il vero problema è capire il perché bambini e ragazzine seguono tanto entusiasti di ascoltare il canovaccio turpiloquente di un simile neo artista, se così possiamo definirlo. In realtà se dovessimo condannare tutte le canzoni “di rottura” che nell’ultimo mezzo secolo si sono cantate avremmo dovuto portare in tribunale tanti artisti validi e beneamati da intere generazioni come Lou Reed nei Velvet Underground in “Heroine” del 1967, i Rolling Stones per “Sister morphine” o “Brain sugar”(sinonimo di eroina), e poi i Beatles, Bob Dylan, e in Italia Fabrizio De Andrè col suo “Cantico dei drogati”. Come non possiamo condannare lo scrittore di un romanzo che narra della pedofilia per induzione alla stessa. E non capiamo se questi brani siano stati motore per la tossicodipendenza o semplicemente “rivelazione” di una realtà sofferta. Forse allora negli anni ’70 l’inglese verbalizzato nei brani era non molto comprensibile e in secondo piano rispetto ad una musica comunque armonica e ripetibile. Oggi purtroppo viviamo una condizione diversa perché se allora erano in gran parte maggiorenni che frequentavano quei concerti spesso in sordina dalla proprie famiglie, oggi sono minorenni “accompagnati” dai genitori. Qui sta il punto! Capire il successo di un simile personaggio che meriterebbe solo l’oblio perché le sue canzoni non sono solo di protesta ma fanno letteralmente schifo, ed invece sono seguite da adolescenti che sognano le scarpe costosamente griffate e magliette di Chanel. Provengono la maggior parte da famiglie i cui capostipiti si rifanno al mantra sessantottino del “vietato vietare” nell’idea che la libertà si conquisti col contrapporsi alle regole. Una volta la famiglia faceva da filtro spiegando cosa è una libera espressione artistica, altra cosa è una ricetta di vita. Ma non si rendono conto di quanta solitudine, sofferenza, confusione hanno i loro figli che sfociano nei contatti social la loro depressione, la loro spinta ossessiva e narcisistica pur di avere quella minima stima “dall’altro” e non da sé, per un mondo che in realtà non li libera ma li schiavizza ancora i più, non li considera affatto come umana dignità, ma li sommerge in un turbocapitalismo usandoli come semplici consumatori di prodotti sempre più imposti e non scelti? Come l’uso perverso dei telefonini divenuto unico mezzo di interlocuzione fra simili con selfie e immagini passibili di approvazione o meno. Il confronto e la vita stessa si basa solo sull’apparire col vuoto cosmico dell’essere sottostante. Il tutto a vantaggio di quella forma di “democrazia diretta” tanto agognata dai pentastellati (ma che in realtà è la forma peggiore della più oscena dittatura totalitaria) ed affermata per voce da Davide Casaleggio il cui futuro non prevede una Parlamento democratico e che non prevede neanche un’adeguata maggioranza, per l’abbattimento del quorum referendario al 25%.  E una piccola vignetta su un una rivista americana regge perfettamente questa sintesi con una scimmia con appeso cartello che recita “Laugh now, but one day we’ll be in charge” (Ridi ora ma un giorno saremo al potere). Manca veramente poco a che ciò si verifichi. Perché gli avvenimenti attuali non fanno altro che legalizzare tutte le trasgressività combattendo con inaudita ferocia chi si oppone ad un simile sfacelo. E non si rendono conto che sono servi, senza cervello, di quella èlite che li usa facendo loro credere di essere liberi ma in realtà “manipolati” a loro interesse a piacimento. Altrimenti che pensare dei detentori dei “Big data” alla Zuckerberg che conosce tutti i nostri profili e che tramite il web ci propina oggetti ben prima di desiderarli e che ha paventato l’ipotesi di presentarsi alle elezioni presidenziali americane? Sa benissimo come l’influsso e la comunicazione digitale possa orientare anche una kermesse elettorale. Altrimenti come mai sopravvivono istituzioni come l’Anpi con partigiani quasi tutti estinti? Com’è possibile che una sicura minoranza di omosessuali dettino legge a tutti i livelli dall’arte, alla politica, al sociale? Lungi da me l’idea di criminalizzarli ma se una democrazia liberale si fonda sulla maggioranza che maggioranza è mai questa? E lo è perché al servizio di quelle famose èlite che agognano l’abbattimento dei confini in tutti i sensi perché governare le diversità è molto, molto difficile. Ed è un modo molto innaturale, questa “globalizzazione”, di procedere perché ancora oggi per un delitto che incastri il colpevole si procede la test inequivocabile del DNA a riprova del fatto che tutti gli uomini sono unici e irripetibili, pertanto “diversi” anche se eccezionalmente ci scappa qualche “sosia”. E la propaganda imperversa ovunque a partire da un’immigrazione che prima Minniti e poi Salvini cercano di arginare per il bene del continente nero e della nostra stanca e pigra Europa ma che su tutti media si manifesta con le foto dei bambini che destano compassione come espongono gli elemosinanti al ciglio delle strade per intenerire i nostri cuori, e vengono fotografati solo questi sulle navi delle ONG in cerca di approdi sicuri non la maggioranza degli immigrati che sono maschi giovani di 20-30 anni pronti a riversarsi nei nostri rioni per renderci la vita più difficile. Bambini utilizzati a fini politici e il cui destino spesso finisce nelle mani di chi li smonta a pezzi nel mercato degli organi ma per noi al caldo dei salotti solo “scomparsi”. Inutile riaffermare chi su questa “immigrazione” lucra come le varie cooperative o associazioni come la Caritas che si oppongono ovviamente alla chiusura dei porti in quanto depauperati dei fondi con cui vivono anche in maniera maldestra intascando le prebende ma non usandoli a dovere e senza controlli per cui tre prefetti sono stati indagati nel Nordest per concorso esterno in associazione a delinquere non avendo vigilato sui centri d’accoglienza di Gorizia o addirittura per acquisto di case barche come Don Edoardo Scordio di Isola Capo Rizzuto e serate al casinò. Ma la Chiesa sa esprimere solo attacchi verso chi si oppone a questo mercimonio come “Famiglia cristiana” col suo “Vade retro Salvini”. In realtà la vera “famiglia cristiana” è quella in primis dei cristiani di tutto il mondo le cui delittuose persecuzioni in Paesi come la Cina, Corea del Nord, India, Pakistan ed in altri Paesi arabi non è mai sulle pagine delle nostre priorità ecclesiastiche e vaticaniste al contrario dell’accoglienza immigratoria. Ed in secondo luogo la famiglia “vera”, la più piccola aggregazione sociale, dalla quale discendono nel tempo sia pregi che difetti. A Verona dal 29 al 31 marzo ci sarà il più grande vento internazionale dedicato alla famiglia, ovvero il XIII World Congress of Families e già sono partite le minacce aperte verso questa manifestazione che non so cosa abbia di lurido o di dannoso da parte di associazioni Lgbt, Arcigay, femministe del “me too” che promuovono nello stesso periodo una contromanifestazione per rendere Verona una “Città Trans femminista”. Che vuol dire non lo so! Ma l’evento è solo una kermesse che ci invita a proteggere questa istituzione senza interferire su come si voglia vivere in una famiglia diversa o allargata. Ma questa manifestazione è considerata “pericolosa” perché va contro il “mani stream” che va dal matrimonio omosex, all’utero in affitto, all’abolizione del sesso biologico. La normalità diventa “anormale”. Ebbasta! A parlare di “famiglia” si diventa razzisti, omofobi e contro la libertà delle donne come denunciano le “femministe” che preferiscono diventare madri “per scelta” come se mia moglie è diventata madre in quanto stuprata dal sottoscritto despota schiavista e non per sua scelta. Anzi conosco madri che hanno liberamente deciso di rinunciare ad un lavoro impiegatizio per affrontare il delicato e gravoso compito materno per crescere al meglio i propri figli che hanno goduto appieno della loro attenta guida conducendoli a risultati interessanti. L’istinto materno non si estingue nel coito incontrollato o nel puffo da accarezzare, eventualmente da malmenare se strilla troppo o abbandonarlo in un cassonetto. Come tutto possiamo cambiare, dalla Nazione, alla casa, al lavoro, all’auto i figli no, non li possiamo cambiare ed è nostra unica responsabilità educarli al rispetto, all’amore e alla tolleranza evitando il loro accorpamento in schieramenti ideologizzati che faccia loro perdere il “dubbio delle verità”. Ma queste neo femministe che ingenuamente(sic!) approdano nei letti di uomini potenti per poi denunciarli per le loro molestie perché non si incontrano in un “coffe room” che riduce di molto l’occasione di stupro? Perché non decidono di vivere una vita più “normale”, certo meno alla ribalta, ma con quella dignità che contraddistingue l’essere umano consapevole? Il perché è presto detto: la vita “normale” impone sacrifici, dedizione, donarsi all’altro, curarsi dell’altro e alla fine i risultati non potranno facilmente essere venduti al primo mercante. Questa è vera dignità, la consapevolezza del sé! Il resto è fuffa. Come l’essere padri, afferma Claudio Risè, è un “servizio” non un “possesso” in merito al caso di Richard Mason che ha ripudiato i sui figli perché biologicamente non suoi ad indicare la crisi dell’uomo di oggi sempre più fragile ed immaturo. Ben presto i primati scimmieschi prenderanno potere. Che gioia!

Arcadio Damiani