banner OXI
banner ruggeri
banner D'ANGELO 1
banner delizie 1
Unknown-1

ERDOGAN IN ITALIA

By  |  0 Comments

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242

Sono rimasto colpito dalla visita del presidente Turco Erdogan in Italia perché sinceramente tutta questa fretta di interloquire con i nostri attuali governanti e il Cristo in terra mi è sembrato strano se non fuori luogo visto le distanze prese dagli altri paesi verso questo nuovo sultano. Forse vorrebbe un aiuto ad entrare in questa benedetta Europa che potrebbe aiutarlo nello sviluppo economico dopo che ha costruito la sua inattaccabile monarchia; forse vorrebbe un’appartenenza di pseudodemocrazia e di contrasto con gli USA per un possibile predominio turco sunnita nell’area visto che il presidente americano preferisce i sunniti sauditi; forse vorrebbe l’afflato di una pace che difficilmente alberga nei suoi modi e nei suoi giri corticali ma che con una strizzatina d’occhio papale renderebbe più convincente. Da parte italiana l’aver accettato la visita di questo neo satrapo mi rende conto di quali infimi livelli abbia raggiunto il nostro paese per le sue ampie maglie delle reti diplomatiche e territoriali ove scorrazzano migranti in odore criminale e sanguinari dittatori. E ci mancava la veemenza del nostro Francesco, uso ad essere misericordioso con tutti anche con i delinquenti, che ha appena accennato al delicato trattamento che i cristiani( oltre i giornalisti, i magistrati, gli oppositori) ricevono in Turchia. Pura resa senza condizioni: botte ai curdi e affari con gli industriali (Impregilo, Leonardo, Pirelli, Snam, Ferrero, Confindustria)! Bombardare Afryn, territorio enclave curda per far capire chi comanda in Turchia ora anche col nostro silenzio assenso. M come si fa a trattare con un individuo che non prevede un incontro con la stampa che rappresenterebbe la portavoce del popolo ma solo con i vertici per poter affermare ancora di più quanto la democrazia sia distante dai cittadini e che opportunamente ha necessitato di circa 3500 agenti oltre a droni e strutture aere per tutelarne la sicurezza vista la sua magnanimità e benevolenza? Come analizza brillantemente il giornalista Filippo Facci la Turchia in quasi cento anni non h amai riconosciuto ufficialmente e giuridicamente la Chiesa cattolica, altre chiese si; un prete non può indossare la tonaca ed i vescovi per entrare in Turchia devono avere il visto mentre lui vie dalle nostre parti con un reggimento di militari al seguito; organizzazioni come la Caritas sono bistrattate in Turchia specie se si occupano di profughi non musulmani. Perché poi dimenticare che questo sultano negli scorsi anni ha inveito contro Papa Francesco perché ha avuto il coraggio di ricordargli il genocidio armeno affibbiando alle attività del papato le tracce e i riflessi della mentalità delle Crociate. E che dire dell’ideologia del Califfato che considera il capo del cristianesimo “nemico” come 9 secoli fa? La Turchia di fatto ha rimosso tutte quelle prove e conquiste di occidentalizzazione di Kemal Ataturk ed è attualmente una vera e propria dittatura. Erdogan accusa l’occidente di “islamofobia” ai danni del suo paese come se non avesse continuato in questi anni del suo governo a fornire le armi al terrore islamico e comprane il petrolio a basso prezzo, ad istituire i cappellani islamici nelle forze armate, ad esentare gli studenti islamici dal testo d’ingresso all’università, a chiudere i giornali, arrestare giornalisti, magistrati, oppositori di regime a far si che Istambul, la culla del poetico immaginario collettivo orientale non fosse diventata una cloaca del turismo sessuale, lussuria e perversione con le sue schiave a buon mercato nell’aura di una recrudescenza di accanimento contro i cristiani che vengono pestati e uccisi. Questi crimini religiosi e le depravazioni sessuali vengono oscurati dalle Autorità purché non si commettano crimini politici e contro i potere costituito. Prostituzione e mercimonio a gogò purché non si parli di politica. E vogliamo parlare della Turchia che non riconosce la parità uomo-donna? E quando dettero del “demente senile” a Papa Giovanni Paolo II che si era addolorato dopo aver ricevuto ed ascoltato un patriarca armeno? O il grande successo del romanzo nel 2006 che descriveva l’assassinio ad Istanbul di Benedetto XVI per il fatto che era contrario all’ingresso in Europa della Turchia ed Erdogan si espresse con un lapidario “La Turchia parla solo con i paesi europei!”? Ma allora perché ha voluto incontrare Papa Francesco? Inconcepibile, se non per un fulmine che lo ha colpito sulla via di Damasco. Ma com’è che l’espressione di questo pontefice appaia forse un po’ troppo misericordiosa come quando ricevette una perversa sintesi in legno(Croce su falce e martello) dal dittatore Evo Morales? Non dico di ricordarsi di Leone Magno che fermò gli Unni ma che almeno non rimanga nel guado di un assordante silenzio e ne avrebbe avuto di argomenti per qualche pugno sul tavolo. Non lo sapremo mai perché i giornalisti sono stati tenuti alla larga e perché oltre al Pontefice altri dovevano parlare dell’export di formaggi e tecnologia. Diritti umani? Cosa producono? Ai posteri!