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TUTTO ESAURITO A PALAZZO SIRENA PER LUCA ARGENTERO

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Tutti esauriti i posti del “Palazzo Sirena” di Francavilla al mare per l’appuntamento di venerdì 15 febbraio (ore 21) con l’attore Luca Argentero che sarà protagonista dello spettacolo “È questa la vita che sognavo da bambino?”, spettacolo diretto da Edoardo Leo, con le musiche originali del compositore abruzzese Davide Cavuti; il testo è stato scritto da Gianni Corsi, Edoardo Leo e Luca Argentero, con la produzione della “Stefano Francioni Produzioni”.

Prosegue con grande successo di pubblico la stagione del Palazzo Sirena: tutti sold-out gli appuntamenti che hanno visto protagonisti Edoardo Leo, Fabrizio Bosso, Roberto Gatto e Daniele Sepe. Per la “Sezione Teatro”, nel cartellone del “Sirena”, ci saranno dopo lo spattacolo con Luca Argentero, l’attore di “Romanzo Criminale” e de “I Cesaroni” Antonello Fassari (29 marzo) in scena con “Che amarezza”; successivamente lo spettacolo “Reparto Amleto” (12 aprile) prodotto dal “Teatro Argentina di Roma”, e poi  il cabarettista di Zelig Sergio Sgrilli (11 maggio); per la “Sezione Musica”, il prossimo appuntamento sarà il concerto “Paganini in Swing” con  Ettore Pellegrino al violino e l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Roberto Molinelli (1 marzo); per il jazz, ospite d’eccezione il chitarrista americano Scott Henderson in trio (4 aprile). L’appuntamento clou della stagione è previsto per venerdì 15 marzo con il maestro Uto Ughi concerto fuori abbonamento (meno di ottanta i tagliandi rimasti a disposizione).

La piece teatrale “È questa la vita che sognavo da bambino?”, diretta da Edoardo Leo, racconta le storie di grandi personaggi dalle vite straordinarie, che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina, sia dal punto di vista umano che sociale, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto. Tre i personaggi di cui vengono narrate le gesta: il ciclista Luisin Malabrocca, l’alpinista Walter Bonatti e lo sciatore Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.

Il compositore e autore Davide Cavuti ha già collaborato con l’attore Luca Argentero: l’incontro artistico è stato il film “Il grande sogno” (2009) per la regia di Michele Placido e presentato al “Festival del Cinema di Venezia” in cui Argentero era il protagonista insieme a Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca del film e Cavuti debuttava come compositore cinematografico. Successivamente Argentero ha interpretato il testo “Il mio grido” scritto da Cavuti, e racchiuso nel suo disco “Vitae” pubblicato nel 2016.

Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ’46, faceva simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano. Ma insieme alla polarità, sono arrivati nuovi sfidanti, in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.

Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci, ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana, forse illusoria ma sicuramente spensierata, degli anni’80.

Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo, è l’uomo stesso. Eppure, la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là, a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: sé stesso.

Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi.