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FARMACOLOGIA: NUOVE FRONTIERE… LA DIFFERENZA DEI SESSI

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LUCIANO X SITOGrande fermento nel mondo della farmacologia, tutte (o quasi) le più grosse case farmaceutiche mondiali si stanno muovendo in gran segreto verso una nuova frontiera: farmaci per donne e farmaci per uomini. Le differenze fisiologiche, ormonali e strutturali tra i due sessi stanno orientando le major farmaceutiche a realizzare dei prodotti (nella categoria antibiotici, antiinfiammatori ed anti invecchiamento) con principi attivi ed eccipienti differenti, che agiscono al meglio a seconda dei sessi. Nei laboratori tecno-farmaceutici i ricercatori avevano già da tempo constatato, che a parità di prognosi le risposte terapeutiche in alcuni casi erano molto diverse tra i due sessi, ma le conoscenze a disposizione non permettevano ancora di sferrare questo massiccio attacco nella ricerca di nuovi prodotti. I laboratori che stanno studiando questa “nuova frontiera” sono più blindati di Fort Knox (il forziere d’America dove sono custodite le riserve auree degli USA nello Stato del Kentucky);  nulla trapela al di là delle solite indiscrezioni non confermate per ovvie ragioni economiche: qui si gioca una grossa “fetta” del mercato mondiale del farmaco, che si aggira attorno a milioni e milioni di dollari (o euro); la ditta che riuscirà per prima a “sfondare” questa barriera si accaparrerà un rilievo universale paragonabile forse solo a quello conseguente la scoperta della penicillina (attribuita allo scozzese Alexander Fleming nel 1928, che per essa vinse il premio Nobel per la medicina nel 1945). Tutte le spy-story che in questi anni abbiamo visto solo nel film a colpi di intercettazioni, spionaggio industriale, compra-vendita di cervelli si stanno realmente materializzando in questi laboratori dove tutto è top secret; addirittura alcune fonti non ufficiali riferiscono che all’interno degli stessi laboratori non ci siano connessioni tra i diversi stadi di ricerca proprio per non permettere ad un solo ricercatore di sapere tutto il procedimento per realizzare un prodotto così innovativo. Già da diversi anni medici attenti avevano notato e documentato di come lo stesso farmaco aveva un diverso risultato a seconda del  sesso e dell’ età del paziente, ma solo da qualche anno con l’informatica globale si è riusciti a collegare questi  risultati confrontandoli con i dati ottenuti in nazioni di continenti diversi e situazioni ambientali differenti. Le ripercussioni economiche sono così grandi che addirittura in questi ambienti si vocifera che alcune case farmaceutiche abbiano “dirottato” una buona parte del denaro impiegato per la ricerca verso questo indirizzo a discapito di altre “battaglie farmacologiche” che oggi sembrano più lontane (vedi la lotta all’AIDS o la lotta ai tumori). Queste voci sono apparse sul web molto “timidamente” ma data l’importanza economica-farmacologica dell’impresa  non si riesce ad ottenere nessuna risposta, da parte degli interessati, al di là di un no-comment. Tutte le ditte farmacologiche sono delle holding quotate in borsa e basta solo pensare che cosa accadrebbe all’economia mondiale se una industria (ed una nazione) invece che un’altra raggiungesse per primo il risultato di produrre un farmaco per il sesso maschile e un altro per sesso femminile, per i Paesi emergenti in campo economico mondiale (leggi Cina e India) sarebbe un duro colpo inferto alle major americane e tedesche che oggi detengono una buona “fetta” del mercato mondiale. Se tutto queste indiscrezioni dovessero rivelarsi una “bufala” in ogni caso sarà sempre una “lampadina” che si sarà accesa e che potrà portare la ricerca medica verso nuove frontiere, se invece risulterà ottenibile e reale vorrà significare che tutti potranno godere di questo beneficio e curarsi meglio.  Forse non è lontano il tempo che vedremo delle farmacie con le insegne rosa … per le donne ed azzurre … per gli uomini.

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