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GIUDICI: QUALE GIUDIZIO?

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Ripenso a ciò che rappresentava il potere giudiziario 70anni fa quando era cardine del nostro sistema politico in simbiosi col potere legislativo ed esecutivo. Parlamento, leggi, governo, Corte Costituzionale erano istituzioni ed organizzazioni che garantivano il corretto espletamento della vita di una democrazia in quanto le interrelazioni e il reciproco controllo contribuivano alla costruzione di quell’” Autorevolezza” alle azioni delle Autorità dello Stato non permettendo quelle anomalie di sistema che oggi imperversano a man bassa in tutti i livelli sociali e organizzativi. “Plurimae leges corruptissima republica” dicevano i latini a ricordare peraltro cosa è la Legge e cosa sono gli uomini di legge come cosa è la Chiesa e cosa sono gli uomini di chiesa. La mattanza giudiziaria che si è abbattuta sulla lega in merito alla confisca di tutti i beni del partito svela non tanto lo scandalo per l’utilizzo personale dei rimborsi elettorali, spesso prassi consolidata, bensì il caos legislativo che nel merito ha sollevato la questione. Non si capisce se si possono sequestrare beni e conti bancari anche per il futuro cambiando i soggetti che avrebbero commesso il reato come spiega la Corte Europea né si possono sequestrare fondi dopo il solo primo grado di giudizio come chiesto da Tribunale del Riesame di Genova che peraltro si dovrebbe applicare anche ai fondi successivi e di lecita provenienza. Cassazione e tribunale del Riesame contro Corte Europea per i Diritti Umani.  E come potremo dormire sonni tranquilli se la legge che dovrebbe essere uguale per tutti porta con sé, iscritto nel suo DNA molto umano, troppo umano, il delirio del caos interpretativo? Nei confronti del vicepremier e ministro dell’interno Matte Salvini la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo con 50 pagine di accuse, 5 reati contestati che vanno dall’abuso d’ufficio al sequestro di persona, per un totale di 30 anni di reclusione. Il Procuratore agrigentino Patronaggio, che non ha nascosto le sue simpatie sinistre, si è addirittura spinto ad indagare per condannare un Ministro della Repubblica per il semplice esercizio delle sue funzioni che sarebbero quelle di tutelare i confini nazionali e la sicurezza dei cittadini. Ma chi dovrà formulare i capi d’imputazione per il Tribunale dei Ministri è Palermo, che potrebbe non condividerli e comunque i giudizi li emettono i tribunali e non le procure. Per non parlare a riguardo di quei poverini o “sti poracci” come il neocantore della sinistra Ivano Ciccarelli definisce i migranti della nave Diciotti, malati e denutriti che tuttavia hanno preferito far perdere le proprie tracce per circa la metà dopo essere stati soccorsi e albergati nelle strutture diocesane romane. Il reato di tortura, abuso e sequestro perpetrato dal ministro dell’Interno nei loro confronti non ha impedito a questi malconci e sfortunati membri dell’umanità di rifiutare il cibo (addirittura gelati offerti dall’elemosiniere papale!), un tetto onorevole, un sussidio permanente e coccole a non finire da parte di chi lucra sulla loro presenza (es. Caritas o Coop o Associazioni sorte all’uopo che dir si voglia). Ma la tortura principale è quella di impedire loro il sacrosanto diritto di sbarcare in Italia o in Germania o dove meglio credono si stia ma non in Albania dove le maglie larghe sono inesistenti. La solidarietà dei cittadini, che dovrebbe essere “privata” secondo il vero diritto, viene imposta dal Governo o dalla Magistratura. Allucinante! Ed il giorno dopo il clamore suscitato dalle frasi della prefetta Patrizia Impresa intercettata “sull’accoglienza abbiamo fatto porcherie, però quando le potevamo fare”, nell’ambito dell’inchiesta sullo scambio di favori fra la prefettura padovana ed “Ecofficina” oggi “Edeco” le coop che gestiscono i principali centri di accoglienza del Veneto, i colleghi fanno quadrato a la difendono in una lettera ove accusano i governi di sinistra di averli lasciati soli a gestire l’immigrazione. Ed il presidente dell’Associazione Prefettizi Antonio Corona si è espresso in una lettera ove denuncia “Tutti i prefetti del territorio e i rispettivi collaboratori si sono trovati a doversi produrre in autentici salti mortali per dare esecuzione alle pressanti richieste di dare subito e comunque una sistemazione a grossi contingenti di migranti da parte degli uffici del Viminale che a loro volta sono sottoposti ad analoghe insistenze…I prefetti hanno dovuto sopperire a gravi criticità ed inadeguatezze del Sistema Protezione Richiedenti Asilo immaginato per far fronte a qualche migliaio di persone e non a   centinaia di migliaia”. E che dire di quei magistrati che tollerano gli abusivi delle case e impediscono al legittimo proprietario di riappropriarsi del bene qualora si accerti l’inadempienza delle dovute mensilità del locatario verso il locatore o qualora si ripresenti la necessità di un proprio utilizzo personale? E che atteggiamento hanno verso quei furbetti che soggiornano illegalmente in alloggi altrui pur avendo un reddito? Bambini che fanno la spola da un appartamento all’altro, donne incinte, burocrazia tutti i mezzi utilizzati per continuare ad avere un tetto nel nome di quell’ ”Esproprio proletario” tanto in voga come mantra del ’68 a danno del povero anziano che dopo il ricovero in ospedale rischia di non poter più rientrare nella sua casa popolare. Quasi cinquantamila case sono occupate illegalmente ed impressionanti sono i dati sugli abusivi che abitano in alloggi di proprietà pubblica. Più del 50% sono al Sud con record a Roma e otto volte su 10 forzano la porta per poi subito cambiare il bussolotto. Ma non la magistratura bensì il ministro dell’Interno che parte all’offensiva contro i furbetti dell’affitto instaurando un censimento di chi abita un immobile senza averne diritto. L’immigrato guida peggio dell’italiano ma la sua polizza non può aumentare perché per i giudici chiedere un premio più alto è razzismo. Ma non è anche razzismo al contrario se ti multano per i 60Km orari in centro abitato mentre chi ha targa straniera può fare quello che gli pare? O se hai un caso in casa e morde il ladro che vi si è introdotto non certo per darti il buongiorno lo devi ripagare per danno alla persona? O se un poliziotto che arresta un violento e delinquente abituale non certo con l’eloquio convincente va sotto processo per reato di tortura e non ringraziato per aver salvaguardato la sicurezza dei cittadini? Ma questa benedetta legge è o non è uguale per tutti? E mi convinco sempre di più che oramai la legge fa parte di quella “flessibilità” che non si nutre di dogmi, certezze, autorevolezza, allo stesso modo di come i cattolici modernisti che hanno discusso e rifiutato i “valori non negoziabili” si differenziano da quelli conservatori. Chi ci capisce è bravo! Il rispetto delle regole e delle leggi non più dovere tassativo ma una sorta di “optional”. Altrimenti che dire dei giudici del tribunale del Riesame di Milano che scarcerano uno spacciatore centroafricano colto in fragrante, più volte anche in precedenza con la motivazione che per il poveretto lo spaccio della droga è l’unica fonte di sostentamento e poi la quantità era “piccola” perché secondo il togato è “la dose che fa il veleno”. Come per la prostituta quale unica fonte di piacere o di sussistenza. Come per lo scommettitore seriale essendo preda della sua malattia “ludopatica”. Come per il rom che inquina l’aria con i suoi falò a suon di pneumatici sfatti essendo l’unica fonte di riscaldamento. O della libertà di cui godono quelli che vendono merce contraffatta ed autentici tarocchi occupando abusivamente luoghi pubblici, perché unica fonte del loro sostentamento? O del venditore abusivo di rose bengalese che stupra una turista danese a Rimini dopo averlo fatto già altre volte perché unica possibilità di avere il diritto ad un regolare orgasmo con l’altro sesso? Ed in molti Paesi europei si è arrivati all’assurdo di organizzare corsi di “educazione sentimentale” per stranieri nella credenza che le violenze siano figlie di una sorta di incomprensione culturale. Certo insegniamo loro che le donne vanno prima corteggiate e poi eventualmente stuprate con la scusante della consenzienza solo per aver parlato o fatto qualche passo con loro. Invece di rispedirli velocemente al mittente. I migranti non hanno l’asilo ma possono avere il lavoro al pari degli italiani perché possono iscriversi alle liste dei disoccupati presso gli uffici di collocamento. Lo scopo di questo provvedimento rilasciato lo scorso 27 agosto sarebbe quello di permettere a chi è ancora in attesa di una risposta circa la propria richiesta d’asilo in Italia e non hanno ancora una residenza di potersi iscrivere nel registro dei disoccupati tranne poi ovviamente di rifiutare il lavoro se ritenuto troppo umiliante e qualora la residenza momentanea sia un una mega villa con parco piscina come accaduto a Torreglia nel padovano ove il sindaco li aveva invitati due volte alla settimana a ripulire il debito pubblico. Un grande sociologo francese Alain Touraine sostiene che i due vecchi poteri costituzionali (legislativo ed esecutivo) sono stati sopravanzati dalla forza delle magistrature che non devono confrontarsi con la mobilità del consenso, né alla sua verifica come nel modello americano. E come osserva Alessandro Meluzzi oggi comandano tre poteri che non hanno bisogno di voti: 1) Il potere economico finanziario sovranazionale; 2) Il potere mediatico del mainstream; 3) Il potere tecnologico scientifico. E se qualcosa non va interviene il potere di cui sopra. Alla faccia della democrazia!