banner MONDADORI
banner LUPO
banner RICAMI
banner D'ANGELO 1
banner delizie 1
Jaguar
Unknown-1

IL RUOLO

By  |  0 Comments

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242

Ma cos’è il ruolo? Un personaggio, una funzione, un compito , una mansione, un livello, un’assegnazione? Tutto questo ma in realtà il suo valore è profondamente scaduto, anacronistico, demodé, indistinto, pericoloso, ingolfante, escisso dalla platea giuridica perché foriero di problematiche legali non interpretabili. Quando nel 1993 sbarcai per la prima volta negli USA a Chicago per un congresso fui colpito dalla precisione quasi maniacale del “ruolo”. Avevo avuto bisogno di voucher ma avevo incontrato difficoltà con la mia banca in Italia che non colloquiava granché con gli States e venivo di volta in volta inviato al personale addetto alla risoluzione del problema senza alcuna indecisione e nel giro di circa 1 ora avevo a disposizione ciò che avevo chiesto. Durante il convegno ci fu qualche altro problema di iscrizioni a sessioni di studio extracongressuali. Anche qui il soggetto adatto a districare la bisogna. O in albergo per una tapparella non funzionante alle 10 di sera addirittura il personale tecnico per la pronta riparazione. E pensavo quanto poteva essere diversa la soluzione nel nostro paese, non per indolenza, ma per quella concezione che qui da noi riveste il ruolo. Del tipo “mi spiace ma a quest’ora gli uffici sono chiusi” o “se non ha fatto la preiscrizione non può frequentare il corso” o “ il personale tecnico è impiegato in altre urgenze e a quest’ora il diritto di chiamata può costare caro” e così via. Nel nostro beneamato paese siamo colpiti dalla bontà dei nostri concittadini che erogano un servizio solo perché, “bontà loro” sono gentili e predisposti all’accoglienza per il loro animo non perché lo preveda il contratto di assunzione. E l’altra piaga che impesta il comportamento dell’addetto al servizio anche di alto grado è che riveste il “ruolo sbagliato” che non si addice spesso alle sue competenze come si evince dallo sconcertante magma lavico della corruzione nelle carriere che distrugge qualsiasi forma di revanscismo meritocratico. Ma in Italia il “tengo famiglia” di Longanesi, e che famiglia quasi sempre molto numerosa, ha sempre fatto da padrone ma non solo nelle istituzioni, soprattutto nella nostra genomica perché si è visto come si sono comportati i rivoluzionari, i rottamatori, gli onesti, quanto all’occultamento dei cadaveri e alla distribuzione delle cadreghe. Tanto da aver ingrossato l’esercito dei disgustati dell’urna e per disgustare gli italiani sempre così maturi, democratici ed adattabili ce ne vuole. E l’assurdo è che non ancora se ne rendono conto continuando a scontrarsi nel nome dell’altra cultura che ci caratterizza: quella del vittimismo e del piagnisteo e dell’addossare sempre la colpa agli altri! Ecco perché come diceva qualcuno governare gli italiani non è impossibile ma inutile. La nostra società è oramai preda dei giocatori fuori campo a tutti i livelli. Nella scuola l’insegnante ha perso inesorabilmente il ruolo di educatore avendolo privato di quel minimo di autorità che gli permetta di non sottostare alle intemperanze della platea studentesca come accaduto ultimamente alla professoressa che colpita da un cestino scagliatogli da uno studente non ha potuto far altro che raccattarlo come se niente fosse e rimetterlo a posto. Ai miei tempi ciò valeva sospensione e reprimenda verso l’artefice. La Chiesa che dovrebbe curare e interloquire con la spiritualità e la fede dei cittadini distante da quel potere temporale che Dante discetta nel suo “De Monarchia”, è entrata in maniera pervadente nell’agone politico con i suoi rappresentanti che discutono di problemi sociali, politici, economici, di riscaldamento globale, di teologie ambientaliste, di immigrazione come se fosse un’altra ONU, per nulla occupantesi delle chiese vuote, dei sacramenti disertati, dell’analfabetismo giovanile della religione. Prova ne sia che oramai i politici scambiano il pulpito eucaristico non per la loro salvezza eterna ma per fare propaganda elettorale. Difficile distinguere quindi il ruolo dei catechisti e della pastorale da quello dei capi gregge delle schede. Il parlamento fa le leggi ma i giudici le interpretano a modo loro con sentenze che spesso urtano e si scontrano con lo spirito di queste; la politica abdica così il suo ruolo alla magistratura! E perché no? Se se ne sono serviti a iosa per le loro camarille? Che torto ha una magistratura che comunque deve colmare un vuoto normativo che i parlamentari non sono in grado di evitare? Il ruolo delle competenze che fine ha fatto? Ma se il piacione di FB ha i suoi follower che importanza hanno le sue competenze? Come si è prodotto l’esercito pentastellato sul Web, con tutti i suoi limiti che però stanno rivedendo nello spirito di una severa autarchia visto che i numeri sono troppo elevati, se i ruoli non erano poi così posticci? Dall’”Uomo qualunque” di breve vita al ” Webete qualunque” che di aspettativa di vita né ha molta visto il livello culturale che abbiamo raggiunto nella scala catabasica. E il ruolo del controllo bancario dove lo mettiamo? Completamente disatteso in quanto ostacolante la libera circolazione dei crediti deteriorati e tossici a spese dei risparmi dei contribuenti dilapidati dagli amici degli amici. E ci dovremmo scandalizzare perché la Queen Elizabeth e suo figlio Carlo o Bono o Hamilton hanno i loro tesori nei paradisi fiscali? Mica scemi! E che ruolo hanno i sindaci e i prefetti in merito ai migranti? Non di collaborazione ma di contrapposizione ed è semplicemente possibile nel paese dove le leggi ristagnano nella Costituzione più bella de mondo di latina memoria “plurimae leges corruptissima republica”. E il ruolo dei moralizzatori? Credo che la vera profonda “fake news” sia proprio la superiorità morale che per anni ha rappresentato il vestito dei nostri “sinistri” che si sono inventati la via italiana al comunismo di berlingueriana memoria e che dopo gli evidenti disastri socio culturali continuano imperterriti non nella salvaguardia del popolo, come in origine, bensì nell’ammansirlo con l’invenzione di taluni diritti che ne decretano la scomparsa delle libertà e la pacifica sudditanza. Ma si sono accorti di aver bisogno di quel valore, l’”autorità” che hanno volontariamente distrutto e allora che si fa? Si rientra rinvigorendola nella paleomitologia con la creazione di quei miti, del tutto umani, che si prendano cura di quell’ umanesimo molto “sparpagliato”. Ecco che arriva il mito Erri De Luca che fa il traduttore della Bibbia, per farla un po’ sua visto che è diventato Maestro, fa il pescatore di uomini non con la parola ma con le ONG ed assolve il terrorismo, il mito Umberto Eco che sdogana il comunismo in forma ampia radicale chic e pop, il Papa Eugenio Scalfari con tutti i suoi seguaci e per finire gli artefici del “Mondo Nuovo” cristianesimo-esente Mauro Biglini e Lorena Forni che hanno pubblicato un testo dal titolo “La Bibbia non l’ha mai detto” in un sommario assertivo “Perché la legge di Dio non deve diventare la legge degli uomini”. Alla faccia! “Le leggi italiane sono imbevute di cultura cattolica…I dogmi confessionali continuano ad influenzare le norme che dovrebbero regolare in modo laico il patto sociale…La Bibbia non dice in proposito quello che comunemente si pensa”. In realtà gli autori spiegano “ lo strumento privilegiato della costruzione del sapere e della cultura laici è l’argomentazione razionale, nel senso che per sostenere precise scelte sono ritenuti validi esclusivamente gli argomenti a carattere empirico razionale , e viene pertanto negata legittimità a posizioni che asseriscano l’esistenza di pretesi valori non negoziabili”. E certo i negoziatori sono loro, gli dei dell’Olimpo, che decideranno cosa è giusto e non è giusto secondo una “laicità neutra” che non può esistere nel nostro sistema binario neuronale che ha comunque bisogno di una base di riferimento per decidere la sua scarica. Perché la Chiesa, una volta in difesa della indissolubilità del matrimonio e della vita, oggi deve occuparsi del “fine vita”, dell’aborto, della fecondazione assistita, dell’utero in affitto, dei matrimoni fra gay. Mi rimanda tanto alla profezia di Malachia! Finalmente la Chiesa ha trovato il suo ruolo principale: cancellare la pertinenza della fede fuori dalla sfera privata. Spaventoso! E pensare che nella sua storia ha sì discusso l’acquisito scientifico ma non ha mai negato o esorcizzato il suo sviluppo. Prova ne sia il livello culturale e sociale che abbiamo raggiunto. Ma ahimè il precetto vichiano del ricorso storico è ancora inopportunamente tornato alla ribalta. Lor signori hanno decretato la fine dei ruoli e l’avvento di un nichilismo di cui non c’era tanto bisogno, anzi! E purtroppo ne vedremo ancora delle belle perché questi “migliori moralmente superiori” crescono come funghi di cui il saprofitismo è la principale caratteristica. Bisognerà lottare e speriamo in nuove armi fungicide.