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IMPIANTI DENTALI: IN VOGA I MODELLI LOW COST, MA LA SALUTE VIENE PRIMA DI TUTTO

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I mass media sono bravi a veicolare le informazioni e i messaggi accattivanti, definendo gli impianti dentali, belli, indolore e soprattutto low cost. È vero che gli impianti dentali rappresentano la soluzione ideale per riequilibrare la bocca, ma spesso le logiche commerciali prevalgono sull’effettiva necessità di intervento volta alla salvaguardia dei denti del paziente.
Cosa sono gli impianti dentali?
Ci risponde la titolare di Bitestudio, “si tratta dell’introduzione, all’interno dell’osso mascellare o mandibolare, di viti in titanio bio-compatibili, volti ad ospitare uno o più denti a seconda dell’esigenza protesica. L’impianto può essere installato su pazienti con una forma di edentulia parziale o totale” (per edentulia si intende la perdita dei denti). In pratica, le viti vanno a sostituire le radici sulle quali vengono installati i denti artificiali.
Da segnalare l’affermarsi negli ultimi anni della tecnica implantare a carico immediato, che permette di installare subito l’impianto definitivo senza passare per la protesi provvisoria.
Dai dati analizzati da DOXA-AIOP nel settore dentale, riguardanti la salute orale degli italiani, è emerso che al 70% dei nostri connazionali con età compresa tra i 40 e i 75 anni mancherebbe almeno un dente. Dalla ricerca emerge anche che chi frequenta di meno la poltrona del dentista ha più problemi rispetto a quanti si sottopongono regolarmente ai controllo durante l’anno. Ma come si comportano gli italiani che vivono senza un dente almeno? Dalle interviste è emerso che il 73% si è rivolto ad un dentista per risolvere il problema e ripristinare una corretta dentatura, il 27% non ha fatto nulla soprattutto perché non sentiva la necessità (50%), mentre altre cause della trascuratezza del problema sono di natura economica (28%), legate al timore del dolore (17%) e alla mancanza di tempo (6%). Una volta ripristinata la masticazione con protesi fisse, rimovibili o totali, il 60% ha dichiarato di essere molto soddisfatto, il 36% di esserlo abbastanza, mentre il 4% non lo è per niente. I dati sono importanti perché confermano che questi interventi hanno ottime probabilità di successo e il paziente può tornare presto a beneficiare di una corretta masticazione e di un significativo miglioramento dal punto di vista estetico.
Ma il successo di un intervento di questo tipo non sta solamente nelle capacità dell’odontoiatra, bensì nella cura del proprio impianto durante la fase post-operatoria.

La cura post-operatoria

Come in ogni intervento chirurgico, vi sono delle problematiche che possono manifestarsi dopo l’operazione, dalle infezioni come la perimplantite che possono causare anche la perdita dell’impianto. Dopo un intervento di chirurgia implantare, occorre seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio medico, assicurando un’ottima igiene del cavo orale innanzitutto.
Le infezioni sono in agguato, pertanto bisogna dedicare molta attenzione alla pulizia della bocca nel post-operatorio. Sarà buona norma usare uno spazzolino manuale dotato di setole morbide che prevengano il sanguinamento, avendo cura di lavarsi i denti per almeno un paio di minuti dopo ogni pasto. Pulire i denti è dall’alto verso il basso per l’arcata superiore e dal basso verso l’alto per quella inferiore, completando la pulizia con l’impiego del filo interdentale. In via generale, bisogna fare attenzione a non sollecitare in modo aggressivo la zona circostante l’impianto per evitare il distacco della protesi. Bisogna poi sottoporsi ai controlli periodici, che solitamente si effettuano a tre mesi di distanza l’uno dall’altro, per un totale di due controlli almeno. L’obiettivo è quello di verificare le condizioni dell’apparecchio, la possibile presenza di infezioni o di problematiche relative al postoperatorio. Tra le raccomandazioni per un buon uso del proprio impianto dentale c’è la pulizia dei denti, da svolgere una volta ogni sei mesi recandosi da un professionista.
Ma i dati lasciano ben sperare, con 11 anni di vita media delle protesi. Confermata anche la fiducia nel proprio dentista, con appena il 3% dei pazienti che dichiara di essere rimasto deluso dalle prestazioni.