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INDIGNAZIONE ORGANIZZATA

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Una cosa, fra le tante,  non riesco a capire, a comprendere nella fattispecie, di come esploda l’indignazione versa qualcosa che pone un freno a ciò di cui ci si lamenta continuamente. E oltre al problema lavoro le piaghe che oramai infestano la “carne sociale” sono soprattutto droga e sicurezza. Temi questi molto pericolosamente interconnessi. Tutti sono dell’idea che il problema droga deve essere affrontato visti gli ultimi ritrovati che fanno strage dei nostri giovani e non solo. Ma da che parte cominciare nessuno lo sa. Quello che è certo è che un grosso impulso al commercio degli stupefacenti l’ha fornito  una bassa ed alta manovalanza di extracomunitari specie nigeriani che va dal pusher di quartiere ai maggiorenti responsabili del traffico transnazionale. Altra cosa certa e validata da studi è che la sostanza stupefacente, ad iniziare dalle canne( hashish e marijuana ) , è dannosa soprattutto per i ragazzi con effetti che restano per tutta la vita e rischio di soffrire di schizofrenia 2,5 volte in più rispetto agli altri. E l’Italia è prima in Europa per spaccio e consumo con il recente allarme per la “droga estiva” con tanti ragazzi che vengono ricoverati d’urgenza e spesso con difficoltà interpretativa dei medici per le sostanze assunte e non ancora catalogate come la K2 che fa diventare zombie, Shaboo che fa diventare invincibili o la Pink-Spice(U47700), farmaco “avanzato” che colpisce funzioni e recettori cerebrali con effetti imprevedibili. A nulla valgono gli appelli inascoltati di Don Chino Pezzoli che in questi giorni denuncia che i morti per droga non si contano più, il menefreghismo dei politici, il silenzio dei media, la rassegnazione delle famiglie, l’assenza delle forze dell’ordine che permettono alla droga di essere consumata sempre e dovunque con estrema amarezza e delusione di chi come lui( Don Mazzi, i successori di Don Pierino Gelmini, San Patrignano) incontra i tossicodipendenti, li accoglie in comunità per cercare di salvarli. Ed invece i benpensanti chiedono di liberalizzare le droghe “leggere”. E Don Chino all’assenza di risposta spiega con la creazione di un totem sociale “Il drogato di successo” si perché dai rapper di successo si propala l’algoritmo della libera mente al servizio della cocaina che come il caviale scorre nella lotta all’infelicità della miseria per aggredire le salite della vita. Miraggio che uccide! E che dire di quanto accaduto alla capotreno di Trenord per aver invitato i passeggeri a resistere alle molestie di elemosinanti, extracomunitari e rom, invitando questi ultimi ad abbandonare il convoglio perché anche la pazienza ha un limite? Tutti sbraitano perché oppressi dai continui assalti di questa delinquenza minore che non paga il biglietto della corsa, che affronta in malo modo il controllo da parte del personale di bordo spesso malmenandoli o addirittura mutilandoli? Quasi un episodio al giorno di eventi microcriminali a danno del personale viaggiante o dei viaggiatori. Ma se qualcuno si ribella allora i “social” si scatenano dando del razzista xenofobo chiedendone il licenziamento a chi, oramai alla canna del gas, accusa un lavoro diventato difficile e pericoloso.  Ma chi sono queste menti elette che esprimono via web la loro protezione verso l’extracomunitario che spaccia o che non paga il biglietto? Tra questi il soggetto che ha avviato l’exploit dell’accaduto nella tratta Milano-Cremona su Twitter. Trattasi di Raffaele Ariano che si descrive come dottorando al San Raffaele e come “blogger dell’Unità” e che insieme all’altra “anima bella” di Vauro Senesi che descrive la vignetta col gerarca nazista che invece di farli scendere i rom li faceva salire sul convoglio, completa l’opera degli attori del pensiero uniformante. Vorrei chiedere loro specie ad Ariano che si esprime per la sanzionabilità estrema della capotreno perché i veste di “pubblico ufficiale” se conosce quali siano i diritti di un pubblico ufficiale e cosa comporti penalmente l’offesa o le percosse verso uno di loro. Caro Ariano ci può essere reclusione e l’arresto! Allora ci rendiamo conto di quanta malafede percorra la mente dei “webeti” per dirla alla Mentana? I nigeriani che spacciano non si possono toccare perché extracomunitari che secondo Boeri ci pagano le pensioni e mirano solo ad vita migliore semplicemente danneggiando e uccidendo gli altri; il costo del biglietto della corsa deve essere triplicato perché serve a chi viaggia non per raggiungere il posto di lavoro bensì la zona dello spaccio; i capotreni farebbero meglio a stare a casa per non essere linciati mentre fanno il loro dovere. Ma in questo paese le critiche, nonostante ammesse dalla legge, devono essere validate e controfirmate dal Minculpop del pensiero unico e se ci si discosta allora son dolori anche fisici. I veri problemi del nostro paese non sono la droga o la delinquenza ma la critica bonaria e teatrale verso il presidente della Repubblica che regge le fila contro il neo-sovranismo. “Non disturbare il Manovratore”. Ma fateci il sacrosanto piacere! E come diceva la grande Ida Magli il più grande inganno è proprio la democrazia!