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INTERPRETAZIONI A “LA PAGE”

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Incredibile, il neoministro Fontana linciato sul web solo per aver detto una banale ovvietà cioè che la famiglia naturale è solo quella composta da un uomo e una donna. Apriti cielo! Ed il cielo si dovrebbe scomodare se all’origine del mondo la creazione stabilì il suo “crescete e moltiplicatevi” rivolto ad una coppia eterosessuale del mondo animale? Siamo invasi ogni giorno da sentenze giudiziali che superando il nostro ambito costituzionale legislativo giustificano le famiglie “allargate” con figli comprati, affittati all’estero registrandoli come regolari nei nostri archivi comunali nell’idea della tutela del diritto del minore. Ma se apriamo questa strada bisognerebbe anche ristabilire quali siano i diritti del minore, se ad esempio vada rispettato anche il diritto alla vita del concepito e non subordinato ad una mera scelta materna di sopprimerlo o meno e poi perché se è così importante la progenie questa lo è solo quando lo si può adottare (stepchild adoption) a prodotto già finito, magari scegliendolo secondo caratteristiche a noi piacenti? Cosa c’è di strano se un ministro si è rifatto all’articolo 29 della Costituzione che definisce, secondo il nucleo della norma, la “famiglia” come società naturale fondata sul matrimonio (derivato da “mater” e “munus” etimologicamente dovere della madre)? Il matrimonio è un contratto e come tale ha le sue regole, civili o religiose, in una comunione di esseri umani eterosessuali che hanno alla base la potenzialità procreativa e non un libero assenso di condivisione di amorosi sensi altrimenti ciò che giustifica solo il senso dell’amare dovrebbe sfociare nel poliamore, nel rapporto uomo-animale da compagnia, di nonno e nipote (quanto grande l’amore in quest’ultimo caso). Ma stiamo scherzando? E basta con questi circoli soprattutto mediatici di appropriazione di diritti del tutto indebiti e innaturali. Il rispetto della loro condizione (mondo Lgbt) è stato sancito dalla nostra Costituzione nell’ambito delle “Unioni civili” e che la “famiglia arcobaleno” per legge non esiste. E d’altronde vi ricordate cosa è successo quando furono immessi sul mercato gli alternativi al latte vaccino con il nome di latte di soia, di avena, di sorgo per quei soggetti che avevano problemi di intolleranza al lattosio? Ebbene sono insorti, giustamente i produttori di latte specificando che la parola “latte” per definizione può essere usata solo per prodotto di origine animale ( latte d’asina, di pecora, di capra, vaccino) cosicché nelle etichette del latte alternativo hanno dovuto sostituire la parola con il meno compromettente “drink”(bevanda). Per il latte si e per il matrimonio no?