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IPOCRISIA BUONISTA

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Sono passati quasi 50 anni da quando Tom Wolfe sulle pagine del New York Magazine coniò il termine di “radical chic” riferendosi a quelle persone francamente benestanti e colmi di conio che combattono la povertà dei più sfortunati a modo loro ossia senza sporcarsi le mani e mettendo in pace la loro coscienza col solo pensiero di aver considerato la misera condizione e soprattutto impiegando energie e risorse di altri. Infatti era il 1970 quando la moglie del direttore d’orchestra Leonard Bernstein organizzò un party fra amici per raccogliere fondi da destinare alla causa delle Pantere nere, il gruppo rivoluzionario di Malcom X, nato Malcom Little, politico statunitense attivista per i diritti umani e leader nella lotta degli afroamericani. Il party si svolse nel lussuoso attico affacciato su Park Avenue e vi presero parte intellettuali ed imprenditori che si batterono per i diritti umani fra tartine e champagne e come riporta Maurizio Belpietro “..l’immagine descritta da Wolfe è rimasta scolpita, descrizione perfetta della ipocrisia della gauche caviar, la sinistra al caviale, quella che si prende tanto a cuore le cause degli oppressi, ma lo fa a bordo piscina, oppure sul ponte prendisole della propria barca o mentre ascolta il crepitio delle fiamme  nel camino della propria baita di Sankt Moritz..”. E questa categoria illustre di beniamini del bene altrui non cessa di esistere e soprattutto di coprirsi di ridicolo appena trovano sfogo alla loro magnanimità. Come i coniugi Macron che si sono trovati in avaria nei nostri mari ed hanno dovuto riparare ad Ostia per rimettere in corsa il loro lussuoso yacht   non sapendo, e mai , l’appureremo, se il loro progetto di navigazione era diretto a Portofino o lungo i litorali libici per dare una mano al salvataggio dei miseri barconi pronti all’affondarsi dato che il caro Emmanuel ci ha dato dei cinici lebbrosi disumani che non si prestano a questa bisogna aprendo la rotta Tripoli-Marsiglia. Ma credo che sarà costretto a riparare anche a Porto Cervo per la pericolosità del Mediterraneo “aperto”. E l’isterico viziatello che non ama essere contraddetto visto come tratta i giornalisti “scomodi” e non solo, tenendoli decisamente alla larga, raduna Camera e Senato per parlare di lotta alla povertà. E certo che se ne intende di povertà se spende 26.000 euro in tre mesi per il trucco, 500.000 per il nuovo servizio di piatti all’Eliseo, 34.000 per la piscina alla residenza estiva ed ora altri 300.000 per pronunciare il succitato discorso alla Reggia di Versailles per darsi un’atmosfera napoleonica. E mi ricorda in tale atteggiamento molto il sultano turco Erdogan che riceve i suoi cosiddetti “pari” seduto su un trono aureo leggermente rialzato rispetto alla posizione dell’interlocutore di turno. E che pensare poi dell’iniziativa del leader di “Libera” Don Luigi Ciotti, il cappellano antimafia che nei giorni scorsi ha invitato i suoi seguaci ad indossare una “maglietta rossa” pro accoglienza, perché il rosso non finirà mai di essere accostato alla rivoluzione comunista, socialista, buonista, e non invece lasciato in pace a descrivere tramonti romantici, il buon sangue ossigenato e tinta piacevole di un buon vino. E dietro a Libera ovviamente si accodano Arci, Legambiente, ANPI a ricordarci che rosso è il colore delle shirt di quei bambini morti in mare come il piccolo Aylan e come degli ultimi tre bambini. Allora il giallo è più luminoso del rosso se vogliamo che li si avvisti meglio i bambini ma il giallo non ha nulla a che fare con a rivoluzione d’ottobre e soprattutto è una versione cromatica pentastellata. E di magliette rosse si vestono anche in quota come al colle del Nivolet nel parco del Gran Paradiso dove il rifugio Città di Chivasso ha accolto l’invito di Don Ciotti per porre fine alla perdita di umanità in termini di migranti sensibilizzando ovviamente gli escursionisti che, stando in quota, sono ben lontani dal livello del mare ove si consuma la tragedia e non mi risulta esistano transfughi “alati”. E’ tutto un vestirsi in maglietta rossa soprattutto per rilevare la loro presenza con selfie in web a testimonianza. E non potevano mancare i corifei intellò della sinistra dura e pura come Roberto Saviano, Gad Lerner con associato Rolex al polso, Rosy Bindi, Vauro Senesi, Sandro Ruotolo, Michele Santoro, Laura Boldrini, Leoluca Orlando, Enrico Letta, aspirante leader della sinistra con la benedizione di Emmanuel Macron, Carlo Lucarelli, Monica Cirinnà, Giusy Nicolini, Fiorella Mannoia Susanna, Camusso ed a seguire tutti i loro followers. Fantastico vederli questi opinion leader e mestieranti politicamente “corretti”, gregge di conformisti e salottieri radical chic vestiti tutti con maglietta rossa come una “divisa” che nel tempo ha assunto a sinistra tutta una serie di sfumature cromatiche che come riporta Gianluca Veneziani “..Alla domenica maglia del Popolo Viola per il Gran premio deli antiberlusconiani; al lunedì maglietta arancione per la corsa a punti del civismo di sinistra; al martedì maglia arcobaleno dei campionati del mondo di pacifismo; al mercoledì altra maglia arcobaleno, quella del team Lgbt-Gay Pride; al giovedì niente maglietta e niente scarpe e si diventa camminanti scalzi per solidarizzare con i migranti; al venerdì ecco la maglia con la scritta “I’m with refugees” che fa molto english e molto vip visto che l’anno messa sui social anche Marchisio e Totti; a questo non resta che il sabato per indossare quella rossa…Ed avendo cambiato mille volte nome(Pci-Pds-Pd-Prc-Pdci-Si-Leu-Mdp) ed avendo abusato di tutta la flora possibile(Ulivi, Margherite, Querce, Edere, Rose nel pugno fino al Fiore petaloso) non resta che la scala cromatica(nella speranza che escluda il nero!) come ultima chance rivoluzionaria che da politica si è trasformata in onomastica, passando per la botanica..”. Visto che “lorsignori” amano fare autocelebrazioni molto razziste e giustizialiste nei confronti di chi non la pensa come loro e sfruttano in maniera molto macabra i corpicini dei bambini morti annegati, e parallelismi con pregresse epoche storiche ove imperversavano genocidi vorrei ricordare che i genocidi esistono ancora oggi, come esistono e sono allarmanti le persecuzioni dei cristiani o le carestie nel continente africano con bambini che muoiono non annegati ma per fame e che se spendiamo per ogni profugo che soggiorna circa 36 euro al giorno mentre tutte le pubblicità ci avvisano che basta donare 25 euro al mese per salvare la vita ad un bambino in Africa e portarlo alla laurea. Allora credo che indossare una divisa colorata possa essere messa anche al confronto di una tuta arancione che gli “infedeli” devono indossare prima che vengano giustiziati dai terroristi dell’Isis. Solo che questi sono ingiustamente condannati mentre sembra che il nostrano popolo policromatico abbia scelto volontariamente la vestizione per la propria “autocondanna”. Perché se è vero che basta così poco mettano mano ai loro gonfi portafogli e aiutino veramente chi ha tutto il diritto di essere soccorso ma nelle loro terre e non voltarsi dall’altra parte e magari vendere loro armi con le quali si scannano tranquillamente o foraggiare despoti tribali che affamano il loro popolo. E come chiosa Giorgia Meloni “Ho indossato la maglietta rossa ma mi manca il Rolex e l’attico a New York”.