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LA MEDICINA…A COLORI

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LUCIANO X SITOIl colore non è una caratteristica fisica! E’ la sensazione elaborata dal cervello quando i nostri occhi, grazie ai fotorecettori presenti nella nostra retina: i coni e i bastoncelli, percepiscono i fotoni (dal greco photòs, che significa luce) di una certa lunghezza d’onda. Uno specifico segnale elettrico parte e il nostro cervello elabora la “sensazione” del colore: che pertanto, esiste solo nel nostro cervello.La Commision International de l’Eclairage (sigla CIE) che è l’autorità internazionale sulla luce, l’illuminazione, il colore e gli spazi colori, con sede a Vienna in Austria, ha classificato tutti i colori in modo da renderli standardizzati e riproducibili, ma i criteri su cui si basa questa classificazione sono tali solo perché la maggior parte degli esseri umani percepisce i colori in un certo modo. Un uomo su 20 e una donna su 100, infatti, hanno grosse differenziazioni nella percezione del colore (ad esempio il daltonismo o cecità ai colori, difetto di natura genetica). Anche gli animali vedono i colori in maniera diversa da noi: spesso in bianco e nero,“a colori” come la giraffa, nell’ultravioletto come alcuni insetti. Quindi sono i nostri occhi che creano i colori e, riflessione suggestiva, se la sensazione del colore è dovuta all’interazione della luce con i nostri occhi (e con il nostro cervello) non è che di notte non vediamo i colori, di notte i colori non esistono. Come se tutto questo non bastasse a rendere “complicata” e, “personalizzabile” la definizione di colore, bisogna poi considerare che ogni individuo lo trasforma  in sue specifiche “sensazioni”. Se aggiungiamo che oltre alla vista anche gli odori  i sapori e i suoni evocano reazioni sensoriali, viene fuori da questo mix, che basta un solo evento induttore (inducer per gli anglosassoni) per innescare un evento concorrente (concurrent), per esempio: la vista della frutta è percepita anche come sapore. Inoltre un colore rispetto a un altro da sensazioni differenti: il blu per esempio dà un effetto calmante, tranquillizzante e rinfrescante (ottimo per far dimenticare lo stress, l’ansia e l’insonnia); il rosso all’opposto si collega all’eccitazione sessuale, alla forza e alla passione; una parete dipinta di rosso incrementa la pressione del sangue e accelera il polso; il giallo (che raffigura la parte intellettuale del cervello) favorisce la concentrazione, infonde felicità, gioia e protezione; il colore verde, che si trova a metà strada fra i colori caldi (rosso, arancione e giallo) e quelli freddi (azzurro, indaco e viola) porta equilibrio e armonia. Da più di duemila anni in Oriente si studiano gli effetti del colore e nel Feng Shui (arte dell’arredare) i cinesi sceglievano i diversi colori per delineare un percorso, dare risalto a un particolare elemento o inserire suggestioni cromatiche; nel 1878 il dottor Edwin B. Babbit pubblica il  libro “Principi della luce e del colore”, primo esempio di studi sulla cromoterapia e Dinshah P. Ghadiali, studioso di medicina indiana, condusse numerosi studi per integrare l’importanza dei colori nella medicina ufficiale. Già W. Goethe1 a suo tempo sosteneva che “i colori agiscono sull’anima suscitando sensazioni, risvegliando emozioni e pensieri che ci distendono o ci agitano, che provocano gioia o tristezza; sono parte della nostra vita, ci circondano e sono elemento fondamentale del nostro ambiente, anche se a volte non ce ne accorgiamo. Oggi è oramai acclarato che il colore, intervenendo sui parametri biologici, psicologici e culturali, consente di ritrovare quell’unità della persona e dell’individuo all’interno del proprio sistema. La luce ha effetto stimolante sul fisico e distensivo sul sistema nervoso: in assenza di luce si va incontro a depressione, nervosismo e stanchezza a causa della carenza di melatonina (l’ormone secreto dall’epifisi: ghiandola situata nel nostro encefalo); la presenza del colore (la luce) invece guarisce perché stimola le ghiandole endocrine, tonifica gli organi e influenza l’umore dell’uomo. La mancanza di luce naturale non permette la formazione della vitamina D, genera il rachitismo e la carie, a causa dell’irregolare controllo di calcio e fosforo da parte dell’organismo; produce inoltre alterazione delle ghiandole surrenali, della tiroide, delle ovaie e delle ghiandole endocrine. Una ricerca americana condotta a Boston su malati di epilessia che, inspiegabilmente, interrompevano cure preziosissime per la loro salute, ha portato ad approfondire il problema e si è così scoperto che le persone sono portate a curarsi male o a non curarsi affatto se viene loro prescritto un farmaco che ha anche un colore “poco invitante”. Il colore, dunque, anche nelle medicine risulta stimolo positivo per accettare il prodotto e, se non è abbastanza accattivante, il medico deve spiegare meglio al paziente le proprietà curative in modo da “convincere” la sua mente ad usarlo. Un altro studio, condotto in Spagna, ha sottoposto alcuni volontari all’assaggio di tazze di cioccolata; le tazze erano tutte uguali, con la stessa quantità di cioccolata dentro, e l’interno dipinto di bianco per tutte. Cambiava solo il colore esterno (bianco, rosso, crema o arancione). E si è visto che le persone dichiaravano che fosse “molto più buona” la cioccolata contenuta nella tazza arancione, anche se la marca era uguale per tutte. Dunque ancora una volta, il colore influenza profondamente scelte e decisioni. Con questi presupposti è esaustivo che un ambiente medico risulterà molto più gradevole, rilassante e rassicurante se nella scelta della pittura muraria seguiamo quello che la cromoterapia ci ha insegnato; per le pareti di uno studio dentistico, luogo da sempre deputato alla paura e al nervosismo, è bene scegliere una colorazione nella gamma dell’azzurro, perché è un colore rilassante e può aiutare chi sta per affrontare gli strumenti di “tortura” del dentista; in una palestra invece si utilizzerà il rosso, l’arancione e il giallo che sono colori antidepressivi e caricheranno gli atleti in procinto di affrontare gli sforzi fisici.

In linea generale:

Il Rosso è il colore preferito da coloro che hanno voglia di vivere, rappresenta l’energia, il cibo e, non a caso, è il colore dell’eros.

L’Arancio è amato dagli esseri che sono su una strada di ricerca spirituale, dagli individualisti e da coloro che ambiscono alla libertà.

Il Giallo è il colore degli estroversi, di coloro che desiderano essere al centro dell’attenzione, da loro si irradia vitalità.

Il Verde, a metà strada fra i colori caldi (rosso, arancione e giallo) e quelli freddi (azzurro, indaco e viola) è sinonimo di equilibrio e di armonia.

L’Azzurro, ma naturalmente tutta la sua gamma fino al blu, si collega ai temperamenti malinconici, contemplativi, di chi ha un pò la testa tra le nuvole: è amato anche dalle persone pigre.

L’Indaco, il colore misterioso della notte, è spesso preferito dagli esseri che usano la notte per la propria ricerca interiore, per quelli che amano la lettura e per chi sta facendo profondamente uso della propria attività intellettuale.

Il Viola, connubio del rosso e del blu, rappresenta il punto d’incontro tra passionalità e spiritualità. E’ preferito dai romantici e dai sognatori, anche se a volte rappresenta chi è staccato dalla realtà, chi ama sedurre ed essere sedotto, e chi ha grande carisma sugli altri, sui quali esercita il proprio magnetismo.

E allora coloriamo la nostra vita o esprimiamo con il colore quello che abbiamo dentro, che a volte abbiamo paura di dire e che il colore… dirà per noi.