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PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA ETIENNE MBAPPÉ CON I SUOI PROPHETS: SABATO 3 MARZO UN INCREDIBILE LIVE A PESCARA

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Arriva in Italia per la prima volta insieme ai suo profeti. Veicolano il linguaggio della musica universale, quella che non contiene etichette, confini, che è sintesi di esperienze, linguaggi, storie, incontri. Lui è il cantante e virtuoso del basso elettrico, francese di origini camerunensi, Etienne Mbappé. I suoi Prophets sono una band straordinaria, formata da Clement Janinet (violino); Christophe Cravero (secondo violino); Balthazar Naturel (sax); Arno De Casanove (tromba), Anthony Jambon (chitarra), Nicolas Viccaro (batteria). Le due uniche date italiane sono fissate ad Ascoli il 3 marzo (Cotton Club, ore 21.45, dove Etienne Mbappé e Nicolas Viccaro terrano anche una masterclass) e Pescara. Il concerto nel capoluogo adriatico si terrà sabato 3 marzo, alle ore 18 (Maison Des Arts, Corso Umberto 83; ingresso libero consentito dalle 17.30 fino ad esaurimento posti) nell’ambito della rassegna “sabato in concerto jazz”, cartellone della Fondazione Pescarabruzzo, organizzato dall’associazione Archivi Sonori con la direzione artistica di Maurizio Rolli. Un live unico, dove la splendida voce e i virtuosismi strumentali di Etienne Mbappé, esponente di spicco del jazz mondiale, con base a Parigi, condurranno l’ascoltatore in un viaggio fatto di colori cangianti, dal rock, al funk, al flamenco, alla milonga e alla cueca, fino da arrivare alle sonorità africane. Abbiamo intervistato l’artista prima del suo viaggio verso il capoluogo adriatico. In un momento storico dominato dalla diversità, dai contrasti, dalle grandi differenze di opinione, la musica rimane il più grande e potente mezzo di comunicazione universale. Cosa le piace raccontare nelle sue composizioni. Quali sono le storie che veicola attraverso le note? “La mia musica si ispira alle mie radici africane, camerunensi nello specifico e risente dei miei innumerevoli viaggi, dei luoghi che ho visto nel mondo, delle persone che incontro, dei colori che vedo, dei sapori che gusto, delle gioie che vivo e persino dei dolori che talvolta provo” Ha suonato con dei grandissimi della musica, quali sono gli insegnamenti che ha tratto da loro? “Fare concerti, essere in tour, condividere moment preziosi con grandi musicisti come Ray Charles, Joe Zawinul, Mike Mainieri degli Steps Ahead, Robben Ford, Bill Evans, e  oggi John McLaughlin, è stato molto formativo. Essere al servizio della  loro musica è stata una grande fonte di ispirazione”

Come mai un nome così particolare per la sua band?

“Ho creato il gruppo The Prophets nell’ottobre 2014. Viviamo oggi in un mondo molto complesso. Portare amore, consolazione, sostegno e far spuntare un sorriso sul volto delle persone, attraverso la musica come lieta novella, come energia positiva, come un buon piatto da condividere… è questa la spiegazione del nome Prophèts”

Una proposta davvero originale. Quanto é difficile rimanere fedeli a se stessi rispetto agli imperativi dell’industria discografica?

“L’industria discografica è cambiata ed è in continua evoluzione. Io credo di restare fedele a me stesso, difendendo le mie idee, le mie convinzioni, adattandomi al contempo ai nuovi format, alle nuove forme di diffusione e ai nuovi modi di promuovere e di far conoscere le mie creazioni al pubblico”

Cosa e quanto della sua terra natale, il Cameroun è rimasto dentro Etienne Mbappé?

“Sono nato in Cameroun, e ci sono cresciuto. Ho sempre la famiglia lì e molti amici e conoscenti. Ci vado per le vacanze, o per delle rimpatriate in famiglia, quasi ogni anno. Amo il mio Paese natale, e mi informo regolarmente su ciò che accade lì a livello sociale, politico, culturale – Cameroun o muléma ponda yèsè, wuma yèsè – è una delle mie canzoni più famose laggiù: il Cameroun sempre nel mio cuore, ovunque io sia”

Da quando non suona in Italia? E’ mai stato prima di oggi in Abruzzo?

“Ci ho suonato diverse volte, spesso con grandi nomi del jazz come quelli con i quali ho collaborato. Sono molto contento di venire per la prima volta con la mia band. Il pubblico italiano è molto generoso e accogliente. Amo l’Italia, e la sua cucina. Ho anche qualche amico musicista in Italia, come il grande bassista e compositore, il Maestro Maurizio Rolli, come lo chiamo io, rispettosamente; imparo sempre molto sul nostro strumento, il basso, ogni volta che lo incontro. Pescara la conosco un po’, ci ho suonato una volta con Joe Zawinul, molti anni fa”

Sabato 3 marzo a Pescara Etienne Mbappé con i suoi Prophèts, regaleranno al pubblico grandi emozioni. Una prima italiana da non perdere.