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LEGALITA’: QUALE?

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Forse sarò maledettamente ripetitivo ma non riesco ancora a trovare la quadra su cosa possano significare certi comportamenti e soprattutto se possano essere interpretati come legali se non semplicemente opportuni. Le nostre maestranze politiche difficilmente si scontrano su un terreno veramente progettuale ove si dovrebbe tirar fuori un sano e saggio confronto dialettico su problematiche che attengono la vita sociale ed economica del Paese. E si sa che certe scelte a volte sono dolorose a breve termine ma molto più vantaggiose e risolutrici a lungo termine. James Freeman Clarke, predicatore e teologo statunitense, nel 1800, stabiliva egregiamente la differenza fra un “politico” e uno “statista”. Il primo guarda alle prossime elezioni, il secondo alle prossime generazioni; il primo pensa al successo del proprio partito, il secondo a quello del suo Paese. Con tale visione dobbiamo purtroppo constatare che siamo preda e vittime dei politici in assenza completa di statisti con risultati e manifestazioni che ci lascano sconcerti. Perché non si ha più contezza di cosa sia la teoria e la lontananza di questa dalla prassi. Una nave Ong con 47 immigrati a bordo staziona a circa 1 miglio dal nostro porto di Siracusa nell’attesa di poterli sbarcare. E non sappiamo se abbiano diritto per farlo. Di qui una confusione schizofrenica reattiva. Il ministro dell’Interno pone il divieto assoluto a che ciò avvenga in quanto legalmente una nave che batte bandiera di un paese deve farsi carico delle esigenze di chi è a bordo e se in tal caso sia Olanda o Germania sono questi Paesi che devono provvedere e non scaricare su altri porti le loro responsabilità perché la nave, in base al diritto internazionale, fuori dalle acque territoriali di un altro Stato, è considerata territorio dello Stato della bandiera che espone, come riporta il professor Augusto Sinagra docente di diritto internazionale. La UE fa orecchi da mercante sulla redistribuzione degli immigrati lasciando in solitudine il nostro Paese che ha fortuna-sfortuna di essere circondato da 5 mari. Il Regolamento UE di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” debba farsi carico lo Stato con il quale essi per prima vengono a contatto a cominciare dalle eventuali richieste di asilo politico. Pertanto non si comprende quale sia la ragione, continua il professore, per la quale una nave battente bandiera non italiana, debba d’intesa con gli scafisti raccogliere questi malcapitati appena al difuori delle acque territoriali libiche per poi scaricali in Italia, quando la competenza è dello Stato di bandiera. Da ultimo è emerso che due navi battenti bandiera olandese non figurino nei registri navali di questo Paese; ne deriva che vanno considerate giuridicamente “navi pirata”. Non solo ma sembra non ci sia stata connessione di messaggi con le capitanerie di porto che hanno invitato questa nave la Sea Watch ad attraccare in un porto tunisino ma che di sua sponta ha deciso di virare verso un porto italiano. Se non è questo traffico illegale di esseri umani ditemi in quale altro modo possa essere definito anche perché quando venne stipulato il trattato internazionale dei diritti del mare non vi era questo sovraffollamento i profughi da salvare pertanto quel trattato andrebbe modificato in virtù del nuovo ambiente migratorio creatosi. Da una parte il Ministro dell’Interno che nega la possibilità di attracco della nave ai nostri porti dall’altra una marea di esponenti politici, vescovi e parroci, sindacali, di varie associazioni umanitarie, della magistratura che invocano l’accoglienza. Il problema non è tra chi vuole o non vuole accogliere. Il vero problema è che si è creata una enorme confusione fra diritti e legalità. Ed è veramente difficile districarsi nel marasma delle norme. Nello stesso governo, e non solo all’opposizione, vi sono discrepanze di vedute fra i cosiddetti “buonisti” e i “sovranisti” che vogliono mettere fine a questo inverecondo mercato di carne umana. Si invoca la persecuzione giudiziaria per Matteo Salvini anche da parte degli alleati di governo senza mai rendersi conto che un conto è governare altro conto è perenne campagna elettorale. Altrimenti cosa pensare delle passerelle turistiche a bordo nave da parte di esponenti dell’opposizione che molto incautamente violano uno specchio d’acqua attorno alla nave riservato solo agli aiuti? Cosa si vuol dimostrare che da una parte vi è un sanguinario dittatore e dall’altra gente perbene in difesa degli ultimi? In questo Paese tutto è permesso anche contro legge! Perché un magistrato molto lucido e pragmatico, tale Carlo Nordio ha riassunto in un suo ultimo articolo apparso sul Messaggero le incongruenze madornali che affliggono le nostre condotte politiche e che a detta della stessa Magistratura non fanno che allontanar sempre più il cittadino dalla fiducia che ripongono in questa Organizzazione autonoma e al disopra delle parti. Il Senato non è chiamato a pronunciarsi sull’esistenza del reato di sequestro di persona, perché l’art. 9 della legge Costituzionale che prevede questa procedura parte dal presupposto che il reato ci sia perché un ministro non può essere processato se ha agito per il perseguimento di un preminente interesse pubblico. E questa garanzia è conferita non alla persona ma alla “carica”, quindi non rinunziabile. In casi analoghi ove l’interesse era proprio e non pubblico(corruzione) allora si è data l’autorizzazione a procedere. In tala caso come ha detto Di Maio tutto il governo era d’accordo e allora come si fa a dire che ha agito per proprio interesse? Tutto il governo andrebbe condannato insieme a Salvini per “correità”. Semplicemente paradossale! Anche se si celebrasse il processo andrebbero condannati anche gli altri dirigenti che hanno trasmesso l’ordine criminoso del ministro nonché il PM di Agrigento che non ha sequestrato la nave liberando i sequestrati. Infine, chiosa Nordio, questo processo sarebbe anomalo e quasi impossibile da celebrare, perché la Procura i Catania ha già detto che il reato non c’è! E cita molto a proposito il Bardopuò esservi lucidità nella follia, non può mai esservene nella dissociazione schizofrenica” specie se questa fa man bassa delle menti parlamentari. Sembrano regole semplici che chi amministra la Res Publica dovrebbe sapere ma nell’era dell’”uno vale uno” la cultura e la conoscenza sono i grande ostacolo per la carriera politica da anni oramai appannaggio di vuoti leccaculi che sanno solo fare i servi dei padroni che una volta erano pure arguti, oserei dire “scolastici”, oggi solo comparse di infimo ordine che pretendono i posti delle Autorità senza avere alcuna minima autorevolezza per porci le terga. Il vivaio da dove peschiamo i nostri illustri delegati parlamentari va dalla strada, al divano e cucina casalinga, dal Web(anche porno) ove ci sono i blogger e i follower, al cinema, allo sport, alle Cantine. Tutti molto poco consapevoli dell’importanza del ruolo ma molto servili verso quel potere burocratico molto ben preparato che solo così si può conservare per mungere la mucca per intere generazioni. Alla prova dei fatti, fallimenti totali! A questo punto pare molto difficile riesumare i confini o un sano nazionalismo o sovranità. Cosa ci faremmo con tutta questa grazia di Dio? Potranno mai produrre ricchezza? Potranno veramente combattere per difendere un valore? I migliori sono già espatriati e se ne giovano altri Paesi! Per questo sono tutti per l’accoglienza indiscriminata ricreando un tessuto sociale senza cultura radici e senza forma alcuna ma molto utile per essere considerati ancora “importanti” visto che chi ha un minimo di sale in zucca non può che vergognarsi della fine che abbiamo fatto e del male che si continua a fare depauperando di risorse materiali e umane il continente d’oltremare.