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L’ELEMOSINIERE DEL PAPA

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Eravamo rimasti agli uomini id Chiesa che portavano la Luce del Vangelo ed ora ci ritroviamo esponenti del Vaticano, addirittura cardinali che portano la luce elettrica nelle case. Dallo spirito alla materia anche se il terreno è leggermente diverso. Ed in effetti il gesto del Cardinale Krajewski è abbastanza nuovo ed inatteso da lasciarci sorpresi e increduli. Si è calato infatti in un cunicolo che conduceva ai contatori elettrici di uno stabile occupato abusivamente da circa 400 persone ed ha divelto i sigilli apposti per morosità di consumo per circa 300.000 euro ridando luce negli appartamenti nell’idea di un gesto eroico e caritatevole in quanto nello stabile c’erano anche bambini e soggetti malati che non avrebbero potuto più fare a meno di un po’ di energia per continuare a vivere. Ma le perplessità che sorgono in merito a questo evento sono molte e credo spesso senza adeguate risposte, giustificazioni, provvedimenti. Innanzitutto il perché uno Stato che si rispetti debba tollerare l’abusivismo abitativo e non invece attuare i controlli con relative soluzioni. E poi come può un esponente di uno Stato, quello Vaticano, diverso dal nostro italiano, agire extra territorio con un comportamento che per la nostra Costituzione è etichettabile come francamente illegale? E poi gli ospiti dello stabile sono tutti malati o bisognosi d’aiuto o qualcos’altro? In realtà lo stabile è occupato da Spin Time Labs i cui attivisti possono continuare ad utilizzare energia elettrica per le loro attività alla faccia di chi per pagare le bollette fa salti mortali. Ma quali attività? Lo Spin Time Labs è un vero e proprio business perché in quell’edificio si mangia, si balla, si festeggia allegramente ma rigorosamente a pagamento. Infatti sulle pagine social sotto questo nome compaiono eventi del tipo “Genderotica party” o “Contaminazione di arte queer”, o una bella serata in onore di “Mediterranea saving humans” con Ong protagoniste dei numerosi salvataggi, o “Rave Party” con biglietti, ovviamente non soggetti a tassazione, anche per la ristorazione con tanto di menù non proprio asfittico o popolare. Fa da contorno spesso l’attività di orchestre notturne clandestine che deliziano non poco gli abitanti dei vicini quartieri. Non credo che il Cardinale non sapesse di simili attività ed è proprio per questo che il suo gesto pone ancora di più altre considerazioni non certo esaltanti per la Chiesa che da sempre in virtù del trattato fra Santa Sede e Mussolini del 1929 gode di privilegi di cui non godono altre Nazioni e che dovrebbe corrispondere una certa grata sensibilità verso le nostre Istituzioni. Sensibilità certo non corrisposta in questo caso. Perché il Cardinale a nome della Chiesa e del suo incarico di “Elemosiniere” poteva offrire il suo supporto economico nel pagare le bollette inevase ed ancor più offrire un evangelico riparo nei vari immobili di cui dispone il Vaticano censiti in più di centomila. Ora se il Vaticano smentirà l’operato del suo funambolico esponente la questione politica potrà dirsi chiusa anche se rimane un precedente più disastroso di quello dei sindaci più accoglienti. Se invece il gesto del presule non è stato ispirato da un momento di esaltazione coribantica ma progettato in più alte sfere il nostro Stato dovrà prenderne atto perché un’inerzia fattuale ci porge supinamente in una condizione di subalternità ma soprattutto crea un pericoloso precedente che farebbe crollare gli argini di legalità già sottoposti ad enormi pressioni da parte dei sindaci e da magistrati “creativi” nel nome di un ingiustificato e peloso solidarismo ponendo fine al principio evangelico “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” coniugato all’assioma “Libera Chiesa in libero Stato”. Ma già “Avvenire”, con uno Zingaretti accodato come da copione oramai liso, esalta il reato di monsignor Krajewski come “Illegalità giusta” anticipando che nessuna scusa o condanna del gesto verrà presa dalle gerarchie vaticane verso il nostro Stato ma lo stesso non vale entro le loro mura a ben vedere, dati alla mano, quanto siano stati feroci i viola-porporati in merito alle occupazioni inadempienti e morose dei loro stabili sostituendo la benedizione con carte bollate e ordinanze di sfratto e l’elemosiniere con l’Ufficiale giudiziario. Di queste azioni, veramente riprovevoli, il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, stranamente non fa mai menzione ma ricorda, per giustificare il furto energetico, le leggi razziali del 1938 paragonando molto indegnamente e senza vergogna la tragedia della Shoah per difendere un reato bagatellare riscrivendo un famoso proverbio per la giustificazione del gesto illegale “Quando il dito del Cardinale riavvia il contatore, lo stolto guarda il dito” lo stesso stolto, cornuto e mazziato, che dovrà accollarsi il debito. Fa eco l’alabarda “social” di padre Antonino Spadaro, direttore di “Civiltà Cattolica” che l’ha buttata in poesia “Oggi abbiamo più bisogno di preti scassinatori di anime inquiete”. Ma in che mani siamo finiti se questi sono i depositari della cura della nostra anima? E il Papa che fa? Nulla! Lui viene dall’Argentina Nazione che tutti sappiamo quanto sia stata ridotta in mutande in termini economici, sociali politici ed istituzionali da quando il peronismo aprì le porte all’Argentina cattolica sotterrando quella liberale, da quando pretese di restaurare la cristianità perduta anteponendo il Vangelo alla legge creando quel terreno tanto fecondo ai vari chavismi, sandinismi, perfino castrismi come affermava Fidel CastroIl nostro comunismo è il nostro cristianesimo” e la loro morale trascende la legge, è Vangelo puro. La comunità politica diverrà comunità di fede, il patto politico, patto morale, lo Stato di diritto, Stato etico. Ma se non stiamo attenti la politica diverrà guerra di religione e la religione terreno di scontro politico. Francesco Margiotta Broglio è uno dei massimi storici dei rapporti fra Stato e Chiesa ed in un’intervista sul “Messaggero” definisce il gesto del cardinale polacco come improprio a Roma, ma naturale per lo stile di questo Papa che viene dal Sudamerica e lo paragona a quelli della Teologia della Liberazione in stile campesino che libera anche i contatori elettrici. E viene colpito anche dal valore simbolico che fa il paio con il suo invito agli zingari in Vaticano. “E’ stato un blitz che il Pontefice ha voluto fare per colpire l’attuale politica sui migranti su cui lui non fa che polemizzare e bacchettare”. E secondo il docente “Tutti quelli che lo hanno eletto sapevano del suo stile, sapevano che avrebbe portato il Sudamerica ovunque. E’ stata proprio una scelta. E infatti anche se le divisioni interne alla Chiesa sul suo operato ci sono, ma non mi sembrano estesissime e per lui preoccupanti. Volevano un Che Guevara? Ed eccolo”. Infatti ama i poveri, gli umili, gli ultimi ma ci sono sempre “ultimi” più degli altri altrimenti non si comprende la sua spiccata empatia verso l’anziano assiderato ma molto meno espressa verso i tre milioni di profughi venezuelani. Il papa che piange i morti del Mediterraneo perché non prova pena per i cubani affogati nello stretto della Florida? Fa politica con la logica del Vangelo alimentando conflitti senza mediazioni possibili e la laicità dello Stato serve proprio ad arginarne la deriva. Con profonda amarezza devo constatare che ci stiamo sudamericanizzando. Spina nel fianco di chi ancora crede di poter mantenere regole dello Stato laico ma come in America o Sudamerica con i catecumenali e altre sette, la Chiesa per non restare fuori dalla società si infila dappertutto, anche nei cunicoli dei contatori elettrici. Non ci rimane che un rapporto diretto col Padreterno al limite mediato da un sacerdote che paga con i suoi sacrifici veri i nostri umani disagi e ci fa con silenzio e devozione accostarci alla mensa eucaristica. Preghiamo!

Arcadio Damiani