PAOLO PAVONE
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L’EPOPEA MARINARA E LE DONNE DEL MARE

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Luoghi identitari e storie di Borgo Marino di Pescara

Evento importante al MEDIAMUSEUM di Pescara, organizzato dalla FIDAPA Sezione Pescara con la collaborazione dell’Istituto Alberghiero De Cecco di Pescara e il FAI delegazione Pescara.

Il tema dell’incontro L’epopea marinara e le donne del mare – Luoghi identitari e storie di Borgo Marino.

A Presentare e coordinare gli interventi la Presidente della FIDAPA Sezione Pescara Alessandra Di Pietro, ospiti il prof. Giacomo Fanesi, Presidente Associazione Borgo Marino, Anna Rachele Palestini figura tipica di donna marinare, il dott. Vincenzo Olivieri Accademico della Cucina Italiana delegazione Pescara Aternum, Rosaria Morra coordinatrice FAI Abruzzo e Molise.

Alessandra di Pietro ha introdotto l’argomento, tema dell’incontro, presentando gli ospiti e parlando di quanta importanza ha il cibo e la cultura della tavola che rappresentano la storia, la tradizione l’identità di un popolo.

“Il prof. Fanese – ha detto Alessandra Di Pietro – è stato promotore di un importante documentario su Borgo Marino nel cuore che racconta frammenti di vita attraverso foto, filmati, testimonianze e racconti attuali. Vincenzo Olivieri, veterinario direttore scientifico museo del Mare e del centro recupero cetacei di Pescara, accademico della cucina italiana delegazione di Pescara Aternum, appassionato di cultura gastronomica e tradizionale e studioso delle nuove specie di pesci che si sono recentemente riprodotti nel mare Adriatico. Anna Rachele, figura straordinaria di donna del mare, che oggi festeggi il suo 86° compleanno, racconterà un universo femminile particolare e appassionante. Abbiamo voluto parlare delle donne del mare perché l’acqua è simbolo della donna come fonte generatrice di vita e nutrimento. L’incontro odierno è stato programmato in collaborazione anche con FAI con la presenza di Rosaria Morra vice presidente interregionale FAI Abruzzo e Molise che con il lavoro della sua delegazione ha svolto un lavoro di ricerca con in nostri ragazzi che devono essere consapevoli e conoscere il territorio dove abitano. Inoltre importante è stata la fattiva collaborazione della scuola con i docenti e i ragazzi che si sono profusi in un’impegnata ricerca delle ricette del mare che sono poi state stampate in un piccolo opuscolo”.

L’intervento di Giacomo Fanese è stato un excursus sulla vita dei pescatori di Borgo Marino quando nel 1870 il primo pescatore si iscrisse all’anagrafe di Castellammare Adriatico, prima che nel 1927 diventasse Pescara. Il Borgo fu popolato di pescatori che venivano dal nord e molti cognomi tuttora esistenti rispecchiano la loro provenienza.

I pescatori che venivano dal Nord per riparare le loro Paranze trovarono un mare pescoso e si installarono sul posto. I pescatori vivevano nelle baracche e avevano le paranze mentre l’armatore aveva il parchino che era una piccola barca che andava in soccorso ai pescatori, quando rimanevano in mare per il brutto tempo, a ritirare il pescato che non poteva essere conservato in quanto non esistevano mezzi di refrigerazione.

Sulle imbarcazioni c’erano da 5 a 7 marinai comandati dal Parò chiamato così perché le barche pescavano a coppia. Oltre il Parò che era il capo assoluto le altre figure erano murè, il mozzo di bordo, il giovanotto primo gradino verso la qualifica, e il marinaio appena sotto il parò.

La vita dei marinai era molto dura e a bordo si mangiava il pesce povero che si pescava. Gli uomini portavano a bordo poche cose per cucinare e nutrirsi: poco olio, poca conserva di pomodoro, che le loro donne preparavano in estate, qualche spicchio di aglio, l’aceto e una fetta di pane. Il brodetto era il loro pranzo, si cucinava in un unico tegame dove tutti attingevano e la fine ogni pescatore intingeva la propria fetta di pane per la parte che gli spettava e solo il parò poteva dare l’avvio al pranzo.

I marinai non avevano strumentazione, ma la cultura tramandata e pochi poveri mezzi riuscivano a guidarli durante la pesca e la pratica era tutto quello che avevano ma con questa riuscivano sempre ad andare e ritornare.

Dal pescato si preparava la scafetta, unapiccola cassetta, vero compenso per ogni pescatore. La scafetta veniva utilizzata per il pranzo della famiglia e in parte venduta al mercato per il sostentamento. Durante il periodo invernale si guadagnava poco e la scafetta era il vero sostentamento della famiglia.

La vera amministratrice della casa era la donna che gestiva i pochi guadagni del marito marinaio e riusciva con questi a portare avanti tutta la famiglia.

Vincenzo Olivieri ha parlato della diversità dei pesci che nel mare Adriatico nel tempo sono variati anche quelli sono penetrati dallo stretto di Gibilterra edal canale di Suez attratti da un mare caldo. Purtroppo l’Adriatico è diventato un mare poco pescoso e largo spazio è stato dato alla coltura e pesca del tonno che si nutre proprio dei pesci autoctoni.

Olivieri ha parlato dell’importanza nella dieta del consumo del pesce ma che purtroppo oggi è fortemente danneggiati dai metalli pesanti e dalle plastiche.

Il mare Adriatico aveva molte specie di pesci tra cui anche i delfini, ma oggi circa il 70% del prodotto ittico ha le più svariate provenienze ed i luoghi di commercializzazione sono i più vari fino a coinvolgere il commercio elettronico effettuato via internet

L’intervento della signora Anna Rachele Palestini ha deliziato con la sua semplice ed efficace comunicazione i presenti. Anna Rachele ha parlato della sua vita che ha rispecchiato quella di tutte le donne che hanno vissuto con dedizione e tanto lavoro per portare avanti la famiglia e crescere i figli che per lei sono 13. Anna Rachele oltre al racconto duro ma felice della sua storia ha anche parlato dell’attuale situazione che la vede protagonista di tanti eventi dove lei può parlare e rivivere quanto ha vissuto intensamente nella sua Borgo Marino.

Rosaria Morra ha palato dell’impegno che il FAI fa per la conoscenza del territorio e i ragazzi che sono stati interessati alla conoscenza della città e hanno potuto scoprire qualità, tradizioni e luoghi della propria città totalmente a loro sconosciute.

Per amare la propria terra, per conservarla e rispettarla bisogna conoscerne i luoghi e le tradizioni ed il FAI ha questi obiettivi che attua attraverso progetti con le scuole e visite guidate.

Alla manifestazione organizzata dalla FIDAPA sezione Pescara hanno partecipato attivamente i ragazzi della scuola alberghiera di Pescara che hanno letto delle ricette scritte in dialetto pescarese, a base di pesce, frutto di una loro ricerca.

I ragazzi che hanno partecipato all’evento sono stati quelli dell’accolgienza e della 2^H e 3^ accoglienza A coordinati dai docenti Fulvio Fosco e Cristiana De Fabritis.

La professoressa Rossella Cioppi, anche lei felicemente residente a Borgo Marino, intervenuta alla conclusione dell’interessante pomeriggio ha presento il progetto che la scuola porta avanti Itinerando tra i tesori d’Abruzzo che è incentrato sulla storia di Borgo Marino e sull’antica Pescara con l’obiettivo di scoprire i luoghi identitari della città.

A portare i saluti e i suoi personali l’Assessore alla cultura del Comune di Pescara Mariarita Sacconi che si è complimentare con l’iniziativa che la FIDAPA Pescara sezione di Pescara ha organizzato per il recupero della memoria delle donne che hanno vissuto dalle origini della città e che ancora oggi sono il motore della società.

Arch. Maria Luisa Abate