banner ruggeri
banner D'ANGELO 1
banner delizie 1
Unknown-1

L’INGERENZA DEI SUOCERI NELLA VITA MATRIMONIALE

By  |  0 Comments

Spesso vengono portati all’attenzione dei Tribunali casi in cui la causa della separazione dei coniugi viene attribuita alla forte ingerenza dei suoceri nella vita matrimoniale, che costringe uno dei mal capitati ad allontanarsi dall’abitazione coniugale per la privazione della legittima privacy familiare, per poi, magari, come conseguenza dell’allontanamento, vedersi recapitare l’atto di separazione giudiziale con richiesta di addebito.

La circostanza è realmente accaduta ad un militare della marina, costretto per lavoro a continui spostamenti, che si è visto addebitare la separazione per aver trascurato i suoi doveri di padre e di coniuge; obblighi che, a detta della moglie, erano stati presi in carico dai propri genitori con lei conviventi, grazie ai quali era stata aiutata a crescere, educare e mantenere le figlie.

L’uomo, a fronte della pronuncia di addebito da parte del Tribunale di Roma, proponeva appello rappresentando una ricostruzione di fatti differente rispetto a quella esposta dalla moglie.

Invero la donna, dopo il matrimonio, si era rifiutata di seguire il marito nella sede di lavoro optando di occuparsi da sola delle figlie, ma ben presto decideva unilateralmente dalla casa coniugale e trasferirsi a casa dei propri genitori, senza preoccuparsi della volontà del marito, che tornando in famiglia tutti i fine settimana era costretto a coabitare con i suoceri di giorno e di dormire nella casa coniugale di notte per mancanza di spazio nell’abitazione dei suoceri.

Alla luce di quanto sopra, la Corte d’Appello di Roma, avendo accertato i fatti descritti dal marito e avendo constatato l’esistenza di un attaccamento morboso della moglie ai propri genitori e da parte di questi ultimi verso la figlia, con sentenza n. 4983 del 11.10.2012, revocava la dichiarazione di addebito al marito sulla base del principio secondo cui: la violazione dei doveri matrimoniali di cui all’art. 143 c.c. deve avere efficacia causale nel determinare la crisi coniugale e quindi l’intollerabilità della convivenza.

La Corte, pertanto, riteneva che l’ingerenza dei suoceri nella vita dei coniugi e l’attaccamento della figlia ai genitori aveva indubbiamente influito sulla crisi matrimoniale tanto da rappresentare la causa della intollerabilità della convivenza.

Altro caso simile a quello testé esaminato, è stato portato all’attenzione della Corte di Cassazione da una moglie esasperata per i continui litigi con la suocera convivente.

La Corte Suprema, accogliendo il ricorso, sanciva che l’invadenza della suocera “giustificava” la crisi matrimoniale ed il conseguente abbandono della casa coniugale da parte della ricorrente e, pertanto, non poteva essere addebitata la colpa della separazione al coniuge che “scappa” dalla suocera invadente con la quale ha frequenti litigi.

Nel caso di specie, infatti, la giusta causa, è stata ravvisata nei continui litigi domestici della suocera e nel conseguente progressivo deterioramento dei rapporti tra gli stessi coniugi.

In conclusione, se la frattura del rapporto coniugale è precedente l’allontanamento dalla casa domestica, della quale non poteva essere stata causa, l’addebitabilità della separazione al coniuge che si allontani deve essere esclusa.