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MEDIAZIONE? Sì GRAZIE!

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Finalmente, tra dubbi e polemiche, in risposta al bisogno di celerità processuale, è arrivata la mediazione civile e commerciale, il nuovo “metodo” di risoluzione delle controversie alternativo a quello offerto dal Tribunale, il cui compito è affidato ad organismi indipendenti e professionali stabilmente destinati a questo tipo di servizio. La mediazione di per sé, è un istituto già esistente in altre parti del mondo; gli Stati Uniti, per esempio, ne hanno elaborato da decenni i principi e le tecniche. In Italia, invece, dove tradizionalmente le controversie si risolvono dinanzi ad un giudice, la mediazione diventa una vera e propria sfida. Il nuovo istituto, previsto dal D.lgs n. 28 del 4 marzo 2010, che per le materie obbligatorie in esso elencate entrerà in vigore il prossimo 20 marzo, nasce dalla reale considerazione che dietro i conflitti che generano le controversie non esistono solo i fatti nudi e crudi ma anche e soprattutto le persone con le loro emozioni, i loro bisogni e i loro interessi. Sono le persone stesse che senza rendersene conto alimentano situazioni che spesso esulano dalla reale necessità di ottenere riconoscimenti o negazioni di diritti. La funzione del mediatore sarà proprio quella di accertare le origini poste alla base del disaccordo e una volta inquadrate, di rimuoverle attraverso una soluzione conciliativa che permetta al cittadino di risparmiare tempo e denaro e nel contempo di rimanere soddisfatto della soluzione. Il mediatore non sarà una figura preposta ad emettere valutazioni o decisioni, ma favorirà un servizio di assistenza professionale e di moderazione fra le parti. Pertanto, il cittadino che si rivolge ad un organismo di mediazione, che sia esso pubblico o privato, deve aver ben chiaro che la conciliazione prescinde dall’individuazione della ragione o del torto; il mediatore cercherà semplicemente di individuare gli interessi delle parti e di soddisfare i loro bisogni evidenziando elementi che non sempre sono considerati rilevanti dalle norme giuridiche. Insomma, i nuovi protagonisti di questo procedimento saranno le persone con le loro aspettative, i loro interessi e le loro posizioni di principio; il cittadino potrà finalmente esprimersi liberamente su tutti gli aspetti della controversia. Naturalmente, potrà sempre avvalersi dell’assistenza di un avvocato di fiducia che saprà consigliarlo nella scelta dell’organismo di mediazione più idoneo per il caso delineato e potrà assisterlo durante gli stessi incontri di mediazione e durante la stesura dell’accordo definitivo con spirito collaborativo volto alla risoluzione stragiudiziale del conflitto. In conclusione, grazie all’introduzione in Italia della mediazione civile, le parti avranno la possibilità di regolare la lite nel modo che ritengono migliore per loro discostandosi da quelle che sono le comuni regole della transazione. Il cittadino dovrà abituarsi al fatto che un procedimento di questo tipo è una attività volta alla ricerca di una soluzione “amichevole” che non prevede il ricorso alla emissione di giudizi o decisioni vincolanti così come farebbe un Giudice del Tribunale. Occorrerà, dunque, un cambio di mentalità ed un diverso approccio culturale. Ovviamente, se la conciliazione non riesce, il cittadino potrà sempre rivolgersi all’autorità giudiziaria per far valere le sue pretese. Ma, se la conciliazione ha successo, l’accordo raggiunto, previa omologa del Tribunale, acquisterà piena efficacia esecutiva. Ma quanto costa avviare un procedimento di mediazione? Su questo punto il  D. lgs n. 28 del 2010 è chiarissimo: esso prevede che le indennità – ovvero gli importi dovuti al mediatore – per gli organismi pubblici siano stabilite dal Decreto del Ministro della Giustizia e, per gli organismi privati le tariffe applicate siano approvate dal Ministro della Giustizia. Inoltre, si annunciano delle importanti agevolazioni fiscali. Infatti, il cittadino che utilizza la mediazione avrà un credito d’imposta commisurato all’indennità corrisposta all’organismo di mediazione fino a concorrenza di 500,00 euro, in caso di successo, mentre il credito sarà ridotto della metà in caso di insuccesso. Inoltre il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di euro 50.000,00, nonché, vi è la possibilità, qualora ne ricorrano le condizioni, di usufruire del gratuito patrocinio a spese dello Stato. Si auspica che in Italia, così come è avvenuto in altri Paesi del mondo, la mediazione civile, quale strada alternativa per la risoluzione delle controversie, possa contribuire ad alleggerire i nostri Tribunali dai numerosi conflitti che esso è chiamato a risolvere. Per  tutti i lettori de “La Dolce Vita”,  l’Avv. Miriam Maturo è disponibile a rispondere alle vostre domande e a nuovi argomenti  da voi proposti. miriam.maturo@gmail.com