PAOLO PAVONE
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NEOGOVERNO

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Quello che più mi ha colpito sulla nascita del nuovo governo è stata la ripresa video del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dichiarando e confermando la nascita di quello che possiamo definire il “governo degli sconfitti” non è riuscito a mantenere a bada i suoi muscoli mimici che mal celavano un sorriso di serenità per un pericolo scampato e la ferma convinzione di aver fatto un bene al Paese. Secondo la nostra Costituzione il Presidente della Repubblica dovrebbe essere il garante massimo del rispetto dei diritti dei cittadini contro ogni forma di prevaricazione ed abuso governativi. Ma in quest’ultimo frangente altri interessi, faziosità e non ultimo la nostra sudditanza verso le élite politico-finanziarie sovranazionali hanno fatto violenza della nostra Costituzione ed in primis chi ha la massima responsabilità della sua difesa. Perché è vero che siamo in una democrazia parlamentare ed il governo deve avere fiducia dal Parlamento ma è anche vero che i parlamentari sono eletti e che la sovranità appartiene al popolo. Ora non è che si debbano adire a continue consultazioni elettorali al minimo cambiamento dei sondaggi o a problematiche che possano alterare gli equilibri di una maggioranza, ma la scelta originaria degli elettori andrebbe comunque rispettata allorché abbia inciso sulla elezione di deputati e senatori. Ora se nella prima repubblica il popolo eleggeva i parlamentari non conoscendo preventivamente il “tipo” di maggioranza, con l’attuale legge elettorale le “coalizioni” vengono dichiarate prima e nel nostro caso se i parlamentari sono scelti in quanto esponenti di una coalizione piuttosto che di un’altra risulta poco attinente al volere dei cittadini il comporre un “puzzle” di “pro” e “contro” come l’anomalo miscuglio Lega-5S o Pd-5S. Se una maggioranza così composta non riesce ad essere compatibile con le scelte del popolo bisogna sciogliere il Parlamento ed indire nuove elezioni per avere la fumata bianca dopo quelle nere per analogia all’elezione pontificale. E cose simili le diceva anche uno dei padri della nostra Costituzione come Costantino Mortati in merito al contrasto eletti/elettori. Quindi risulta evidente l’anomalia del Conte-1, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, e del Conte-2 che, ancora peggio, non rappresenta nemmeno una solida maggioranza nel corpo elettorale e che spero come durata passi da doppi numeri interi mensili a valori decimali con la virgola. Il governo più a sinistra della storia che ha padri tutti del Pd da Mattarella a Conte a Renzi e tutti figli del duo europeo Merkel-Macron. Altrimenti che ci faceva Renzi alla riunione di quest’anno del gruppo Bilderberg, come senatore “semplice”, nell’alveo della finanza speculativa? E come mai siamo d’improvviso diventati virtuosi per questa UE che ci ha donato un calo delle spread come approvazione per non dire delle benevoli affermazioni dei loro esponenti verso il Conte bis del tipo Pierre Moscovici, Ursula von Der Layen, che fanno il paio con i nostri media ecclesiastici? Ma noi italiani siamo gente un po’ speciale perché siamo l’avanguardia estrema, il più avanzato sistema di laboratorio democratico che sta trasformando anche l’utero in affitto in una meno costosa “bio-bag” e molto più “impersonale” come d’altronde hanno fatto gli ideatori di questa “ammucchiata” come Zingaretti, Renzi con la sua fidata Boschi, Del Rio, Orlando non mettendoci la faccia. Con la scusa che bisogna rinnovare nel segno della discontinuità. Molto offensivo alla intelligenza di noi italiani che se nel mondo viviamo ancora per creatività e buon gusto non vedo come si possano digerire simili affermazioni da asilo della Mariuccia. Il rinnovamento giovanile si capisce perché la consolle dei comandi ministeriali viene etero diretta in “remoto” da chi ha le mani in pasta ma la discontinuità viene elogiata solo perché c’è stato questo semplice pericoloso errore di percorso con un refolo sovranista che ha turbato la continuità. Sì, una continuità che dev’essere preservata a tutti i costi perché è oramai chiaro che le Organizzazioni elitarie hanno dichiarato guerra senza esclusione di colpi ai popoli e alle democrazie come la censura da tutte le librerie del libro inchiesta di Francesco Amodeo, giornalista napoletano, che narra del piano di conquista degli uomini di Bilderberg in Italia con un “Cartello” finanziario di cui fanno parte Monti, Letta, Draghi, Prodi e le grandi lobby finanziarie veri dominus della nostra economia e della nostra politica con una UE che l’autore definisce il “braccio armato” dei poteri forti. Qualche previsione sul futuro della nostra” governance”? Non c’è da stare allegri se pensiamo ai nuovi ministri che “smantelleranno” quel poco di buono che è stato fatto per il benessere del nostro Paese. Pensate al ministro della famiglia Elena Bonetti una scout di fede renziana che tifa “ius culturae” cioè concedere la cittadinanza agli stranieri che frequentano le nostre scuole, cioè un camuffato neologismo dello “ius soli” e piace ai gay e al mondo Lgbt. Il ministro degli Esteri “per forza” Di Maio che se la vedrà con i sui analoghi mondiali che lo accoglieranno con tenerezza per il suo visino dolce, la sua infantile cultura meritevole di un lecca lecca in bocca purché non si esprima. Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora che seguirà i giovani, grillino, difensore dei diritti Lgbt che l’unica famiglia che ha amato è stata quella di Angelo Balducci, il capo della Cricca degli appalti che lui chiamava “Papi” minacciandolo “se non mi accogli mi do fuoco”. Un ministero della Salute affidato ad un Leu, Roberto Speranza, che onomatopeicamente indica la sola via che ci resta prima del detto “se di speranza vivi, di speranza muori”. Al Viminale una fan dell’accoglienza diffusa, Luciana Lamorgese, in prima linea contro il suo predecessore con i suoi decreti. Alla difesa il renziano Lorenzo Guerini che si spera non ponga veti al trattato franco tedesco di Aquisgrana per una loro autonoma milizia. All’Istruzione Lorenzo Fioramonti che ha allarmato non poco l’ex Marco Bussetti che invita il nuovo a mantenere fuori dalle classi le teorie gender anche se il suo primo proposito è quello di una tassa sulle merendine, bevande zuccherate e biglietti aerei per reperire fondi per la ricerca. All’ Economia Roberto Gualtieri un comunista puro che strimpella “Bella ciao” con le mani in pasta con i vertici di Bruxelles, molto vicino a Moscovici e Juncker e a Lula da Silva che ha visitato in cella per esprimergli solidarietà come quella dimostrata verso il terrorista Cesare Battisti, praticamente a custodia dei nostri risparmi è stato messo un professore di sinistra che ha sostituito però Marx con Merkel e Macron. Un professore di storia, di sinistra, che insegna all’Università “La Sapienza” di Roma in mano ai centri sociali, acclamato dal nostro caro presidente Mattarella che ha fatto carte false per non mettere all’Economia nel pregresso governo il Professor Paolo Savona che in quanto a competenza in economia ne ha da vendere ma non gradito all’establishment UE. Per non parlare del Lavoro con Nunzia Catalfo, grillina con un curriculum di tutto rispetto per analogia pentastellata, praticamente “nullo” che porrà limiti alla libertà d’impresa, altolà ai furbetti delle grandi opere, propagandista del salario minimo che stangherà non poco le piccole imprese, reddito di cittadinanza e ripristino della scala mobile con taglio delle tasse a partire dall’iva sui profilattici. E all’Agricoltura il grande Centinaio che ha tanto difeso i nostri prodotti e la nostra economia agricola verrà sostituito dalla ex sindacalista Cgil Teresa Bellanova molto vicina ai braccianti agricoli contro il caporalato avendo accusato Di Maio di non aver fatto nulla a riguardo e contro la Xylella mentre il piddino Emiliano aveva bocciato il piano di emergenza varato dalla Ue (e adesso ci sta multando), problemi grandi come quello dei prezzi agricoli strozzati all’origine dalla concorrenza straniera, per non dimenticare l’olio tunisino ben voluto dal governo Gentiloni che sarà addirittura commissario europeo ma non saprà cosa più vendere ai francesi dopo il mare di Caen. E a proposito della Francia quanti di noi italiani sono rimasti scandalizzati dai giudizi espressi da Macron nei nostri confronti e quali azioni il Capo dell’Eliseo ha fatto per danneggiarci, dai migranti rispediti, agli accordi libici “ad excludendum”? Ebbene, nulla di nuovo, perché paraculi come noi non ne esistono da nessun altra parte del mondo. Vogliamo vedere quali sono gli italiani che hanno l’onorificenza francese della “Legion d’Onore”, praticamente sciuscià di Parigi a testimoniare un’alleanza tra i presidenti che si sono succeduti all’Eliseo e la sinistra italiana che, come annota la giornalista Francesca Totolo, nei tempi andati sarebbe già stata fatta oggetto di un’inchiesta per “alto tradimento”? Franco Bassanini per “forti legami intrattenuti durante il suo incarico da ministro con la Francia”; Massimo D’Alema per “la volontà di costruire un’Europa comune”; Walter Veltroni per “attività svolta a salvaguardia dei beni culturali; Emma Bonino per il suo impegno come “militante europea”; Giorgio Napolitano forse per la caduta del governo Berlusconi; Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, per il suo impegno “a favore degli esclusi e per la giusta causa della riconciliazione e della pace”; Piero Fassino per “il forte impulso alle relazioni con la Francia”; Enzo Moavero Milanesi; Romano Prodi per aver creato la più grande bufala economica del millennio “con l’euro lavoreremo meno e guadagneremo di più”; e monsieur (oramai cittadino francese) Sandro Gozi definito dai francesi “sincero europeista che lotta per l’Europa”; Giuliano Pisapia per la comprovata “francofilia”; Carlo De Benedetti per “l’avvicinamento di Italia e Francia”; Enrico Letta decano della scuola di affari internazionali Po di Parigi; Beppe Sala per “il successo mondiale di Expò”; Roberta Pinotti ministro della difesa del governo Renzi per “stretta collaborazione nel campo della Difesa”; per ultimo Dario Franceschini per “rendere omaggio all’uomo di Sato, all’uomo di cultura e all’amico della Francia”. In pratica una “quinta colonna” al servizio della Francia e tutta “sinceramente democratica”. Questi sono gli italiani che non hanno mai finito una guerra insieme a quelli con cui l’hanno iniziata. Certo che “pensare positivo” mi è sempre più difficile. Ad maiora!

Arcadio Damiani