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ONU: CUI PRODEST?

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L’ex presidente de Cile, attualmente Alto Commissario per i diritti umani dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite(ONU), Michelle Bachelet, minaccia di mandare i “caschi blu”(milizie dell’ONU) non nei campi di reclutamento libici, non nei Paesi dove il diritto delle donne o dei dissidenti è carta straccia, non nelle guerre fratricide fra minoranze etniche, bensì nel nostro umile Paese perché sembra si sia accorta che dalle nostre parti siano in forte aumento gli atti di violenza e di razzismo contro i migranti e i rom. Perché pare sia stata impressionata dal lancio di uova contro Daisy, la campionessa italiana di colore eletta a vittima della furia omofoba che attanaglia le menti dei nostri concittadini salvo poi scoprire che l’artefice dell’episodio era un figlio di un esponente del Pd, che non aveva altro da fare se non comportarsi da balordo annoiato, frutto dei salotti “bene”, o della scacciacani impugnata da un minorenne o i pallini sparati da uno straniero verso un altro straniero. Maurizio Belpietro con la sua verve indagatrice ci invita a digitare sul computer due parole “ONU e fallimento” e troveremo 326.000 risultati che vanno dall’aumento della fame nel mondo al disastro di quelle che vengono chiamate “missioni di pace” spesso esitate in “missioni di spesa” se non di vergogna come in Rwanda e Srebrenica. Se poi digitiamo “ONU e scandalo” i risultati superano il milione. E si va dagli operatori ONU che portavano aiuti in Siria in cambio di sesso per finire con la corruzione del programma “Oil for food” operazione che doveva servire a dar da mangiare alla popolazione irachena e che invece arricchì burocrati e politici locali e internazionali. Oriana Fallaci definì l’ONU “una banda di mangia-a-ufo, una mafia di imbroglioni che ci menano per il naso” se non addirittura ci “vilipendono” aggiungerei come nel caso sovradetto con costi del personale che rappresentano più dei due terzi delle uscite. Per carità capisco che se si è agli ordini di poteri veramente forti che considerano i popoli senza arte né parte e privi della facoltà di autodeterminarsi nell’ambito di una libertà disposta ed inesistente non si può che mentire la disconoscenza di altri episodi che invece portano in tutta evidenza il “razzismo al contrario” cioè di quelli che accolti, invece di essere grati, ci comminano nel rispetto non di una diversità culturale ma di una ineguagliabile protervia occupatrice e soverchiante crimini che vanno dallo stupro, ai furti, alle rapine, allo spaccio di droga peraltro appaltate dalle mafie nostrane, oramai relegate “in ufficio” a quelle centroafricane in primis nigeriane, come riportati da tutti gli istituti sociologici col 40% dei reati contro il solo 8% della popolazione immigrata. E a conferma si rileva che le Commissioni di questo alto ente umanitario sono composte in maniera ossimorica, come il diavolo nell’acqua santa o il Dracula alla presidenza dell’Avis. Altrimenti che dire se nella commissione che si occupa dell’emancipazione della donna figura l’Arabia Saudita di cui è noto il giudizio sul ruolo sociale della donna, o nella commissione sulla libertà di stampa partecipino Cina e Iran paesi molti noti per il trattamento “molto umanitario” riservato ai giornalisti che si discostano dal regime (galera o pena capitale)? O per i premi che elargiscono molto incautamente ai vari dittatori e terroristi come il riconoscimento per il servizio pubblico svolto dai terroristi di Hezbollah in Libano? O per la presenza nell’attuale Consiglio per i diritti umani di paesi come Venezuela col suo presidente Nicolas Maduro che ha portato il paese ad una inflazione del milione per cento, affamato tutta la popolazione il cui unico scopo non resta cha fuggire dal paese dato che non possono aspettare più lo stipendio di un anno per comperare un chilo di albicocche o fare la fila per uno stinco di maiale gentilmente offerto dal regime socialista che ha tanto a cuore il popolo tanto da renderlo vittima di quasi genocidio se fa parte di protesta antigovernativa ? O come il Pakistan ove la blasfemia è passibile di pena di morte ed è usata per perseguire le minoranze religiose come nel caso di Asia Bibi, mamma cristiana e cattolica che da 8 anni in carcere è in attesa di esecuzione capitale con l’accusa di aver offeso il profeta Maometto nonostante tutti gli appelli del mondo “normale” e campagne “pro Asia” come ha fatto, qualche anno fa, il nostro “Zapping” radiofonico quando diretto da Aldo Forbice? E bene ha fatto quest’anno il presidente Trump ad abbandonare questo Consiglio dei diritti umani che nell’ultimo decennio ha condannato 68 volte Israele e meno Siria e Iran ma mai il governo di pechino e di Riad. E bene facciamo noi col nostro vice premier Salvini che mette in forte dubbio la possibilità di continuare a foraggiare a suon di 100 milioni l’anno questo pericoloso infruttuoso e deviato carrozzone. Fausto Biloslavo, che di guerre se ne intende, riporta che l’Alto rappresentante per l’ONU della Libia, Ghassan Salamè, riesce a strappare una esile tregua fra le milizie, col paese nel caos da 7 anni ma ha il quartier generale a Tunisi perché Tripoli è considerata poco sicura. In Congo una delle più possenti e disastrose missioni ONU i caschi blu sono stati pizzicati più volte per violenze sessuali e contrabbando di oro. In Bosnia negli anni ’90 non sono stati capaci di fermare la guerra e salvare Sarajevo ma si sono fatti prendere in ostaggio permettendo il massacro, sotto il loro naso, di Srebrenica. Ed il santo Kofi Annan ex segretario generale dell’Onu, di recente scomparso, non ha fatto abbastanza per fermare il genocidio etnico in Ruanda. Ma chi è questa pingue e faconda Alto commissario ONU? Semplicemente amica di Castro e Chávez perché all’inizio di quest’anno a Cuba ha incontrato Raùl Castro ma ha rifiutato l’incontro con la dissidente cubana per i diritti umani Rosa Maria Payà secondo la quale “ mai c’è stata alcuna condanna della repressione politica condotta sistematicamente da Raùl Castro, anche quando le vittime sono donne”. L’Ong “Un Watch” ha il compito di monitorare quello che accade all’interno del “Palazzo di Vetro” e riporta che quando morì Fidel la Bachelet lo definì “un leader per la dignità e la giustizia sociale a Cuba e in America Latina”. Lodi espresse anche per Chavez “per il suo più profondo amore per il suo popolo e le sfide della nostra regione per sradicare povertà e generare una vita migliore per tutti” e si vede com’è andata a finire, se “miglior vita” significa presentarsi al cospetto dell’ ”Eterno” la missione evangelica può dirsi compiuta. Non solo, è anche abortista a favore delle nozze omosex e pur filomassonica dato che è stata premiata lo scorso anno da una loggia massonica femminile cilena. Di converso chi siamo noi italiani? “Razzisti” perché abbiamo accolto 700.000 migranti, molti dei quali clandestini, abbandonati dagli altri stati europei, con reati in riduzione sia quelli contro i migranti che contro i connazionali. Non solo ma siamo al paradosso con i migranti della nave Diciotti che hanno deciso di querelare il Ministro dell’Interno costituendosi parte civile per il loro sequestro sulla nave su consiglio ed invito dell’associazione “Baobab Experience” che tanto si è prodigata per portarli verso l’Eden di Ventimiglia sottraendoli alla residenza diocesana cui sono stati affidati. Al pari dell’ONU ci può essere solo la UE che ha condannato alle sanzioni il presidente magiaro Orban per aver difeso i confini del suo paese da questa inspiegabile, cinica e organizzata al dettaglio orda migratoria ma che tace sulla collaborazione della Osf (Open Society Foundation) di Soros con un regime antisemita (il sogno della distruzione dello Stato di Israele) e liberticida e cioè con la teocratica Teheran come riporta il ministro degli esteri iraniano Mohamad Zarif. E Barak Obama, non dimentichiamo ama questa UE spinelliana, ed è stato l’architetto dell’apertura a Teheran. E fa ridere quanto riportato sul sito della Osf che si vanta di “supportare in tutto il mondo individui e organizzazioni che lottano per la libertà d’espressione, perché i governi rendano conto del proprio operato e per una società che promuova giustizia e uguaglianza”. Alla faccia! E che dire ancora delle invettive della UE verso il nostro Paese che vanno dall’invito alla corretta quadratura dei bilanci mentre la Francia sfora comodamente la soglia del 3% del debito/Pil a quanto si permette per mezzo del connazionale Commissario degli affari economici Moscovici di considerare l’Italia un “problema dell’Eurozona ove c’è un clima che assomiglia molto agli anni ’30. Certo chiaramente non c’è Hitler, forse dei piccoli Mussolini.” Inaudito da parte di questo fedel griso di Macron, esponente socialista che tanto ha danneggiato la sua corrente e che da giovane si dichiarava trotskista e comunista rivoluzionario. Certo mi fa piacere sentire queste espressioni da “canto del cigno morente” meglio dei complimenti che sottendono la “prestazione”. Vuol dire che finalmente hanno paura come i compagni “nostrani” di perdere il loro ben oliato potere se sono costretti a riesumare fantasmi del passato. Ma in merito al razzismo come osserva la giornalista Karen Rubin bisognerebbe fare un sottile distinguo perché questi migranti sono in realtà criminali alla ricerca di ricchezze facili o vittime miserabili in fuga dalla guerra e dalla povertà? Il migrante come presupposto ideologico fra la sinistra schierata con i deboli e supposti fascisti odiatori dello straniero? Ma chi è in realtà il vero razzista chi lo vuole aiutare con progetti validi e risorse umane nel loro paese d’origine ponendo fine alla impietosa ruberia occidentale di risorse naturali umane e finanziarie (come il signoraggio delle ex colonie francesi) o chi da vero e convinto buonista è per l’accoglienza “tout court” secondo la pregiudiziale che trasforma ogni africano in un bisognoso del suo aiuto? Per poi ritrovarsi in una baracca senza distinzione di identità sociale, ove troverà un’accoglienza fatta di clandestinità, in assenza di un lavoro dignitoso e sottopagato o di un tetto che non sia solo di cartone? E la cosa più allarmante che proprio in base a questo pregiudizio che agli immigrati e alle minoranze è permessa l’illegalità. Come il “tutto permesso” nei campi rom dai falò di pneumatici alla vacanza della scolarizzazione. E qui nasce quello che si vuole far passare come “razzismo” ma che non ha mai albergato nel cuore degli italiani, popolo sempre dominato multi culturalmente e sempre teso ad un vero interculturalismo e sempre pronto alle novità straniere come l’anglo-italianese dimostra. No, questo non è Razzismo, bensì “Paura”, timore molto fondato di non farcela a supportare il peso degli aiuti “delittuosi” e poco concludenti verso questo fenomeno nel tempo di una crisi economica e produttiva di non poco conto, paura della perdita dei propri diritti nell’ambito di una illegalità a senso unico, paura di questa sempre più ricca criminalità d’importazione che mina la più semplice sicurezza del nostro quotidiano, paura di non ritrovare casa dopo un ricovero in ospedale perché occupata ad arte da migranti con donne incinte al seguito, paura di non poter uscire più in quei luoghi ove si era soliti passeggiare per guardare la luna o per un refolo di aria fresca. E per tutto questo che la sinistra nostrana ha perso consenso ma sarà difficile se non impossibile intaccare il leviatano della “ideologia sinistra” che continua ad esistere bellamente in tutte le istituzioni mondiali e che non ha alcuna intenzione di mollare l’osso checché ne dicano gli italiani.