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ORGASMI

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Sono passati diversi anni quando da liceali si celebrava il ’68 come una liberazione soprattutto per l’”amore” e si coniava allegramente quello che veniva definito “orgasmo cosmico”. A distanza di mezzo secolo l’entusiasmo oramai svanito è stato sostituito ahimè da quello più lugubre di un “pessimismo cosmico” che oramai alberga nelle menti sia dei più giovani che dei più vetusti. Perché non si può non constatare quanto sia divenuto complicato il reggersi su una qualsivoglia base culturale. Etica e cultura sono oramai scomparsi da qualsiasi vocabolario a meno di solo nominarli e passare per quelli che una volta venivano appellati come “sporco reazionario”. Allora perché dovremmo meravigliarci se il “pezzo di carta” non conta più visti gli operai delle loro fabbriche? Se si vogliono politici capaci e da seguire se c’è una piazza inesistente? I cattivi maestri hanno solo prodotti pessimi alunni  e ne stiamo pagando l’amaro conto. La confusione oramai regna sovrana e genitrice di eventi e scelte francamente inaspettati. “E’del poeta il fin la meraviglia chi non sa far stupir vada alla striglia” scriveva circa quattrocento anni fa Giambattista Marino ma il “fin” di quegli anni è molto diverso da quello di oggi. Allora il “fine” era il sentimento, l’emozione, l’ideale, la realtà, la pittura stessa, il gioco d’intelligenza, la riflessione, il far pensare. Oggi il fine che stupisce è l’”imprevedibile” oltre che l’”inammissibile” perché il solo vedere il neopresidente della Camera con le mani in tasca durante la cerimonia in ricordo dei nostri giudici eroi, il curriculum del neopresidente del Consiglio, la sgrammaticatura espressiva del capogruppo pentastellato, l’assenza di responsabilità personale dei burattini “ordinati” nostri rappresentanti, Il capo spirituale del buddhismo, il Dalai Lama, che si professa veteromarxista ed ammette la sconfitta delle religioni che appaiono del tutto inutili, ci rende un’angoscia al pari che non sappiamo più chi ci dorme vicino se maschio, femmina o “altro” ed un premio Nobel annullato per “molestie sessuali”. Ecco ci vorrebbe qualcosa che susciti meraviglia e non orrore gratuito. E fra voi c’è qualcuno che ricorda a memoria un canto della Divina Commedia? Sarebbe sorprendente per un felice ritorno all’”orgasmo cosmico”. Per il momento potremmo esultare solo per un vademecum di detox digitale.