PAOLO PAVONE
banner_dolcevita
banner ruggeri
banner D'ANGELO 1
banner delizie 1
Unknown-1

PAESE AL CONTRARIO

By  |  0 Comments

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242

Siamo il paese della “mors tua vita mea”. Oramai tutti all’arrembaggio del barcone ove saccheggiare le ultime provviste in un mare che presto inghiottirà il natante alla deriva. Scenario triste ma sempre meno emendabile dal nostro pensare quotidiano. Si dice che la regola principale per allontanare l’ultima spiaggia sia il “Pensiero positivo” ed è vero perché la sola forza del pensiero è capace di fare cose impensabili come il tenere a bada e cronicizzare una malattia che ci affligge con una prognosi altamente negativa. Ma se alcuni decenni fa ciò era possibile perché vi erano stanze, arredi, dimore separate e non vulnerabili dalla conoscenza comune, questa benedetta globalizzazione e la sua digitocrazia ha condotto il nostro scibile ad impadronirsi continuamente delle malefatte di quello che secondo un ricordo dantesco “tutto muove, l’universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove” ma riveste e esorcizza il ruolo divino nella latrina umana. L’”Homo deus” per intenderci. Avevamo il beneficio del dubbio relegando la nostra fiducia al bell’aspetto del burocrate, politico di turno e ci si esentava dall’approfondire le loro opere se non per mano di qualche scalmanato filosofo, scrittore o poeta che faceva loro le pulci. Bastava non leggerli e si continuava la vita al “tornio” secondo quelle regole sociali che si concretizzavano nell’ascensore cui tutti potevano accedere. Era il prezzo che si pagava per il mangime assicurato. Lo sapevamo e lo si immaginava come qualcosa di metafisico come una forma di sublimazione dell’orrore di contro una realtà meno feroce e più vivibile. Oggi tutto questo non è possibile. Perché l’informazione nostra e degli altri è un “Panta rei” continuo, inarrestabile da cui non puoi più esimerti a meno di non praticare un luddismo fuori luogo e sinonimo di stato psicopatologico. Devi sapere, conoscere, discernere, giudicare ma non puoi criticare, lamentarti, ribellarti perché “così è se vi pare” di pirandelliana memoria. Bisogna cercare un modo diverso di connettere i nostri neuroni, resettarci come dopo un elettroshock per fornire giustificazioni plausibili a questo degrado etico e civile della nostra vita quotidiana. Non ci sono altri mezzi. Ma come possiamo riempire il nostro archi-paleo cerebello-sistema limbico, tanto animalesco quanto primordiale, il nostro “Es” con un “Super io” tanto accomodante con la lordura corrente? Come si fa a pensare in positivo quando le retribuzioni del settore pubblico crescono per i burocrati, politici, magistrati e calano per sanitari, docenti, forze dell’ordine e pompieri cioè salgono per i mantenuti e scendono per i mantenenti? Come si fa a tollerare una propaganda elettorale solo a parole per proteggere la “famiglia” vista l’impressionante denatalità nel nostro paese ed altrove se nella recente legge finanziaria è scomparso pure il bonus bebè? Denatalità che rappresenta il vessillo principale della decrescita economica? Come si può varcare ancora l’urna democratica se poi fanno ben quattro governi non eletti dal popolo? Come si può essere sereni e fieri di questo paese che fa entrare chi vuole senza documenti, li si coccola e si permette loro di aggregarsi e disciplinarsi secondo le loro leggi a discapito della nostra costituzione, mentre si puniscono le vittime che provano a ribellarsi alla loro ferocia tribale e solo sporadicamente applicata dai nostri connazionali meno evoluti? In un paese dove le forze dell’ardine non possono reagire e preferiscono farsi accoltellare per evitare processi per danno alla persona anche in flagranza di reato? In un paese dove se ti assenti per malattia albergando in ospedale si rischia di ritrovare il proprio alloggio popolare occupato da un richiedente asilo o se si ha una seconda locazione questa potrebbe esserti requisita dalle prefetture in barba al sacrosanto diritto di una pur minima proprietà privata? In un paese dove chi ha sgobbato tutta la vita ha una pensione da fame perché adibita ad assistenza farmacologica mentre il politico ha il vitalizio intoccabile e ponderoso perché anche lui ha sgobbato ma solo per mantenere il suo potere e le sue prebende? In un paese che sotto gli occhi di tutti assiste all’esodo biblico dei cervelli e all’introduzione massiccia di bassa manovalanza tanto cara ad alcuni imprenditori che non hanno più bisogno di delocalizzare per abbassare i costi e mantenere alta la fiamma del “consumismo”, recente invenzione per mantenere il Pil dello Stato? Che se provi ad essere onesto tirando su un buon prodotto vieni sopraffatto, sommerso, distrutto dal volto benevolo delle multinazionali globalizzatrici che ti chiedono la produzione su larga scala altrimenti sei “ut of commerce”. In un paese dove lo stesso presidente dell’ANVUR(Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema universitario e della ricerca) ha dichiarato che i parametri attuali di valutazione in Italia sono passibili di favorire la mediocrità e non le eccellenze? Possiamo pensare positivamente? Non credo. L’attuale attribuzione che saprei dare oggi al termine positivo è solo quello di un testi diagnostico: buono se annota le Beta HCG nelle urine di una vita emergente; cattivo se denota una malattia fatale. Tertium non datur.