PAOLO PAVONE
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PENSIERO UNICO…

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Non c’è momento che non assistiamo all’assordante propaganda di un’orda intellettuale che ritenendosi “migliore e più democratica” ci propina continuamente la “Verità” sulla quale non è possibile dubitare relegando il “pensare altrimenti” come direbbe Diego Fusaro alla mercé dello scandalosamente inopportuno. E dovunque ti giri dai giornaloni, alla Tv, ai talk show, al cinema ti coglie continuamente la curiosità e il desiderio che possa esserci un risveglio del buon senso, di una sana dialettica, di un linguaggio non allineato, di una disamina documentata. Ma non succede perché oramai siamo pervasi da quella profonda annosa incultura che non prevede dibattito equilibrato e cosciente ma solo la strenua difesa di posizioni arroccate e intoccabili come quelle espresse dai grandi poteri mondializzati oltre che europei. Intaccare questo moloch di architettura ideologica costruita da anni su un processo mirante a destrutturare il pensiero comune costa molta fatica e non sarà facile perché gli oppositori sono pochi, accantonati se non esorcizzati, mentre la maggioranza è oramai schiava del suo pensiero “breve” che si esprime solo con emoticon e like e schiava della sua povertà esistenziale che agogna solo l’essere protagonista sul web con i selfie non considerando che presto, dopo questa transizione, dovrà pronarsi all’ubbidienza del più forte, non avendo nel frattempo costruito una coscienza del “sé”.  E nella cloaca del web si scatenano i più furibondi che nell’anonimato colpiscono chi vogliono dall’alto della loro precaria debole personalità come accaduto per la morte del nostro concittadino Sergio Marchionne coperto di insulti, durante gli ultimi istanti della sua vita, per non essersi accodato al volere dei sindacati, per aver licenziato, delocalizzato, cambiato sedi societarie della nostra beneamata Fiat. E va giù duro anche il governatore toscano “Stava in Svizzera per evadere” mentre la Cei non trova di meglio che dire “sì è stato bravo ma va valutato anche l’impatto sociale delle sue azioni”. Ma quest’uomo a prescindere dal suo operato e dalle sue conquiste merita comunque un grande rispetto per la sua forte passione e dedizione al lavoro avendo ereditato un’azienda praticamente fallita ad opera del trio Valletta-Cuccia-Romiti che aveva moltiplicato gli impegni finanziari in settori diversi dall’automobile. E solo una mossa geniale lo portò non svendere agli americani ma a fonderla con la Chrysler e lanciando la Fiat negli Stati Uniti subendo una profonda opposizione dai nostri sindacati (Fiom) e da Confindustria dalla quale uscì e che oggi lo ringrazia per aver indotto col suo gesto una trasformazione in positivo dell’associazione. Ed il filosofo Giulio Giorello lo ritrae come un persona tenace che lavorava anche 18 ore al giorno e che si è caricato della responsabilità di inserire la Fiat dentro la dimensione di un capitalismo globale che se sviluppato bene porta benessere per tutti. Ma non è un martire o un fanatico era solo dotato di una grande passione per i propri progetti e dava tutto ciò che aveva per trasformarli da idee a fatti concreti. “..Penso agli scienziati gli studiosi, i ricercatori, a tutti coloro che vivono dentro i loro laboratori, le aziende, i centri di ricerca, per dare corpo ad una teoria, ad un’intuizione. Lavorano senza contare le ore, senza rendersi conto del tempo. Ma non sono fanatici. Sono uomini dotati di una grande passione. Anche se a volte dentro una dimensione tragica…Quella di Marchionne è stata una lezione. Non una follia.”. Ora un personaggio del genere è oggetto di scherno da parte dei più solo perché rappresenta una figura grande e vincente che ha dato la sua vita per uno scopo nobile diversamente dai miseri e vigliacchi che popolano il web. E il confronto brucia! E che dire del Ministro Fontana che non ha fatto altro che ribadire l’ovvietà dell’esistenza di una sola famiglia composta da padre e madre e che la pratica della maternità surrogata con utero in affitto è vietata dalla legge del nostro paese? Apriti cielo! Anche le frange sinistre grilline (compreso il sindaco di Torino) hanno preso la distanza da questo conservatore tardo-medioevale e non dico di quanta bella sinistra radical chic che ha alzato gli scudi tacciando il ministro di bieca propaganda. Come se il progresso consista nella destrutturazione del più piccolo nucleo sociale. Ancora, il ministro si è permesso di fare addirittura un programma di aiuto alla natalità con agevolazione del part time per le neomamme ed asili nido più numerosi ed introdurre accordi prematrimoniali per ridurre i contrasti economici in fase di scioglimento del vincolo con vantaggio dei minori che non saranno più ostaggi dell’uno o dell’altro genitore. Decisamente personaggio controcorrente da vilipendere e insultare. E che dire delle copertine dell’”Espresso” con Salvini descritto come “uomo NO” o addirittura di “Famiglia Cristiana” col suo “Vade retro Salvini” paragonato a Satana? Se ripenso a quando da ragazzo vedevo circolare il settimanale dei paolini con i suoi articoli che grondavano pensieri acuti di pace e misericordia con quelle risposte ai lettori che facevano cullare l’anima e vendeva un milione di copie ad oggi vedere questa rivista ridotta allo scempio del turpiloquio, dalla sinistra politicizzazione a setta estremista e fanatica del bergoglismo, mi viene sconforto perché esempio lampante di una deriva anticattolica e anticristiana che fortunatamente ha ridotto di molto le sue copie. Da queste parti hanno tollerato di tutto senza battere ciglio: preti gay che ammainano l’abito talare, sacerdoti pedofili che collezionano bambini come francobolli e che sorpresi in auto con una decenne nuda si giustificano col fatto che aveva preso lei l’iniziativa, nozze omo, maternità surrogate con uteri in affitto di donne economicamente disperate, rom che delinquono la cui vita si svolge in accampamenti devastati dalla miseria e dalla scarsa igiene, coop che fanno cresta sul traffico dei profughi, Ong in contatto con trafficanti di uomini, criminali importati che stuprano ragazze, o di padre Zanotti, fondatore di “Oasi” che riceve milioni per occuparsi dei rifugiati sebbene alcuni ospiti della sua comunità sostengono che li usa per fare la bella vita e comprare favori sessuali con tanto di prove filmate. E Salvini risponde semplicemente citando il Catechismo della Chiesa Cattolica laddove dice che “le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere lo straniero nella misura del possibile”. Ma lo stanno trasformando in un mostro politico spietato omofobo xenofobo e razzista, deviato e criminale. Ma il direttore della rivista don Rizzolo dimentica l’enciclica di Papa Bergoglio “Amoris laetitia” ove il Pontefice bacchetta chi si erge a giudice degli altri “E’ meschino soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o meno ad una legge o ad una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza di un essere umano”. Il direttore rifletta prima di lanciare anatemi gratuiti ed inopportuni. Il Cardinale Biffi nel 2000 molto argutamente riportò una riflessione sull’Anticristo da parte del filosofo e scrittore russo Vladimir Soloviev “La militanza di fede ridotta ad azione umanitaria e genericamente culturale, il messaggio evangelico identificato nel confronto irenico con tutte le filosofie e le religioni; la Chiesa di Dio scambiata per un’organizzazione di promozione sociale: siamo sicuri che Soloviev non abbia davvero previsto ciò che è effettivamente avvenuto e che non sia proprio questa oggi l’insidia più pericolosa per la “nazione santa” redenta dal sangue di Cristo?”. E colse nel segno perché in altre parole “l’Anticristo” di Soloviev è una sorta di incarnazione di ciò che possiamo definire oggi il “pensiero unico o dominante” del “politicamente corretto”. E lo sconcerto maggiore è che se ciò è plausibile da un ambiente fortemente laico, non mi sembra sia opportuno da una ambiente cattolico come si evince anche dalle esternazioni del cardinale Gianfranco Ravasi in merito all’apertura incondizionata dell’onda migratoria e di tutti quei sacerdoti che sfilano con magliette clorate pro-accoglienza e demonizzanti il ministro dell’Interno. E mi stupisce questo porgere il fianco di una Chiesa che sta favorendo ed appoggiando i suoi carnefici perché un conto è accogliere lo straniero affamato e assetato altro conto è devastare un intero continente delle sue risorse naturali e umane per i grossi interessi economici di quelli che Alain De Benoist definisce i “demoni del bene”. Non a caso gli organismi internazionali (tra cui ONU e UE) oltre a privati cittadini miliardari che, caso unico, hanno anche una politica estera come l’ungherese americanizzato George Soros con la sua “Open Foundation” che spingono per le frontiere aperte sono gli stessi che avversano la Chiesa mirando a cancellarla o a tramutarla in una specie di Ong. Chiesa che si oppone anche in merito alla reintroduzione del Crocifisso nei luoghi pubblici come elemento identitario della cultura di una nazione con l’affondo clamoroso di don Antonio Spadaro, gesuita e direttore della rivista dei gesuiti “Civiltà Cattolica” che dice “usare il crocifisso come un Big Jim qualunque è blasfemo e non è mai un segno identitario, ma grida solo accoglienza” ma a chi lo ha criticato ha risposto chiedendo la differenza in due foto fra il prete che prega intensamente con crocifisso ed un’immagine della croce bruciata dal Ku Klux Klan come se vi facesse parte sempre il solito Salvini. Ecco credo che se questo è l’epigeo della cultura cattolica non c’è da dormire sonni tranquilli. E come riporta Marcello Veneziani “La civiltà cristiana ha oggi tre nemici: l’invasione islamica, il materialismo ateo, e la chiesa di Bergoglio. I primi vogliono sostituire una religione che avvertono declinante con la loro e sottomettere la cristianità all’Islam. Il secondo vuole cancellare ogni traccia di spiritualità e di presenza religiosa dall’orizzonte pubblico per ridurre l’uomo alle sue voglie e al suo egoismo. La terza vuole ridurre la civiltà cristiana a luogo d’accoglienza, corridoio umanitario, fino a perdere ogni traccia vivente di cristianità…e il male del bergoglismo, cavallo di Troia della chiesa, non è altro che la reductio ad unum del male l’Anticristo Salvini e del bene impersonato dall’accoglienza. Sparisce ogni altro male sulla terra come il terrorismo, il comunismo, l’ateismo e le persecuzioni dei cristiani nel mondo, la distruzione della famiglia, le mille negazioni della vita, della nascita, della fertilità, la cancellazione di riti e simboli, tradizioni e liturgie sacre che sono il linguaggio di Dio”.