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PIAGNISTEO SINISTRO

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La tornata elettorale mista europea e amministrativa del mese scorso ha decretato qui da noi il successo della Lega di Matteo Salvini ed in Europa una modesta crisi del Ppe a trazione democratica socialista, l’ascesa dei Verdi e un relativo successo della destra sovranista che comunque diventa più consistente nella rappresentanza europarlamentare. Tutto come previsto anche se la rete a maglie strette dell’attuale governance sia era già premunita da una possibile preponderanza dei nazionalisti che mai avrebbero avuto la padronanza della UE se non rispettosi dei valori di cui questa Europa si nutre, in primis la centralizzazione del potere a scapito delle diversità nazionali, in pratica globalizzazione sempre più spinta. E se la Lega ha avuto tutto questo successo, che ha stupito anche i suoi stessi dirigenti, non dipende solo dal fatto che la sua campagna elettorale si sia incentrata su temi caldi e tanto cari ai nostri concittadini come sicurezza, immigrazione e lavoro carente ma anche dello “story telling” molto importante sulle cause della nostra decrescita economica indicate soprattutto nella politica di “austerity” che ci ha imposto questa benedetta Europa. In pratica un voto contro questa UE così formata e concepita ad uso solo delle élite e ben lontana dal cosiddetto “popolo” con le sue esigenze e necessità. Ma va detto che se tutto questo ha un fondo giustificativo andrebbe anche evidenziato che nella nostra natura specie di italiani, che rappresentano forse una “democrazia” troppo avanzata al limite dell’anarchia, vi è il “bug” dannoso della “deresponsabilizzazione per conto terzi” senza minimamente considerare i propri difetti e le proprie colpe in un processo di autoassoluzione senza contraddittorio. Perché se è vero che anche altri Paesi come la Francia o la Germania hanno sforato i loro deficit o importato meno che esportato(surplus) è altrettanto vero che l’Italia non si è mai presentata “unita” nel consesso europeo per far valere anche il suo ruolo di Paese fondatore in virtù di quell’essenza anarcoide, individualista, belligerante che fa di noi troppo autonomi senza spirito di “filiera” con i grillini ad esempio che prediligono i rapporti con la Cina con la “Via della seta” ed i leghisti che prediligono rapporti col Giappone, Paese forse più vicino alla nostra cultura occidentale. E viviamo continuamente il dramma e l’orgoglio di essere italiani, furbi, scettici ma non troppo. Ed è chiaro che una “scoppola” elettorale di tale potenza ha stordito sia i grillini che hanno dimezzato in un solo anno i loro consensi, ma che a modo loro stanno facendo ammenda, ma soprattutto la sinistra che ha perso anche l’ultima regione settentrionale, il Piemonte, ma che è ben lieta di essere comunque il secondo partito del Paese col suo 22%. Ma non si rendono conto che invece di parlare di “rinascita” con una campagna zingarettiana a “fari spenti” senza carisma e pullulante di frasi fatte, la loro sconfitta è segno di un profondo mutamento di paradigma della società che non ne vuole più sapere del suo “pensiero unico ed uniformante” perché la quinta parte del 50% che si è presentato alle elezioni è in realtà la decima parte di tutto il corpo elettorale? E secondo voi c’è da stare allegri? Anche in Francia Macron ha vinto con una scarsa approvazione del corpo elettorale francese e si sta vedendo la sua continua esposizione alla graticola con una Le Pen che lo ha condannato alla seconda posizione. E non si rendono conto, per dirla quanta ottusità pregiudiziale domina i loro pensieri, che il loro consenso non è altro che un ritorno all’ovile dei fuoriusciti disillusi dai pentastellati e che insieme all’altro condannato all’opposizione, l’ex premier Berlusconi, che ha visto decrescere i suoi accoliti, sono stati artefici di una grande campagna elettorale su tutti i media e i giornaloni di regime (Corriere, La Stampa, Repubblica, l’Espresso) ed oltre come i media vaticani (Famiglia Cristiana, Avvenire, Civiltà Cattolica). Ma tutto questo non è bastato perché gli italiani saranno anche anarchici e individualisti ma non fessi e soprattutto non sono poi così “classe subalterna” come l’ha definita il guru comunista col Rolex Gad Lerner! Perché sono fondamentalmente un po’ affaristi e tanto truffaldini ma anche buoni e generosi, e se si accorgono che le frange che li dovrebbero rappresentare come i partiti e i sindacati non agiscono contro il potere ma sono essi stessi poteri non fanno rivoluzioni col mitra ma civilmente col voto, e soprattutto con la sua astensione, ti mandano a quel paese. E si sono accorti che se un uomo come Salvini suscita un “moloch” di avversione tanto spropositato ci dev’essere una qualche ragione che lo pone come elemento di rottura in un sistema ben consolidato che ha prodotto tanto malcontento e povertà sociale ed economica nelle fasce più deboli che fino ad oggi hanno ancora il diritto di voto ma non si sa se durerà. Prova ne sia che la Lega ha vinto in città come Rosarno, Lampedusa, addirittura a Riace, simboli di accoglienza ed integrazione e dove i cittadini sono stati lasciati soli immersi nella insicurezza, precariato e povertà. E ci hanno fatto credere a miti inesistenti come il sindaco di Riace, un profondo analfabeta mistificatore, Domenico Lucano, ospitato alla Sapienza( lui sì, Ratzinger no) nei talk show della Rai e di altre reti, non rientrato neanche al consiglio comunale della sua cittadina. Ed è questo un caso veramente indicativo della credibilità dello story telling mediatico! Come facciamo a non avere dubbi sul racconto delle storie e degli eventi se giornalisti “d’assalto” in cerca di verità vengono spesso puniti, silenziandoli, anche per sempre? E come possiamo avere fiducia in una Magistratura dopo gli ultimi eventi sulla successione alla Procura di Roma dopo il pensionamento di Pignatone, che a loro detta per potere vale almeno tre ministeri, che hanno portato ad indagare Luca Palamara ex presidente dell’ Anm, definita dal presidente emerito Francesco Cossiga, non da un Marco Travaglio qualsiasi, “Associazione sovversiva di stampo mafioso”, per boicottare un suo “indicato” alla carica? Lotta intestina magistrati contro magistrati, come già siamo abituati col duello a Milano RobledoBruti Liberati o tempo fa con magistrati giustiziati perché “non allineati”. Ma non sarebbe il caso di mettersi una mano sulla coscienza per evitare questi “scempi d’autorità” che impoveriscono più che arricchire? Ed il sinistro politicamente corretto che fa? Piange, fa la vittima e d’altronde è il suo DNA che lo spinge ad atti profondamente inconsulti come l’avversione tout court verso la dialettica contraddittoria. Ora se Gad Lerner fa una lista di proscrizione verso giornalisti come Giordano o Belpietro che andrebbero “rieducati” in un orrendo laogai cinese, tutto fila ma se qualcuno come Salvini afferma, proprio per testimoniare il suo essere liberale, che fa discutere le cinque puntate regalate al “comunista in barca a vela degli altri” in Rai 1 dal suo sodale direttore in quota Pd Salini, al botto di 65.000 euro a puntata tese a criminalizzare l’avanzata della Lega col suo seguito sovranista, apriti cielo! Accusato di mettere il bavaglio alla libera informazione, la loro, ma se il bavaglio interessa il libro intervista di Chiara Giannini su Salvini pubblicato da Altaforte allora è d’obbligo! Semplicemente penosi! E bene ha fatto Maurizio Belpietro a sorreggere le sorti dell’Unità tanto per affermare quanto sia importante la dialettica perché solo dal confronto e dalle lotte nasce qualcosa di nuovo. Ma questi pensatori sinistri, come Santoro, Saviano, Fazio, Gruber, Annunziata stanno alla sinistra storica come i Jihadisti terroristi islamici al più universale mondo musulmano, non si fanno corifei di realtà disuniformi e più complesse oltre che pluraliste ma insistono sul dato che la terra è piatta come l’elettroencefalogramma dei loro cervelli! Ma per fortuna a sinistra bolle anche una piacevole rinascita “intellettiva”, gramsciana, per non usare il termine nefasto di “intellettuale” più lerneriano. Ed abbiamo Federico Rampini col suo brillante best seller “La notte della sinistra” in cui fa luce sulle colpe della compagine di appartenenza o il sociologo Luca Ricolfi che nel suo saggio “Sinistra e popolo” ha scritto “Sprezzante è la sinistra quando accusa di rozzezza, razzismo, egoismo chi ha paura degli immigrati…Quando richiedono di stabilire il numero massimo di stranieri che si possono accogliere, o che l’ingresso in un paese avvenga legalmente, o che i reati predatori vengano puniti severamente, i leader populisti si limitano ad esprimere quello che milioni di persone normalissime e civilissime pensano”, altro che “Classi subalterne che si illusero di trovare tutela nella trincea della nazionalità” come ha contrapposto il molto democratico Gad Lerner.

Pescara li 1-6-2019 F.to Arcadio Damiani