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PIGLIATE ‘NA PASTIGLIA

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LUCIANO X SITOEra il 1958 e Renato Carosone, cantante e pianista partenopeo nato nel 1920 nel vico dei Tornieri, a due passi da piazza Mercato, cuore di una Napoli stracciona ma nobilissima, con ironia e con una mimica facciale “irriverente” cantava questa canzone rivolta ad un innamorato che non riusciva a dormire per le pene d’amore. Il “suo” glicerofosfato e bromotelevisionato grammi zero zero 3 era un vero portento, secondo lui; sono passati un pò di anni e le pillole “miracolose” si sono intanto moltiplicate ma per uno scopo diverso da quello cantato dal compositore napoletano: per dimagrire. Lo specchietto per le allodole è sempre lo stesso: ingerire una pillola che nel momento in cui è assunta fa bruciare calorie proprio come se si stesse facendo attività fisica, una vera panacea per tutti i milioni di sedentari e pantofolai che, pur di non fare una seppur minima attività fisica, sarebbero disposti anche a quello che anche il più periferico neurone del nostro cervello rifiuterebbe di credere. La metodica ammaliatrice è anch’essa un deja vu: combattere l’obesità nel mondo, il diabete e disturbi neuromuscolari come la distrofia; con questi buoni fini come si fa a pensare che sotto sotto ci possa essere l’inganno di una ditta farmaceutica (più o meno seria) e solo per far soldi? Dagli Stati Uniti arriva una pillola che contiene un “particolare” ormone (?) che stimola una comunicazione tra i diversi tessuti del corpo umano e fa sì che le cellule trasformino il grasso bianco in grasso bruno che è quello che crea calore (termogenesi). Lo spiega il dottor Bruce Spiegelman dell’istituto oncologico di Boston: questo ormone funziona sia sugli esseri umani sia sui topi (meno male!); il ricercatore spera che l’ormone possa avere anche altri benefici oltre a quello di far perdere peso e forse … nel sistema neuromuscolare. Sempre negli States troviamo un’altra pillola miracolosa capace di far perdere i chili accumulati, è in grado di far bruciare qualcosa come 380 calorie al giorno, il suo nome è Nuratrim, appena lanciato in Gran Bretagna in pochissime ore ha superato le 50 mila ordinazioni: per una volta passiamo la palla di creduloni ai nativi d’oltre Manica! Composta da estratti di liquirizia e caffè verde tra le vip che hanno detto di aver avuto giovamento troviamo Mariah Carey, Kim Kardashian e Jennifer Aniston. Il creatore è un medico tedesco, il Dr. Alfred Hasslebache che ha detto: Nuratrim è una miscela unica d’ingredienti genuini, che hanno proprietà termogeniche che stimolano naturalmente il metabolismo del corpo imitando gli effetti di attività fisica; è stato ideato per aiutare tutti gli uomini e le donne in cerca di perdere peso in eccesso e controllare il loro appetito. E’ stato clinicamente dimostrato che la sua formula fa aumentare i livelli di energia, sopprime l’appetito e fa perdere peso. Come si fa a non credergli! Una confezione da 30 pillole costa 35 $ e va presa a colazione; fa bruciare le calorie di una corsa di 40 minuti. Gli inglesi hanno accusato il colpo e subito si sono fatti avanti con Allena, una pillola per sentirsi sazi e mangiare meno. Si tratta di compresse a base di alghe marine estratte dalla Laminaria (31 specie di alghe brune che condividono il nome comune di “fuco”) in grado di stimolare i sensori della fame posti sulle pareti dello stomaco, e di “ingannare” il cervello inviandogli segnali di sazietà. Sono da non confondere con le fave di fuca che è un prodotto farmaceutico appartenente alla categoria terapeutica dei lassativi, prodotto dalla Bayer. Forti dello studio della Harvard School of Public Health negli Stati Uniti che ha reso nota una ricerca secondo la quale, entro il 2015, ci saranno nel mondo due miliardi di persone in sovrappeso e più di 700 milioni di obesi anche dal nostro paese arrivano novità: i ricercatori dell’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli hanno messo a punto e sperimentato con successo un idrogelo in grado di assorbire fino ad un litro di acqua. Grazie al finanziamento del Miur e all’investimento di Quantica e di State Street, l’idrogelo superassorbente sarà prodotto in forma di polvere da alloggiare all’interno di capsule da ingerire prima dei pasti, seguite da due bicchieri d’acqua. L’ultima frontiera della pillola che fa dimagrire oggi si chiama Dimagenina, l’ingrediente funzionale è il glucomannano, cioè una fibra solubile (una gomma naturale cristallizzata), che ha la capacità di catturare acqua trasformandosi in un gel che contribuisce al senso di sazietà; l’ingestione continuativa di questi prodotti  ha come effetto però anche la riduzione dell’assorbimento di vitamine e sali minerali essenziali per l’organismo senza considerare l’interferenza con alcuni farmaci. Il prodotto è salito agli onori della cronaca più che per i suoi effetti “miracolosi” per lo “scivolone” che ha fatto l’azienda produttrice (la Lloyd Pharma) che ha definito il prodotto “dispositivo medico” senza avere le necessarie autorizzazioni, per chiamarsi così i dispositivi medici (per esempio, pacemaker o lenti a contatto), devono dimostrare la loro sicurezza ed efficacia grazie a studi clinici, come avviene per i farmaci e la loro pubblicizzazione deve essere autorizzata, ma questo non è avvenuto per la pillola della sazietà che continua a imperversare sulle pagine dei giornali giocando sul paragone ambiguo con il vero palloncino saziante (un dispositivo che viene applicato chirurgicamente nelle terapie antiobesità). Un prodotto invece approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) americana (il primo nuovo farmaco anti-obesità in 13 anni) si chiama Belviq ed è stata messa a punto dall’azienda Arena Pharmaceuticals Inc. E’ stata progettata per bloccare i segnali dell’appetito nel cervello, in modo da aiutare le persone a sentirsi appagate e sazie senza dover mangiare troppo cibo. Il farmaco deve essere interrotto dopo 12 settimane se il paziente non ha raggiunto la perdita di peso del 5% e comunque è indicata soltanto per adulti con che hanno almeno un problema di salute correlato all’obesità, come ipertensione, diabete di tipo 2 o colesterolo alto. Si tratta sicuramente di una trovata innovativa, ma come spesso accade in questi casi, non sono mancate le polemiche riguardo ai suoi possibili effetti collaterali: in particolare è indicata la possibilità che la pillola appena approvata possa causare tumori poichè già nel 2010 il prodotto era stato respinto dalla Fda, preoccupata per lo sviluppo di forme tumorali negli animali su cui era stata testata. A fugare ogni dubbio è la nuova documentazione fornita dall’azienda produttrice, in cui si sottolinea come il rischio d’insorgenza di tumori nell’uomo sia, al contrario, molto basso. Commercializzata da quest’anno i medici ne sconsigliano comunque l’uso alle donne in gravidanza o in fase di allattamento. David Katz ex direttore di studi medici in sanità pubblica presso la Scuola di Medicina di Yale, ed ex direttore di molteplici corsi presso le Scuole di Medicina di Yale, Salute pubblica, e infermieristica ricorda all’Associated Press che l’uomo “non ha difese naturali contro l’ingrassamento perché nella nostra storia evolutiva non ne avevamo mai avuto bisogno: avevamo dovuto lottare invece col problema opposto – la difficoltà di trovare da nutrirsi – ed è per questo che abbiamo sviluppato difese naturali contro la fame”. Per milioni di anni, insomma, il corpo umano è stato programmato per immagazzinare l’energia preziosa delle calorie nei grassi: è solo nell’ultimo secolo e mezzo che l’Occidente ha scoperto … il problema contrario.