PAOLO PAVONE
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PLURIMAE LEGES…

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242 Il caso del governatore di Bankitalia Ignazio Visco accusato a fine mandato di non aver adeguatamente vigilato su alcune banche fallite come Montepaschi di Siena, Etruria e Veneto Banca tanto per citarne alcune, credo ponga alcuni quesiti ad un normale cittadino. Il principale è: come mai non si ravvisano le responsabilità dei fallimenti a chi ha amministrato quelle banche con quei sotterfugi come ad esempio la scarsa trasparenza nell’emissione delle famose obbligazioni subordinate piazzate senza alcun scrupolo nei portafogli di migliaia di risparmiatori senza che fossero informati dei rischi cui andavano incontro, come rilevato dalla Consob? Ma chi doveva controllare la salute di questi istituti bancari non lo ha fatto in realtà o lo ha fatto senza che poi non si sono adottati provvedimenti o si è insabbiato tutto secondo l’italico vezzo? Sappiamo tutti come la politica sia sinonimo di gestione finanziaria e non salvaguardia del bene comune e allora non si comprende come la decisione di esautorare il governatore non implichi interessi meramente politici del tipo “il più pulito ha la rogna”. Dobbiamo allora assolvere per non aver commesso il fatto Il signor Zonin che è proprietario attualmente di un solo orticello avendo donato i suoi possedimenti alla progenie ed il papà della ministra Boschi per la forte amicizia con l’ex presidente del Consiglio? In Italia oltre la mancanza della certezza della pena esiste anche l’indulto allargato per i reati finanziari. Mai visto un dirigente dello Stato o di una Banca essere condannato per dissesto aziendale. Anzi! Spesso vengono accompagnati all’uscio con TFR milionari o addirittura promossi a più alte cariche o quanto meno rimessi in circolo in altre aziende da spolpare. Segue il caso ILVA che da una raffica di condanne in primo grado per inquinamento ambientale da amianto ad una raffica di assoluzioni con pene ridotte di molto per quei pochi rimasti nel registro dei condannati e si sa che l’ILVA in parte è pubblica(IRI) in parte privata(famiglia Riva). Inoltre se Visco viene accusato di omesso controllo è giusto che venga condannato non solo rimosso come va condannato chi doveva effettuare i controlli(medici, fisici, biologi) per l’inquinamento ambientale da amianto a Taranto. Di contro il caso ThyssenKrupp ove la Corte di Cassazione, invece, ha confermato la condanna per omicidio colposo plurimo ed omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro inflitta a sei dirigenti dell’azienda per il noto incidente avvenuto negli stabilimenti torinesi nella notte del 6 Dicembre 2007 che provocò la morte di sette operai. Qui la legge, nell’azienda “privata”, è stata ragionevolmente “inflessibile”. Ora si spera che dopo aver assolto e reintegrato il capostazione di Corato a Bari per il recente disastro ferroviario si mandino in galera gettando la chiave dirigenti della Ferrotramviaria che avrebbero “omesso collocazione di impianti e apparecchiature tecnologiche deputate alla protezione della marcia dei treni (Blocco Elettrico Automatico ovvero Blocco Conta Assi) idonei a prevenire ed evitare il disastro ferroviario”. Solo che qui il suolo è “pubblico”(sic!). Come andrebbero condannati i costruttori di strade che franano o di ponti che crollano o di ospedali di recente manufatto ma non con criteri antisismici, come accaduto nella nostra provincia teatina. Credo che nelle campagne pubblicitarie per il turismo nel nostro paese sia meglio sostituire il tricolore con una banana : rende meglio l’idea e si evita un ricorso per omissione dolosa di cautele!