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POTERE DI INTERDIZIONE

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Carlo Cottarelli ha elencato in un suo recente libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana” gli ostacoli che non permettono al nostro sistema economico di recuperare: l’evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza delle giustizia, il crollo demografico, il divario fra Nord e Sud, la difficoltà a convivere con l’euro. Ed in gran parte siamo d’accordo anche se trattasi talora di aspetti oramai connaturati e stantii come la questione meridionale e la connivenza con un sistema monetario impostoci come unica prerogativa unitaria nel sistema che ingloba economie a diversi ritmi. Il magistrato Carlo Nordio aggiunge a questi peccati l’ottavo, a suo giudizio di non minore importanza, cioè quello del “potere di interdizione”. In altre parole, spiega, qualsiasi progetto pensato, istruito e validato a livello nazionale governativo, potrebbe avere enormi difficoltà di attuazione se una sparuta minoranza si oppone scendendo in piazza o accampando diritti che trovano riscontro nella farraginosità delle leggi della nostra beneamata Costituzione. In Danimarca sono stati costruiti impianti di trattamento della nettezza urbana addirittura vicini a centri abitati con tutte le norme di sicurezza applicate. Qui da noi non è possibile costruire impianti neanche in zone isolate perché qualcuno si oppone. E siccome la nostra politica si basa essenzialmente sul consenso elettorale e non su progetti che farebbero bene al nostro paese ecco come tutto finisce nel limbo dell’attesa come d’altronde si evince dal fatto che molti fondi europei per le attività produttive non sono stati utilizzati dalle nostre “governance” per il semplice fatto che non si sono accordati sui beneficiari o in attesa di un distribuzione pre elettorale. E ascoltare il vice premier Di Maio che alla domanda del giornalista Telese per quale motivo si opponesse al TAP (Gasdotto Trans-Adriatico) in Puglia visto che comunque si tratterebbe di un approvvigionamento di energia pulita(gas) con tutela ambientale e risparmio per tutti i cittadini italiani, ha risposto che il sindaco di Meledugno è contrario all’opera e che comunque lui deve rispettare il volere dei cittadini; mi viene voglia di abbandonare questo paese dove i diritti delle minoranze, come recita nel suo libro “Troppi diritti” il Direttore del “Mattino” Alessandro Barbano, dettano legge nella progettualità di governo con ovvie ripercussioni sui diritti negati della maggioranza del paese. Siamo continuamente circondati ed ingabbiati da qualcuno che alzandosi al mattino rilevando nella cloaca del web che i vaccini possono causare autismo accomuna tutti quelli che la pensano come lui, vittime di una ignoranza senza fine e di una carenza metodologica nella ricerca della verità che comunque blocca l’operato della scienza perché anche qui “la politica viene prima della scienza” come ha detto il consigliere regionale pentastellato Davide Barillari dal quale il movimento prende le distanze ma che comunque non azzera il sospetto che il popolo pentastellato, eletto o elettore, si componga di cittadini vogliosi di abbattere un sistema senza purtroppo rendersi conto dei propri limiti e di quanto possano nuocere al bene comune atteggiamenti che dire avventati può sembrare un eufemismo. In linea teorica è giusto che la politica prevalga sulla scienza in quanto promozione dell’atto finale e se questa fornisce dati sul danno di una sostanza diffusa è chiaro che la politica debba promulgare alla popolazione misure che riducano il rischio di venirne a contatto. Ma non può mistificare i dati o il senso dell’allarme perché se è vero come in tutti gli interventi medici o umani ci possano essere effetti collaterali, l’eccezionalità di questi eventi non proibisce assolutamente l’esplicazione dei notevoli benefici che il provvedimento reca. E la politica non può e non deve assolutamente sostituire i dati sperimentali. Sono un reduce del ’68 e so benissimo cosa voglia dire abbattere un sistema senza sostituirlo almeno con uno diverso e se ci troviamo nei titoli di coda di un vecchio film è solo perché non ne conosciamo neanche il titolo. Ilaria Capua la ricercatrice emigrata in tutta fretta negli USA perché qui da noi accusata anche dall’attuale Ministro della Salute Grillo, di traffico internazionale di virus, rivelatosi poi del tutto inesistente, ha lanciato dal Centro di Eccellenza in Florida che dirige, un appello per fermare le “fake news” che girano come un’epidemia e che stanno minando la ricerca come peraltro il nesso “vaccini-autismo”. Abbiamo “espulso” la scienziata e nominato Giulia Grillo Ministro della Salute e qui il nesso appare evidente di come si possa distruggere senza costruire. E figuriamoci se non è stata mandata a quel paese da Prèsidi e Pediatri dopo che si è espressa per una “immunizzazione flessibile” che da medico non riesco a comprendere: o c’è l’obbligo o non c’è! Non possiamo aspettare l’insorgere di un focolaio epidemico che renda poi possibile la prevenzione vaccinale. L’autocertificazione della ministra da parte del genitore che iscrive il suo bambino a scuola non può essere paragonata a quella del livello di reddito per esenzione contributiva perché se questa non arreca danno se non all’erario, autocertificare una vaccinazione non eseguita mette in pericolo la salute di altri bambini. L’autocertificazione confligge con le leggi sanitarie perché affidarsi all’onestà dei singoli è un rischio inaccettabile. Per non parlare di quali e quanti scempi hanno procurato i cosiddetti “ecologisti”, si passi il termine inappropriato, perché la vera ecologia sempre al passo con i progressi non è altro che una bilancia perfetta che misura i vantaggi e gli svantaggi “a prescindere”. Se devo costruire una strada che riduca il traffico cittadino carico di smog non posso essere bloccato perché incide su un albero secolare o su una piccola area verde. Se ho bisogno di energia si sceglierà la meno dannosa ma questo non vuol dire no al nucleare che se ben gestito ha un ottimo rendimento, si attui una politica che favorisca l’eolico o le centrali termoelettriche e pannelli solari che sfruttano la luce del sole e si convenga alle più adeguate location. Cosa vuol dire nei pannelli indicatori dei paesi “comune denuclearizzato”? Che l’amministrazione è molto osservante la deriva ecologica che magari compra energia ad alto prezzo se non investe in carbone o petrolio la fonte energetica. Infatti compriamo energia dalla contigua Francia che appena oltralpe possiede quaranta centrali nucleari, con l’Inghilterra che ha il più basso costo di energia tanto è vero anche il riscaldamento invernale spesso è elettrico. E la deriva ecologica si oppone all’uso degli Ogm che peraltro noi non possiamo coltivare ma stranamente possiamo importare prodotti fatti con ogm da altri paesi, come il vino francese che ha modificato con radici ogm, più resistenti ai parassiti, i vigneti col risultato di utilizzare un quarto dei pesticidi che usiamo noi. Atteggiamento questo che ha fatto infuriare anche scienziati come Elena Cattaneo o il compianto Umberto Veronesi. Frutto questo della critica sessantottina alla “scienza borghese, strumento di alienazione e sopraffazione dell’uomo”. Si perché le multinazionali sono cattive, Internet ci spia e impone le sue scelte, il nucleare ci uccide in culla, secondo un mitologia che certamente è passatista e distratta su alcuni fenomeni che certamente sarebbero da evitare come il notevole traffico aereo con vettori che bruciano un litro di kerosene ogni 5-8 secondi o da promuovere se gli ogm hanno permesso di sfamare mezzo mondo coltivati in zone difficili, altro che la bontà dell’orto del nonno. Come l’omeopatia dei salotti buoni, contro la barbarie degli antibiotici o dei chemioterapici, che non appare mai validata scientificamente da studi riproducibili. E perché non approvare il TAV la tratta ad alta velocità Torino-Lione che favorirebbe con l’energia pulita il traffico fra noi e il nord Europa? Perché ci sono da proteggere il verde della valle e le mucche al pascolo, perché l’opera imbarbarisce il paesaggio come se non si sono fatte autostrade che attraversano boschi e valli e la cosa peggiore che potessero fare i pentastellati è stata quella di nominare una commissione di esperti per valutare costi-benefici dell’opera oramai a buon punto, nonostante siano state utilizzate altre commissioni a riguardo con risultati positivi. Perché gli “esperti” non dovrebbero avere nessun potere interdittivo in quanto sempre, e sottolineo sempre, di parte. Allora la scelta se proseguire l’opera può essere solo politica se guardare al futuro o ai capricci e ai voti dei valsusini come quelli di Meledugno. E i 5stelle che peraltro hanno anche buone idee dovrebbero stare attenti a queste derive revansciste d’antan che hanno provocato nel tempo tanti danni all’economia nel corso degli anni come il crollo demografico, il blocco del turn over, la deriva globalista del potere delle elite, la destrutturazione della democrazia. Non esiste nessun progresso che non meriti un controllo e una manutenzione successiva! Impariamo ad usare bene le nostre fortune perché di web o di nucleare, di mobilità si può vivere ma anche morire!