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RAPPORTO CENSIS

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Il Censis comunica dati inesorabili sulla nostra attuale condizione di vita sociale con un buon 84% degli italiani che schifano la politica mentre si registra un record di votanti, addirittura 45 milioni, per il Grande Fratello televisivo. E perché dovrebbe essere diversamente? Nell’era dei “selfie”, delle identificazioni mitiche, della rincorsa al senso dell’autostima virtuale, del compiacimento verso similitudini con personaggi alla ribalta che nulla hanno da insegnare se non oltre la sterile apparenza o appartenenza perché ci si dovrebbe impegnare in terreni minati ove la regola del prevalere ha raggiunto limiti impensabili ben oltre la conservazione della specie? Ce n’è voluto di tempo affinché i nostri connazionali realizzassero il vallo profondo fra chi doveva difendere i diritti dei cittadini e chi difendeva solo in realtà solo gli interessi propri come le prebende non rivelate delle alte cariche sindacali e tutti i privilegi dei partiti e dei parlamentari. Speravo che ciò fosse avvenuto molto prima ma come si sa gli italiani sono sempre vissuti nella speranza di racimolare qualcosa per conto proprio infischiandosene del vicino di banco ma ora che questo non c’è più perché emigrato si ritrovano soli nella “sola” ed incominciano a ribellarsi ma non coi forconi perché fanno sudare bensì col metodo democratico della delegittimazione collettiva elettorale e con la beffa aggiuntiva della preferenza votante verso personaggi che rappresentano o hanno rappresentato riferimenti gloriosamente ed unicamente estetici ma che hanno messo a nudo le loro debolezze umane relazionali e nelle semplici attività quotidiane creando quel nesso spiritual-empatico con chi non può permettersi le luci del palcoscenico. Ma come si fa a non perdere la bussola quando si ascoltano sproloqui insensati di chi ci dovrebbe rappresentare in un nugolo di fandonie, false promesse, improvvidi rimedi che perfino una massaia è giunta a fare di conto? Come la nostra società sia mutata nel tempo dal “monocolore”(ricordate la DC?) degli anni ’70-80 al multicromatismo attuale ove anche le regole sono pluricostituzionali ci siamo resi conto che la gestione politica pur mutando colore applica la stessa regola, quella che Raffaele Simone nel suo pamphlet sulla morte della democrazia enfatizza nel tradimento del delegato verso i deleganti. Infatti le tasse non si abbassano mentre il debito pubblico si alza, i servizi deperiscono sempre di più con mezzi pubblici sempre più desueti e non all’altezza, sanità allo sbando con risorse al lumicino con cittadini costretti in ospedale a portarsi anche il letto da casa per non parlare dello scarso approvvigionamento dei farmaci, lunghe liste d’attesa diagnostica per una popolazione che invecchia sempre più, forze dell’ordine impedite a svolgere il ruolo che compete loro con l’introduzione del reato di tortura che li vieta di arrecare danno al delinquente anche in flagranza di reato, tribunali aperti a processare gli aventi diritto, come all’autodifesa (legge ferma nei cassetti), ma chiusi per gli artefici dei delitti dallo stupro, allo spaccio, all’omicidio specie se di provenienza extracomunitaria, col carcere di massima sicurezza (giusto!) solo per un esponente degli Spada ad Ostia e per una frattura nasale al giornalista ma non per altri soggetti che uccidono a picconate i nostri connazionali rei di andare al lavoro la mattina presto ma di non essere reporter di nessuna “testata”. E che dire della scarsa fiducia degli italiani verso una magistratura che, ben lungi dall’essere imparziale, è oramai diventata scuola “politica” che fornisce i suoi migliori allievi da investire nelle cariche pubbliche come i Di Pietro, gli Emiliano, i De Magistris, i Grasso che non mentiscono affatto la loro appartenenza? O come apprendo dai giornali il procuratore di Arezzo Roberto Rossi che dopo aver iscritto nel registro degli indagati Pier Luigi Boschi ne chiede l’archiviazione dopo essere stato applicato con un incarico extragiudiziale nel 2013 presso la presidenza del Consiglio, alias stanza dei bottoni? Ed i magistrati che entrano ed escono dalla politica, che colmano i vuoti politici con interpretazioni molto personalistiche, sono una delle piaghe più sanguinanti della nostra giustizia salvando ovviamente tutti quei magistrati che nel silenzio sacrificale della loro attività permettono ancora quel mantra scritto nelle aule dei tribunali “La legge è uguale per tutti”. Ma il Censis va oltre descrivendo addirittura il “vuoto di aspirazioni” o la rincorsa al “mito del posto fisso” ed il conseguente “rancore” che alberga nella mente dei nostri concittadini. Ed il rapporto individua la causa di tutto ciò: “l’immaginario collettivo ha perso la sua forza propulsiva”. Allucinante! Se si è arrivati all’immaginario collettivo innanzitutto è perché tutte le regole sociali sono profondamente mutate “in peius” mancando qualsivoglia certezza di un futuro desiderabile e decretando la morte della “forza propulsiva” e dell’”ascensore sociale”. Certo una volta allevando due maiali e vendendoli ci si poteva permettere di pagare i muratori che costruivano la propria abitazione; ora i maiali li alleviamo lo stesso ma loro ci vendono e della casa nemmeno l’ombra. Le industrie chiudono, altre delocalizzano, artigiani ed operai sono in via di estinzione, e quelli che ci sono, sono in gran parte extracomunitari, i cervelli vanno all’estero mentre importiamo bassa manovalanza, le grandi città esplodono anche per interi quartieri “deitalianizzati”, terremoti alluvioni, situazione idrogeologica allarmante con ponti che crollano, slavine che uccidono, terremoti che distruggono. Se questo sono stati i risultati della nostra democrazia meglio la dittatura missilistica del dittatore nordcoreano: almeno di lui qualcuno teme. Altrimenti non ci resta che invocare l’impossibilità di una compagine governativa, come in Belgio ove le cose vanno meglio o come insegna Napoli ove per un guasto dei semafori in zona stazione, il traffico è diventato più ordinato, le code si dissolvono e gli ingorghi evaporano per ritornare appena si riaccendono le “traffic light”. C’è da riflettere!