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RESTITUZIONE TASSE CRATERE L’AQUILA

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“ANCI Abruzzo esprime solidarietà e vicinanza all’azione dei Comuni e aderisce alla manifestazione dI oggi 16 aprile a L’ Aquila.

Sostiene i Sindaci del cratere che promuovono un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la notifica della Commissione europea della Procedura di Infrazione della concessione dei vantaggi fiscali”.

Su questa linea ANCI Abruzzo esprime solidarietà ai Sindaci del cratere ed aderisce alla loro richiesta di azione al Governo italiano. ANCI aderisce alla manifestazione indetta da parte di tutte le forze sociali, politiche ed imprenditoriali dei Comuni interessati, lunedì 16 aprile a L’Aquila, per ribadire con forza la necessità e l’urgenza di una soluzione per la comunità tutta.  Nell’aprile 2009, anno del sisma aquilano, il Governo sospese tasse, tributi e contributi nei Comuni del cratere sismico; i Comuni interessati ottennero una sospensione di 18 mesi del pagamento e un recupero di quanto non versato con 10 anni di rateizzazione ed un abbattimento del 60 per cento.  Successivamente la Corte di Giustizia e la Commissione europea hanno provveduto a notificare una Procedura di infrazione, in quanto il Governo aveva concesso vantaggi fiscali senza tuttavia notificare l’intervento alla Commissione e senza rispettare i regolamenti comunitari. É stato quindi nominato un Commissario da parte del Governo con l’intento di recuperare la quota eccedente per ogni singola azienda, calcolando i danni subiti e i benefici ricevuti dai provvedimenti di ricostruzione, aggiungendo i benefici derivati dall’abbattimento delle tasse; la quota risultante eccedente dovrà essere restituita per intero e maggiorata degli interessi, in una sola rata, entro 60 giorni. Il volume calcolato per questa procedura è di circa 75 milioni di euro e la restituzione interessa circa 320 imprese e persone fisiche.  Molte imprese non hanno queste risorse e falliranno, e per tutte si creerà un drammatico problema di bilancio e di perdita di posti di lavoro. Per questo la Regione, i Comuni e le Imprese hanno promosso  un ricorso ed hanno indicato una soluzione di compromesso: nel provvedimento della Commissione europea è prevista l’esclusione del recupero nei limiti del “de minimis”, cioè per contributi inferiori ai 200.000 euro. Nel periodo del sisma e per tutto il 2011 l’Europa applicò il “Temporary Framework”, alzando la soglia del de minimis a 500.000 euro. Tuttavia, il Governo italiano ha individuato, nel provvedimento di recupero, come soglia quella dei 200.000 euro, attenendosi alla Legge di Bilancio i cui effetti si manifestarono il 1 Gennaio 2012, giorno di cessazione degli effetti del Temporary Framework.  I Sindaci chiedono quindi che il Governo modifichi l’atto con cui ha dato al Commissario l’indirizzo di recupero precisando l’applicazione del TF a 500.000 euro, nel tentativo di ridurre la dimensione del danno.