PAOLO PAVONE
banner_dolcevita
banner ruggeri
banner D'ANGELO 1
banner delizie 1
Unknown-1

RIFLESSI VITALI

By  |  0 Comments

Siamo tornati ai riflessi ancestrali ed immediati, quelli che sono a difesa della sopravvivenza come il chiudere gli occhi di fronte ad una luce accecante o allontanare repentinamente la mano dal fuoco se siamo troppo in sua prossimità. In pratica riflessi che partono dalla parte più antica del cervello in senso evoluzionistico: l’archicerebello. E purtroppo non si tratta di una conquista a mentire un sano ritorno ad un modo più semplice e naturale di vita. Si tratta della più allarmante retrocessione del pensiero espresso da una macchina cerebrale ad oggi composta da tanti piccoli circuiti non connessi tra loro invece che officina di una grande rete. Basta vedere le immediate, asincrone, inutili, scioccanti reazioni a qualsiasi evento di personaggi cui abbiamo delegato la salvaguardia della nostra vita e delle nostre relazioni civili e sociali. Prendiamo il Festival sanremese una volta kermesse della canzone nostrana divenuto ricettacolo politicamente corretto con conduttori e conduttrici che invece di presentare cantanti esprimono monologhi ideologizzati a contenuto sociale e se il povero Tiziano Ferro li invita alla moderazione “spaziale” perché vorrebbero cantare in serata e non in ore antelucane lo showman Fiorello si imbestialisce e minaccia di abbandonare il festival che invera in maniera impietosa il “Panem et circenses” tanto gradito dalle italiche masse ridotte alla pura tifoseria purché “non pensino”. Tragedia sui binari: un “Frecciarossa” deraglia in quel di Lodi. Reazioni immediate: L’Alta velocità sui binari è pericolosa tanto per abbattere la Tav senza sapere che può essere anche fonte di ricchezza; la manutenzione è scarsa perché i tempi per essa sono stretti, colpevole chi ha aumentato il traffico; i sindacati senza conoscere la causa del disastro indicono uno sciopero non si sa bene contro chi e se fosse l’errore umano di un operaio negligente? A disastro aggiungono i disagi dei cittadini che su muovono su rotaia. E se putacaso fosse solo un errore della tecnologia come avvenuto per il Boeing 737max ed altri casi similari? Torniamo alla pila di Volta? Non è meglio indagare per scoprire l’errore e poi provvedere ad eliminarlo come si afferma in natura ed in tutto il mondo scientifico e come lo stesso progresso insegna? E l’esperienza non è forse costituita dagli errori più che dalle certezze? Il Corona virus uccide: allarme pandemia che sfocia nel panico con mascherine filtranti introvabili nelle nostre farmacie con eventuali rischi di contagio basso dalle nostre parti con un minimo di accortezza igienica. Ma si è scatenato il finimondo con l’ISS che invita semplicemente alla prudenza ma con una classe politica che si immerge nell’evento per incanalare acqua al loro multino che se non ha dello “squallido ed indescrivibile” non so quale altro eufemismo impiegare. Il focolaio d’origine è cinese unica cosa certa. Le reazioni: la Cina sta pagando il suo essere un regime che nasconde gli eventi che posso turbare la quiete pubblica fino allo scoppio del bubbone; rivedere i rapporti turistici e commerciali con l’impero del dragone; boicottare le cineserie commerciali a partire dai ristoranti; dall’altra ci si fa riprendere stringendo mani ai cinesi che vivono in Italia criticando le quarantene di 14gg per evitare la spinta cosiddetta razzista; abbiamo isolato allo “Spallanzani” di Roma il coronavirus e giù propaganda come se altri laboratori non potessero farlo ma a noi va bene così perché bisognava riportare all’attenzione pubblica il problema della “Ricerca” così umiliata e malpagata in Italia e soprattutto il ruolo femminile come non fossero esempi di rispetto della figura femminile la Von der Layen o la Christine Lagarde o la direttrice del CERN di Ginevra Fabiola Giannotti. Il problema della ricerca in Italia non sono gli stipendi bassi dei suoi ricercatori ma la corruttela dei nostri cari professori universitari che spesso facendosi pagare parcelle fumanti non disdegnano l’impianto di valvole cardiache sudamericane di pochi spiccioli e di quanto sia preoccupante la familiopoli universitaria a scapito del vero genio italico costretto ad espatriare fregandosene della meritocrazia mai applicata alle nostre latitudini. Di fronte questa emergenza cosa vuole il popolo del “Panem et circenses”? Che si assumano altri ricercatori e allora proclami per migliaia di assunzioni e chissenefrega se non ci sono fondi, se tutto rimane sulla carta, se più che “normalizzare” il sistema verso paradigmi più civili si continua ad allattare la scrofa insaziabile. Oggi la politica si fa solo su sensazione ed emotività e se non sei sui mass media puoi ancora stare nella casa di cartone da antico terremotato, e se non sei immigrato illegalmente non puoi avere neanche la facilitazione per un alloggio popolare. Ma chi se ne accorge se destini fondi cospicui per la manutenzione della rete dei binari ferroviari? Finché la barca va, fino al prossimo “scambio aperto”!

Arcadio Damiani