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#RISCATTIAMOBUSSI

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Il 9 giugno, presso l’Auditorium Petruzzi, in via delle Caserme a Pescara, sono stati presentati i tre progetti, vagliati da un’apposita giuria, per la Premiazione del Contest di Idee #RiscattiamoBussi, ideato dal M5S Abruzzo, per la riconversione e riqualificazione del S.I.N. di Bussi sul Tirino. Domenico Pettinari, Consigliere Regionale M5S, ha preso la parola dando via all’incontro:“Bussi è una delle discariche tossiche più imponenti di Europa e per molti anni nessuno ha fatto nulla e ancora più grave e che le Istituzioni si sono voltate dall’altra parte ed è solo grazie alla magistratura, che si è sostituita allo Stato, che il problema è stato denunciato. Grande fallimento, ma ricerca della verità ancora una volta per opera delle forze dell’ordine con la magistratura e il corpo forestale dello stato, con a capo il defunto generale Guido Conti, che hanno combattuto e lavorato per ricercare la verità. Ma non è possibile più agire in questo modo, sono le forze politiche che devono intervenire con accanto le forze dell’ordine e la magistratura, e, come comunità, dobbiamo assumerci le responsabilità di denunciare. Per decenni sono stati interrati rifiuti tossici e non è possibile che nessuno se ne sia accorto. Bisogna insegnare che non è più possibile girarsi dall’altra parte. In questo caso la denuncia è coraggio e dobbiamo educare alla legalità tutti ed in particolare le nuove generazioni. Sicuramente in quei luoghi qualcuno si è ammalato per i rifiuti tossici ed è grave che le persone si ammalano senza che gli altri se ne accorgano. Ma con la denunzia abbiamo anche la proposta per far partire la bonifica nel sito dove oggi ancora sono interrati rifiuti tossici. La fase della proposta è partita con la realizzazione di un documentario, per non dimenticare, e da quello poi ci si è proiettati nel futuro intercettando le migliori professionalità di giovani e meno giovani architetti, ingegneri e geologi, per scrivere il futuro della nostra terra. Alla denuncia bisogna sempre far seguire una proposta con un progetto sostenibile per quel territorio”. Molti sono stati i progetti presentati e la giuria, appositamente designata, costituita dai Professori: Massimo Angrilli, Ettore Vadini, Sergio Rusi, il Dott. Massimo Colonna e l’Ing. Giuseppe Totaro, li ha valutati e ne ha scelto cinque di cui tre premiati. Il premi di € 3.500 per il primo classificato, € 1.000 per il secondo e € 500 per il terzo, sono stati finanziati attingendo dal fondo che i Consiglieri regionali abruzzesi, Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri, hanno accumulato con il taglio delle loro indennità. Presente in Sala il comandante Donato Spagnoli del Corpo Forestale dello Stato che ha lavorato con il generale Guido Conti per la scoperta e la verifica del sito contaminato. È stato proiettato il docufilm “Cent’anni di veleni” prodotto dal regista Walter Nanni, dove sono stati raccontati la storia degli ultimi 100 anni di quella splendida terra e il disastro provocato dalle mani dell’uomo e avallato dall’incuria della politica. Il documentario è stato prodotto anche grazie all’intervista esclusiva al geologo ed informatore scientifico del CNR Mario Tozzi e alle rivelazioni del giornalista de Il Fatto Quotidiano Antonio Massari. La commissione giudicatrice ha spiegato i criteri di valutazione adottati e sono stati nominati i cinque progetti arrivati in finale di cui i primi tre premiati. I professionisti premiati sono stati: prima classificata arch. Giulia Marcucci, secondo arch. Michele Pescatore, terza arch. Laura Scottino. Tutti i progetti hanno avuto come obiettivo la sostenibilità e fattibilità dello stesso. Il progetto che ha avuto il primo premio, Da Cosa Nasce Cosa, si è basato sulla fitodepurazione con una specie di “contrappasso”, come ha detto l’arch. Progettista Giulia Marcucci, per cui chi ha inquinato e sporcato deve rendere vivibile il sito. Ha concluso l’incontro la consigliera M5S Sara Marcozzi che ha dichiarato che il progetto vincente sarà inserito nella programmazione del M5S Abruzzo per le prossime elezioni regionali e sarà portato al Ministero dell’Ambiente per inserirlo nei piani di salvaguardia del territorio.

Arch. Maria Luisa Abate

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