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DA ROMA A TORINO, IL TALENT LETTERARIO DELLA SCRITTURA!

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Romano, attore, neo papà, è Patrizio Cossa il vincitore della terza edizione di Incipit Offresi, il talent letterario per aspiranti scrittori ideato dalla Fondazione ECM Biblioteca Archimede di Settimo Torinese in sinergia con Regione Piemonte. “La recluta e il Molise” è il titolo dell’incipit con cui Patrizio si è aggiudicato il primo posto al concorso letterario conclusosi sabato scorso, al Salone del Libro di Torino. Poche righe che sono bastate per convincere pubblico e giuria tecnica e decretare il giovane aspirante scrittore arrivato da Roma il migliore tra i 120 partecipanti al concorso. Al secondo posto è arrivato Aldo Simeone, torinese, con l’incipit dal titolo: “Per chi è la notte?”. Il premio Lavazza se l’è aggiudicato Shara Guandalini, da Roma, con l’incipit comico-umortistico “Wondergiggi”, mentre il più gradito dal popolo del web è stato il torinese Andrea Fantoli, aggiudicatosi il premio La Stampa – Tutto Libri grazie al suo incipit: “Una sposa”. Una gara divertente, allegra e molto partecipata grazie al pubblico attentissimo che ha riempito gli spalti dell’Arena Piemonte e sostenuto, fino alla fine, i propri preferiti.

Dall’incipit vincitore “La recluta e il Molise” di Patrizio Cossa:

“Ma dove cazzo sono finito?” Cartina alla mano, occhiali da sole calati sul naso e camicia completamente sudata, la recluta Francesco Lupini si aggirava per le strade a lui sconosciute. Si accostò vedendo due signore sedute su delle sedie di paglia, spense il motore del Pandino verde bottiglie, tirò fuori la testa dal finestrino a manovella e chiese: “Scusate, per Roccamandolfi?”. Le signore si guardarono, guardarono la recluta Francesco Lupini, si guardarono di nuovo, Lupini guardò loro, si guardò da solo e attese. Poi la signora più anziana delle due chiese a sua volta: “Di chi si’ figl tu?”. Silenzio. “Come scusi?”, “Mena me’, di chi si’ figl tu?”. Silenzio. La recluta Francesco Lupini fece un cenno di saluto con la testa, sorrise e si allontanò sgommando verso la strada. Sul cartello semi nascosto da un grosso ramo di un albero non tagliato alle sue spalle c’era una scritta bianca: “Benvenuti in Molise”.