banner OXI
banner ruggeri
banner D'ANGELO 1
banner delizie 1
Unknown-1

SCEMPIO DELLA CULTURA

By  |  0 Comments

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Stiamo vivendo una vera e propria catastrofe culturale mai verificatasi nel passato. Le agorà, le accademie, i circoli, i caffè letterari, i cenacoli, i convivi, la stessa Università, rappresentavano luoghi ove si celebrava la dialettica del confronto nell’affannosa ricerca una possibile ed accettabile verità, plausibile al momento ma non per questo eterna. C’erano le correnti di pensiero come insegnavano i filosofi antichi, da Talete all’esistenzialismo, dai cinici agli epicurei, agli eclettici ed in ognuno di esse un frammento di verità che introduceva il “dubbio”, molto meno pericoloso di una verità assoluta che fomenta solo una predominante e tirannica ideologia, tranne la Verità divina, assoluta in sé, ma che si può prendere o lasciare avendo la scelta di non sottoporvisi. E molte delle scelte politiche attuali, come scuole uniformate e di basso livello formativo, università aperte a tutti spesso come aree di parcheggio, togliere il voto dalla scuola perché troppo discriminante, pretendere una laurea per poter eccedere a posti di dirigenza tecnica con relative competenze sarebbe troppo discriminante, perché in fondo un soggetto con licenza elementare potrebbe gestire meglio di uno con tre lauree. Giusto! Ed allora dovremmo chiederci perché l’Università dà una laurea a chi ha meno intelligenza applicativa di un licenziato elementare! Ed è quello che succede ovunque anche a livello di alte istituzioni ove il curriculum formativo si ferma egregiamente alle enclave dei partiti e delle organizzazioni sindacali con non laureati che imperversano ovunque dal ministero dell’Istruzione come l’ex ministra Fedeli o l’ex ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco con licenza della media inferiore. Per non parlare dell’attuale ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, questa volta laureato in educazione fisica, che ha deciso di non contrastare l’abolizione del tema di storia dall’esame di maturità, idea partorita dall’ex ministro Valeria Fedeli, storia trascurata dagli studenti per l’equivoco che si tratti di puro nozionismo, mentre il bocconiano Bonisoli quale ministro dei Beni Culturali vorrebbe abolire l’insegnamento della storia dell’arte (in Italia??) nella scuola perché ha detto “al liceo per me era una pena!”; non solo ma è anche certo che il “Grande Fratello” sia cultura. Allora se tutto è cultura ovviamente nulla è cultura! Che bel governo di competenti! Governo che combatte il copyright e l’editoria cartacea per servire gli interessi globali dei giganti del web. Ed è proprio questa la “sottocultura social” col tentativo di Bonisoli di obliare la letteratura classica per esaltare gli “youtuber”. Ed è molto simile all’ideologia di Mao Tse Tung che nella sua “rivoluzione culturale” fomentava i giovani a picchiare ed insultare i vecchi dirigenti comunisti obbligando i laureati e gli scienziati a rieducarsi andando a lavorare la terra con i contadini affidando proprio a questi, d’altro lato, la produzione dell’acciaio in forni rudimentali di cui i poveretti non sapevano niente. E sappiamo come un simile esperimento fu catastrofico in ambito economico e sociale con migliaia di morti. Ed è proprio per questo che la storia va tolta di mezzo perché cozza con questo eterno presente senza forma, identità e competenza. Ma i frutti si vedono ovviamente lo stesso perché se tutti sanno di tutto e soprattutto se a questi analfabeti funzionali viene permesso di esprimersi nel mondo dei social media la confusione regna sovrana e perché se viene meno il metodo scientifico della prova e di decenni di ricerche rigorose allora non sappiamo se i vaccini fanno bene o sono dannosi (i vaccini hanno risolto grandi problemi all’intera umanità), se l’energia nucleare sia pulita o meno, se il motore diesel inquina più del benzina o dell’elettrico, se siano utili le grandi opere infrastrutturali come la TAV o il TAP, tenere in vita aziende come l’Ilva, se impedire l’impianto del Muos ( sistema di difesa satellitare ) sia vantaggioso o meno. Questa è una mentalità creata ad arte e contro lo studio, il sapere, la cultura e la meritocrazia. Ma come siamo arrivati a questa nemesi culturale? Semplicemente indottrinando i giovani, tenendo a bada ed indottrinando anche gli insegnanti che devono eseguire pedissequamente i dettami e le procedure stabilite dall’alto. Ed è qui che si costruisce il moloch didattico-informativo che a tutto mira meno che a creare uno spirito critico ed un pensiero libero ai giovani che solo in una trascurabile percentuale si avvalgono di una cultura propria invocata da famiglie benestanti e culturalmente liberali. Alla fine questa trascurabile minoranza non si lascia coinvolgere in assetti prestabiliti e schiavizzanti ma scelgono la loro via imprenditoriale o emigrano verso quei paesi esportando la nostra preziosa cultura in quei consessi nazionali ove vige il rispetto per l’umana intelligenza, in altre parole, la meritocrazia, molto malvista, in quanto ingestibile, dalle nostre parti. Un vero peccato! Una volta esportavamo braccia per le miniere oggi ci espropriamo di cervelli allenati! Chapeau! Ed infatti tutti sono interessati ad accrescere il corpaccione dei docenti (portano consenso) senza minimamente capire se sono in grado di trasmettere l’amore e la passione verso la materia di studio ma degli studenti a chi importa? Importante è “indottrinarli” alla meno peggio con digital device al posto del libro, imprescindibile mezzo di riflessione. E tutto orbita attorno ai temi caldi attuali come il problema immigrazione ma non secondo una vera disamina del fenomeno che talora ha tratti angoscianti sia per il profugo che per chi lo accoglie. No, il battage propagandistico si svolge secondo l’unico filone del “politicamente corretto”. Alcuni libri in uso nelle scuole medie inferiori e alle elementari si sforzano di affermare che la globalizzazione sia un fenomeno ineluttabile ed è da folli contrastarlo. E propongono l’insegnamento delle lingue straniere fin da tenera età come “progetto politico” cioè formare individui che non sono più italiani, sardi lombardi o veneti, ma “europei”, in altre parole senza radici. Ma se un bambino nasce in Italia è per necessità anche europeo ma non come si vuole cioè “europeizzato” e qui sta il punto. Cioè un uomo nuovo, senza identità culturale privato delle sue origini, sostanzialmente “neutro”. Da brivido! E molti libri in uso alle scuole trattano i temi più scottanti con particolare evidenza sui benefici dell’accoglienza, delle famiglie allargate, delle teorie gender, dell’inutilità del credo religioso, e dell’aborto come una vera conquista di civiltà, dell’Islam come religione di pace, tranne poi assistere alle fini atroci dei cristiani in quei paesi, di cui ovviamente non si fa menzione nei libri in uso, o della grande prova di civiltà del governo pakistano che si è piegato al furor di popolo così pacifico che vuole la condanna a morte di Asia Bibi mamma cristiana di 5 figli tenuta in prigione 8 anni per blasfemia, solo per aver scelto la religione cristiana e di recente liberata dalla corte di giustizia ma al momento ancora segregata per amore di questi fratelli musulmani. Non solo, ma Guido Baldi, celebre studioso, sostiene che in classe si dovrebbero leggere i romanzi di Elena Ferrante e Roberto Saviano, oltre al best seller di Michele Serra “Gli sdraiati”, oltre che elogiare le gesta del sindaco di Riace che tanto ha prodotto in merito al rispetto della nostra Costituzione. E se la sinistra segnala testi sgraditi, l’editore è costretto a modificarli come accaduto quando è stata usata la parola “clandestino” per il profugo la cui permanenza nel nostro Paese non era autorizzata dalla legge e subito sostituita dal “richiedente asilo” perché in fuga da violenza e guerre. E a pretendere correzioni sono stati esponenti dem, militanti di Baobab, scrittori “impegnati” e l’associazione Asgi (Associazione studi giuridici sull‘immigrazione) finanziata pure da George Soros. Da spiegare il paradosso Tunisia ove l’economia vola (inflazione, Pil e lavoro meglio che in Italia) ma è boom di profughi. Un testo di storia alle scuole medie edito da Mondadori e scritto da Vittoria Calvani riporta che beduini e ragazze dell’harem potevano godere di una vita straordinaria mentre i monaci benedettini erano dei poveracci costretti ad un’esistenza atroce. Alla faccia! E se vuoi “libri onesti” rischi di passare per amante della svastica. E mentre l’ateneo di Pavia contesta l’arrivo del ministro leghista Centinaio, l’Università di Potenza abbraccia Gino Strada. Ed in Italia stanno sparendo anche le scuole cattoliche che nell’ultimo anno hanno visto la chiusura di 304 istituti paritari riducendosi la libertà di scelta da parte delle famiglie. Riscrive E la stessa Rai col suo canale tematico appare ideologizzata riscrivendo la storia dell’identità nazionale spalleggiando la battaglia di chi è stato incapace di gestire la globalizzazione ed esaltando il cosmopolitismo oltre che denigrare il patriottismo con le sue identità nazionali. Ed è difficile farsi largo anche per la scienza come accaduto al neuroscienziato Giovanni Serpelloni che ha presentato una comunicazione alla comunità di San Patrignano sulla pericolosità della cannabis light che sebbene legale, andrebbe vietata e non dico delle polemiche che ha suscitato. E come accaduto all’autorevole studiosa Lisa Litman che ha presentato uno studio sulla disforia di genere ad insorgenza rapida concludendo che il contagio sociale tra pari cioè l’influenza degli amici e del contesto possa spingere i più giovani ad identificarsi come transgender con gli attivisti Lgbt che hanno attaccato la studiosa per le sue conclusioni in quanto pur affermando che il genere è un costrutto sociale che non dipende dalla biologia ma da numerosi altri fattori, ma  solo se questi portano acqua al loro mulino. E cento professori inglesi denunciano il rischio della libertà di ricerca perché è quasi impossibile fare indagini serie sui disturbi dell’identità sessuale ed alla prima accusa di “transfobia” si viene scaricati da atenei e riviste accademiche. E come successo alla giornalista e scrittrice oltre che medico Silvana De Mari denunciata e messa a processo per aver affermato da studi scientifici come l’omosessualità sia alla base di disturbi e delle infezioni della sfera genitale e rettale. E a Caravaggio nel bergamasco le diocesi aprono un tavolo di confronto con le comunità cattoliche Lgbt con lo sdegno dei parrocchiani che riportano come su questi temi il catechismo dica altre cose. Ma tant’è! Oramai è guerra aperta perché anche una semplice preghiera sta diventando “trasgressiva”. Ma se lo diciamo e lo scriviamo almeno i posteri potranno dare testimonianza della nostra avvedutezza non condannandoci postumi per “omissione” e di egoismo minimalista.

Arcadio Damiani