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SESSO “ESTREMO”

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Il sesso come lo si intende oggi non è più inteso come binomia del genere anatomico nel senso maschile-femminile né più come forza propulsiva alla continuazione della specie, bensì come solo idea che, perdendo i suoi connotati ben definiti, diviene “fluida” nell’appartenenza e ridotto a natura puramente ludica da invocare alla bisogna secondo il raggiungimento di quei diritti consacrati di cui l’orgasmo non può non farne parte. Sembra questione di non primaria importanza da relegare in un ambito privato e psico-evolutivo; in realtà non è così data la grande discussione che la fa da padrone a tutte le ore e in tutti i canali politico mediatici cui stiamo assistendo ponendo in secondo piano tutte le altre necessità gravi ed imperanti che ci pervadono come l’economia globalizzata, la scarsità e il mutamento del lavoro, i problemi climatici cui dobbiamo adattarci e che solo in parte possiamo risolvere. La teoria del gender nata nel dopoguerra ed adeguatamente foraggiata da élite ricche di risorse sta invadendo in ritardo anche il nostro Paese da sempre più legato a radici giudaico cristiane che ad uno spinto e laico protestantesimo. Ma perché tanta importanza? Perché la decostruzione dei paradigmi concettuali del sesso e soprattutto il suo estremo facile accesso comporta una società senza volto, più mite, indistinta, senza confini e soprattutto molto più gestibile dall’élite dei poteri forti, ponendo fine alla competizione creativa di cui il sesso è pietra angolare. Ed assistiamo a tutto un fiorire “ideologico” mirato a indottrinare fin da piccoli la popolazione con pubblicazioni, incontri, modificazioni dei testi anche delle favole che stanno invadendo le scuole fin dalle elementari anche senza beneplacito delle famiglie. Ma come non meravigliarsi se il mondo omosex che rappresenta un percentuale ancora bassa della nostra popolazione (circa il 3-10%) imperversa in tutto il mondo artistico culturale ed anche politico con leggi ed iniziative  che condannano la maggioranza a subirne gli effetti? Se democrazia vuol dire governo della maggioranza del popolo come mai siamo governati da una esigua minoranza? Semplicemente perché non siamo più nelle condizioni di un autogoverno in quanto il mondo globalizzato nella chimera di una maggiore libertà ci ha ridotto in schiavitù di quei poteri che non ammettono dissenso o obiezioni a partire da una UE che ci indica il diametro delle vongole da pescare e ci impone cosa consumare con l’invasione del mercato da parte i prodotti che mai avremmo costruito o acquistato per finire con poteri transnazionali e transcontinentali dei grani banchieri e delle grandi lobbie industriali. Per questi motivi siamo in un delicato periodo di transizione ove non sappiamo più come servirci del sesso se in chiave finalistica o puramente ludica. Di qui tutte le possibili perversioni comportamentali che vanno dal divertente “famolo strano” di Carlo Verdone fino al delitto passionale se in preda ad una negato consenso e che non ha nulla a che vedere con l’ancestrale delitto d’onore, fino ad una vera e propria contrattualizzazione di un amplesso occasionale.  Per non parlare della piaga della pedofilia che mai avremmo pensato occupasse gli alti scranni della gerarchia ecclesiastica e della violenza sessuale che va dallo stupro alla concupiscenza di minore come accaduto ultimamente quando una donna matura di 30-40 anni anche mogli e madri consumano amplessi completi e generandi con ragazzini di 13-14 anni. Pur nell’eccezione che al “cuor non si comanda” il limite della maturazione psicologica andrebbe rispettato perché non credo che un tredicenne abbia ben chiaro la differenza fra “potentia coeundi”  e “potentia generandi” con la seconda conseguenza della prima. La donna d’oggi è il costrutto finale di tutta quella propaganda femminista che l’ha liberata  da tutti quei lacciuoli cui la tradizione voleva relegarla sottacendo che l’essere madre e moglie può essere ancora una scelta di vita e non una negazione di se stesse. Anzi! Purtroppo in questa misera decadenza dobbiamo assistere non ad un appiattimento ma ad un rovescio valoriale la cui sintesi si esprime con il cartello esposto dalla deputata Monica Cirinnà “Dio Patria e Famiglia: che vita de merda” e con un’avversione mai vista verso il forum mondiale della famiglia che si terrà a Verona a fine mese come se fosse un congresso massonico o del Ku Klux clan e di cui anche questo governo si vergogna di dar un patrocinio gratuito. E l’avversione a questa “vita de merda” che produce i suoi effetti devo dire molto liberatori ove la donna decostruisce la propria identità, non so quanto consapevolmente, perché se nel ’68 poteva urlare “l’utero è mio e lo gestisco io” oggi non può più farlo perché non calerebbe più a nessuno in quanto la crescita di un uovo fecondato può avvenire anche fuori dall’utero in una “bio-bag” con l’esito che la “maternità” non sarà più sua prerogativa e che presto sarà cancellata anche dal vocabolario. Che progresso! La spinta emotiva e devastante che pone l’uomo come artefice dello stupro o del femminicidio e la donna a raggiungere comunque una goduria senza paletti dapprima col marito dell’amica oggi col fidanzatino della figlia non credo possa essere considerata alla base di una convivenza civile. Ed anche la magistratura dà una mano in tal senso, come già avvenuto con l’accondiscendenza verso i bimbi di coppie omosex nati all’estero da utero in affitto, con l’infliggere condanne molto meno pesanti negli omicidi se in preda a tempesta emotiva, se incensurati e di famigli ricca, se ingannati e delusi da una relazione. Lo “sturm und drang” alla base del romanticismo creativo diventa attenuante per un delitto! Ma cosa vogliono oggi le donne? Mi torna in mente il film interpretato da Mel Gibson “ What Women Want” ove l’uomo dopo un incidente sembra in grado di percepire quello che pensano le donne e i loro desideri che spesso non sono altro che lo stesso che noi desideriamo per loro purché sappiamo ascoltarle altrimenti spinte dall’insoddisfazione,  oggi non più repressa per una nobile causa come la famiglia e i figli, degenerano in comportamenti infantili ed anacronistici come godere della linfa vitale di un giovane virgulto o  fumare marijuana e copulando con gli amichetti della figlia. Al punto che non ha più alcuna importanza l’avere figli o un marito! Soddisfare se stesse è l’incipit di tutte le cose ed allora dai con i film porno, autoerotismo, i “like” sui social del proprio corpo seminudo  ammiccante, i sex toys che nutrono la floridezza delle proprie fantasie sessuali. L’uomo dovrebbe svegliarsi non solo per fare “outing” ma anche per compiacere una compagna che lo ami e con la quale sarebbe meglio parlare prima che salga le scale del vicino. E poi tanto scalpore per un allievo concupito da un insegnante se nei social gira l’accostamento che addirittura in Francia l’anno fatto presidente! Ah Ah Ah

Arcadio Damiani