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I SILENZI DEL PRESIDENTE

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FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è manifestato con tutta evidenza per la sua posizione di non sicura terzietà in merito a varie questioni soprattutto in tema di Europa e di immigrazione. E’ il caso di quanto affermato in ricordo dei connazionali, ben 136, che 61 anni fa hanno perso la vita per l’incendio di una miniera in Belgio, a Marcinelle “Generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell’emigrazione, hanno sofferto per la separazione dalla famiglie d’origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza. Ed è motivo di riflessione verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell’Unione Europea”. Caro Presidente ho avuto un nonno che è emigrato nei primi anni del secolo scorso in America e dai suoi racconti mi risulta che il paragone o l’accostamento sia del tutto improprio come tutto il pensiero unico vorrebbe far credere. Ovviamente ci sono tanti distinguo in merito alla diversa epoca storica e comunque anche per questo l’analogia con quel fenomeno appare ancora più stridente. Perché se è vero che viviamo in una nuova era, la quarantena in isolamento, la necessità di manodopera del paese d’approdo, il controllo e le situazioni precarie in cui i nostri avi erano costretti in baracche e tuguri, a lavorare a testa bassa senza alcuna tutela sindacale, senza una benché minima sicurezza sociale con le malattie che spesso li falcidiavano recando dolore e povertà alle famiglie di provenienza, sono situazioni del tutto non sovrapponibili all’attuale ondata migratoria che non ha a monte un’adeguata richiesta di risorse umane, composta soprattutto da giovani maschi di 20-40 anni con una istruzione sufficiente a smanettare con mezzi digitali e ben istruiti sui loro diritti umanitari nei nostri territori, con la protervia di rifiutare un cibo non gradito, di scegliere il paese dove andare, di sfuggire ai dovuti controlli grazie ad associazioni e Ong che fanno di tutto per profonderli in un tessuto di franca illegalità, clandestinità e di pseudodirittismo. Paragoniamo allora i diritti degli italiani emigranti e la loro libertà con quelli di cui godono oggi gli extracomunitari qui da noi: impossibile! E fa specie l’appello pubblicato, ovviamente da “Repubblica”, da parte di 40 professori del Belgio per ricordare al nostro Ministro dell’Interno che anche gli italiani furono migranti, furono demonizzati e perseguiti se non odiati dalle comunità locali che si sentirono invase ma non ricordano che i nostri connazionali, quando si recavano in Belgio lo facevano per lavorare dietro richiesta del paese ospite, senza alcuna pretesa di essere mantenuto, di legarsi ai mercati dello spaccio o di violentare liberamente le nostre donne senza essere espulsi o comunque condannati giustamente reagendo con aggressione indebita verso chi è deputato ai controlli di sicurezza o chi nega loro l’elemosina. Col duplice risultato di avere una integrazione impossibile (altro che i nostri nonni), destabilizzare e abbattere le nostre tradizioni e cultura, e lasciando le persone più deboli e  anziane nel loro Paese alla mercé dei despoti locali che si trovano una minore popolazione da sfamare pur arricchendosi con le materie prime delle loro terre e con i lauti finanziamenti degli aiuti occidentali che non finiscono certo alla popolazione, mai rendicontati (come i denari dei dirigenti sindacali nostrani) o finalizzati in progetti utili a incrementare il benessere delle popolazioni del continente nero. A riguardo consiglierei la lettura del libro “La Carità che uccide” della ricercatrice africana Dambisa Moyo. Ed anche l’Amref(African medical research foundation) vuole aiutare gli africani a casa loro con una campagna che titola “Non aiutateci per carità” ed aiutateci perché abbiamo fame di cambiamento non di emigrazione forzata! La risposta al “Cui Prodest?” sarebbe terribile, ma che non sfugge agli inteneritori dei cuori cristiani avendo il loro ben coperto da una fitta coltre di pelo. Certo che Lei fa parte di tutto un consesso( Associazione dei Comuni, movimenti di sinistra, un certo mondo cattolico con la sua stampa “Avvenire” e “Famiglia cristiana” e col Papa in testa che ha tirato di nuovo in ballo l’emergenza razzismo per il dilagare di nuove forme di xenofobia) che non approva la proposta di  eliminare la protezione umanitaria di cui si è fatto un abuso inaudito come gli spacciatori presi che approfittavano del permesso o di quelli definiti profughi vacanzieri cioè che millantano di essere perseguitati a caso loro salvo fare rientro in patria per le ferie. Ma se la maggioranza del Paese non ne può più non è perché è diventata egoista o tribale, e non ho dubbi sul nostro buon cuore, è solo perché questi bisognosi d’aiuto non hanno quell’umiltà o quella gratitudine di risposta ma destabilizzano non poco i nostri costumi, le nostre leggi, la nostra sicurezza. Allora perché non protegge la maggioranza dei suoi concittadini, immerso in quell’assordante silenzio invece di indignarsi per la ragazza fatta a pezzi, per le mafie nigeriane appaltate allo spaccio della droga e per gli stupri verso anche chi visita il nostro paese? E poi caro Presidente vorrei capire, perché il significato mi sfugge, quale possa essere la ragione vera del suo attaccamento a questa Unione Europea che tanto vantaggio ha portato e porterebbe al nostro Paese e nel contempo a contrapporsi in maniera così esplicita e diretta verso tutti quelli che vorrebbero cambiare, non eliminare, la struttura di questa compagine così anomala, popolo compreso come riporta il risultato delle ultime elezioni ove la maggioranza non gradisce questa UE. Il tutto condito da improvvide interferenze nella costituzione del neogoverno con palese avversità verso la nomina di Paolo Savona al Ministero dell’economia perché troppo antieuropeista e da garbati silenzi verso chi improvvidamente attenta alla autonomia decisionale del Ministro dell’interno in merito alla sicurezza nazionale, e alla distruzione economica del suo partito. Ed è di questi giorni la decisione ridicola e la retromarcia da parte di una magistratura compulsiva di spalmare il debito in decenni, a meno del successo del ricorso, e della inconsistenza dell’accusa del sequestro di persona in merito profughi della Diciotti non trovandosi le carte che attestino l’ordinanza del Viminale. Sta di fatto che la UE con le sue imposizioni per quanto ci riguarda non è che abbia sortito molto giovamento con la drastica riduzione dei nostri Dop, il blocco commerciale dell’export verso la Russia per il quale la nostra industria manifatturiera e agroalimentare ha subito ingenti perdite, lo splendido isolamento che ci ha regalato in merito al problema immigrazione col niet dei Paesi egemoni nella ridistribuzione dei cosiddetti rifugiati. Non ci vuole molto per capire che i vantaggi sono minimi rispetto agli svantaggi dato che a far di conto, se la matematica non è un’opinione, la decrescita economica e la crisi del nostro Paese sono più che acclarate. E ci saremmo aspettati che di fronte a dichiarazioni anche volgari, che vanno da merde a vomitevoli, scrocconi e nullafacenti, contro l’Italia da parte di esponenti europei o di governi stranieri, Lei prendesse parola per difendere la dignità del Paese che rappresenta. Ma Lei, invece, è intervenuto durante l’incontro dei capi di Stato a Riga con il monito ovviamente verso il nostro governo “che non bisogna mercanteggiare sui bilanci UE perché non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio” in merito al braccio di ferro sulle quote da versare alla UE per ottenere più flessibilità. Ma è possibile che in un vertice internazionale Lei non abbia ad appoggiare il suo governo che cerca di difendere,” mercanteggiando” gli interessi economici e politici degli italiani mentre gli altri paesi mostrano una ferocia senza pari nella difesa dei loro interessi nazionali? E perché Lei comunque attacca di continuo gli eurocritici (parte rilevante del Paese) tacendo le dure sventure e propalando minimi vantaggi di questa UE, e non avrebbe il compito di difendere anche loro invece di affermare che “il sovranismo è inattuabile”? Lei è Presidente di un popolo o desidera per questo un TSO perché ritenuto incapace di vedere ed apprezzare ciò che Lei vede e apprezza? E deve ritenersi fortunato che gli italiani abbiano una memoria “corta” altrimenti alla sua affermazione in merito alla discutibile condanna della magistratura verso Matteo Salvini che “la legge vale per tutti anche per i politici” ed a nessuno pertanto è permesso di contraddire o criticare l’operato del magistrato riferendosi ovviamente alla reazione del nostro capo del Viminale che vede il pericolo di essere condannato per aver fatto il suo dovere, si dovrebbe ricordare quanto successo all’ex presidente Oscar Luigi Scalfaro che Lei ha osannato per i cent’anni dalla sua nascita. Nel 1993 fu coinvolto nell’inchiesta sui fondi neri a disposizione dei ministri dell’Interno, ruolo da lui ricoperto in precedenza. Ed apparve in televisione affermando con fervente livore “A questo gioco al massacro io non ci sto, non ci sto”. Il giorno seguente gli accusatori di Scalfaro, alti funzionari del ministero, furono indagati per “attentato agli organi costituzionali”, l’inchiesta sui fondi neri, di fatto, sospesa. Forse i soldi della Lega hanno un odore diverso da quelli di Scalfaro? E ci sarebbe da dire che in quanto a Presidenti della Repubblica negli ultimi decenni il susseguirsi di personaggi a “senso unico della storia” privi di portanza veramente liberale e democratica appare molto evidente ad iniziare proprio da lui, e poi Pertini, Ciampi, Napolitano. E santo “Scalfaro” tramò non poco a far cadere il primo governo Berlusconi, da lui odiato, sia utilizzando i giudici di Mani Pulite che convincendo quello scamiciato di Bossi a mollarlo. Ed infine Lei caro Presidente effige di quel cattocomunismo che giustamente non poteva non esitare nella scomparsa sia del cattolicesimo che del socialismo volendo far convivere storie e culture diverse e contrapposte nell’affannosa ricerca di una via comune come sta facendo oggi cercando di far convivere il cristianesimo con l’islamismo progetto ancora più gravido di conseguenze perché se nel primo caso si parla di materia ideologica o spirituale senza la quale si può ancora vivere, nel secondo caso lo scontro può diventare anche “fisico” in quella che tutti preconizzano come una vera e propria guerra.  E continua ad imperversare contro quel popolo che vuole la sovranità nazionale come da Costituzione. Lancia allarmi contro questa “deriva populista” per l’incontro Salvini-Orban che sta facendo dell’Ungheria un’isola felice ma rimane in silenzio per quanto ha fatto Lei e i suoi sodali in precedenza. Nel 1982 i deputati sinistri ed il presidente Pertini si spellarono le mani per applaudire il capo dell’OLP Yasser Arafat con la pistola alla cintola; Massimo D’Alema, da sempre amante del “rosso” anche vinicolo, che va a spasso fra le rovine di  con l’Hezbollah Hassan e profuso affetto in questi giorni con la sua visita all’ingiustamente detenuto per corruzione ex presidente brasiliano Lula Da Silva; Prodi che non ha scrupoli nell’accomodarsi nella tenda del leader libico Gheddafi; Napolitano che vola a Damasco per conferire ad Assad l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana in quanto difensore dello Stato laico e delle libertà cristiane per poi fare retromarcia quando le cancellerie occidentali mettono Assad nel mirino; Emma Bonino simbolo delle battaglie per i diritti femminili china il capo sotto il velo di fronte al suo omologo Zarif; o quando Renzi mette il velo alle stupende statue nude del Campidoglio alla visita del presidente iraniano Rohani. E che dire dell’arrivo nel maggio 2017 a palazzo Chigi del faccendiere George Soros ricevuto da Paolo Gentiloni? Forse per ringraziarlo per l’affossamento della lira nel 1992 e per i proventi alle Ong che tanto ci fanno bene. E Gentiloni fa anche peggio perché nel febbraio di quest’anno riceve in pompa magna da palazzo Chigi al quirinalizio Mattarella, al pontificio scranno addirittura il sultano turco Erdogan che per tutta risposta all’accoglienza blocca una nave dell’Eni attorno alla Cipro greca non turca e che per tutta nostra risposta parla l’assordante silenzio. Che comunque manca perché dovrebbe stare fuori dal dibattito quando lancia l’allarme sul presunto nazionalismo degli eurocritici che porterebbe alle guerre e ai bombardamenti. E ripete che l’Europa ha conosciuto dall’ultima guerra 70 anni di pace come in un tweet ha riportato Macron. Antonio Socci in un suo articolo spulciando la storia annovera una seri di conflitti continui e qualcuno non ancor sopito. D’Alema e Lei caro presidente nel 1992 avete bombardato Belgrado, la prima capitale europea sotto tiro dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1990 si è smembrata l’ex Jugoslavia, la recentissima guerra del 2011 in Libia fortemente voluta da Francia e Inghilterra, la guerra della Francia in Algeria(’50-’60), Olanda in Indonesia (’45-?49), Falkland fra GB e Argentina(1982); guerre in Iraq e Afghanistan e di recente in Siria. Lo so avete partecipato alle guerre per nobili ideali di patriottismo e sicurezza nazionale non come Salvini-Orban che vogliono attaccare il mondo intero e mettere a repentaglio i valori della identità nazionale fermando l’emorragia delle sue idee e degli uomini migliori. Che stanno bene “abroad” e che mai si sognerebbero di entrare nelle stanze dei bottoni perché così ben okkupate da tutte quelle maestranze che nell’anonimato di una mostruosa burocrazia ostacolano ogni possibilità di cambiamento. Hanno forse già capito che la democrazia nel nostro paese, e non solo, è una “fake news” e che mai la volontà popolare può avere gioco decisionale. E se n’è accorto anche il portavoce del Presidente del Consiglio Conte, il povero Rocco Casalino che deve scontare le sue poco encomiabili esperienze televisive, ma che comunque ne ha detto una giusta scagliandosi contro i tecnici del Ministero dell’Economia, accusandoli di voler ostacolare il governo. Nulla di più naturale perché da sempre i portavoce pur cambiando rappresentanti contattano i media ed elargiscono avvertimenti per non uscire troppo dal seminato. Ed i consiglieri sono persone a noi del tutto sconosciute ma con poteri inimmaginabili come Ugo Zampetti, uomo di fiducia di Mattarella, Roberto Garofoli attuale capo di gabinetto del Mef, uomo di fiducia di Mattarella, Vito Cozzoli capo gabinetto del Mise, vicino a Zampetti; anche i vertici della Difesa sono molto vicini al Quirinale, come il capo dell’Inps Tito Boeri. Una vera rete del “deep State”, governo fantasma o controgoverno che non ha limiti. E Belpietro riporta una confessione di un precedente governatore della Banca d’Italia “Se non si cambiano quei dieci dirigenti che al Tesoro o all’Economia decidono il bilancio di un’azienda chiamata Italia, in questo Paese non cambierà mai nulla. Ognuno di loro difende il proprio orto, vale a dire i fondi che distribuisce in base ai suoi criteri”. Criteri che secondo il governatore apparivano molto discutibili. Allora siamo o no in una Repubblica già presidenziale, se non altro perché già Napolitano ha nominato quattro Presidenti del consiglio non eletti dal popolo? Siamo o no convinti che chi detta la condotta del nostro sfasciato Paese sono i silenzi, se non le aspre critiche, del nostro Presidente della Repubblica? Il povero grillino ha solo rotto l’incantesimo caduto in tranello perfetto. Poveri noi da queste parti mai funzionerà lo “spoil system” hai voglia a cambiare governi perché non credo che l’astensionismo sia solo nella mente degli imbecilli e disinteressati; la gran parte vuole ancora salvare l’Italia e forse quel loro atteggiamento è la maniera più elegante e democratica per dirlo!

Arcadio Damiani