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SPIRA MIRABILIS VICE IL GREEN DROP AWARD 2016 ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

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“Spira Mirabilis” del regista pescarese Massimo D’Anolfi e di Martina Parenti si aggiudica ex equo con “Voyage of Time: Life’s Journey” il Green Drop Award 2016, premio per il film che meglio interpreta la sostenibilità tra quelli in gara a Venezia.

Ce l’ha fatta a lasciare un segno alla Mostra del Cinema di Venezia, la coppia formata dal regista pescarese Massimo D’Anolfi e dalla compagna Martina Parenti. Dopo il successo, testimoniato da sei minuti di applauso ininterrotto, della prima proiezione nella sala grande della Mostra del Cinema di Venezia del film “Spira Mirabilis”, il duo D’Anolfi Parenti ha anche portato a casa una vittoria: il Green Drop Award. Non è il Leone d’Oro, ma è comunque un bel traguardo, anche perché il film dei registi made in Pescara ha vinto ex equo con “Voyage of Time: Life’s Journey” dello statunitense Terrence Malick. Il trofeo del Green Drop Award è un riconoscimento collaterale, istituito da Green Cross Italia, per premiare il film tra quelli in concorso ufficiale alla 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che meglio interpreta la sostenibilità.

“La prima goccia va al film Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, per aver raccontato l’aspirazione della natura all’immortalità; la seconda goccia, invece, va a Voyage of time: life’s journey di Terence Malick, opera con cui l’autore giunge al compimento di un discorso sulla natura avviato già dai tempi di La Rabbia giovane”. E’ questa la motivazione della giuria composta da Ricky Tognazzi, Simona Izzo e Antonio Disi, responsabile del servizio Comunicazione dell’Unità Efficienza Energetica per ENEA.

“Il nostro film – spiegano Massimo D’Anolfi e Martina Parenti – è un viaggio che cerca la parte migliore degli uomini, proprio in un tempo come questo, in cui sembriamo averla smarrita. Viviamo un momento in cui non c’è da essere ottimisti, ma c’è una minoranza resistente e anche ciascuno di noi può esserlo se si guarda dentro e non la soffoca. Resistenza, rinascita, rigenerazione sono gli ambiti di questo film che non racconta eroi ma persone, comunità, che nella quotidianità tenacemente aspirano a lasciare se stessi nel tempo e qualcosa di migliore”.

E, stavolta, dopo che la coppia di registi ha calcato il red carpet a Berlino prima e a Cannes dopo, anche il pubblico di Venezia ha dimostrato di apprezzare quel messaggio di speranza, che incarna le sembianze del desiderio di immortalità dell’uomo, e arriva da un film che parte da una piccola medusa, dalla ricerca di uno scienziato giapponese e attraverso 5 diverse storie coraggiose, affronta il tema dell’etica. “Questo film – continuano D’Anolfi e Parenti – è un inno alla ricerca, al meglio degli uomini, un tributo all’etica del lavoro, quotidiano, appassionato, artigianale, fuori da logiche industriali, da standardizzazione”.

E dopo Venezia, dal 22 settembre il film approderà nelle sale cinematografiche italiane, compresa Pescara, dove il regista Massimo D’Anolfi sarà presente, per concedersi al calore del pubblico della sua città natale. “Il film – concludono i due registi – è sempre del pubblico e in base alle emozioni che in esso riesce a suscitare si misura la sua riuscita. Noi non vogliamo compiacere lo spettatore, crediamo che ci sia un pubblico spesso migliore di quello che si vuole far credere e l’indubbio appiattimento culturale che viviamo è dovuto anche a questo, per noi contano le persone”.

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