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SUCCESSO PER LE BOLLICINE ABRUZZESI

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Nelle foto: Davide Gangi e l’enologo  Vittorio Festa

Nella kermesse dedicata alle migliori bollicine, successo per due metodi classici abruzzesi: “Carmine Festa” di Eredi Legonziano e “Santagiusta” di Marchesi Dè Cordano.

Un evento dai toni di alta esclusività quello sui Vini Spumanti, l’ormai noto ‘format’di Vinoway, lo scorso 15 dicembre ha fatto tappa per la terza volta in Puglia a Bari nella raffinata struttura che affaccia sul lungomare, il Grande Albergo delle Nazioni, dove le splendide sale, rivestite di specchi e di effervescenze, hanno aperto i loro spazi ad un pubblico curioso ed interessato al mondo enoico, alla ricerca di nuove proposte ma anche ad un sabato sera spensiCARMINE FESTAerato, insolito, elegante e dai toni fortemente natalizi.

Sono state presentate le Aziende della spumantistica, selezionate da Vinoway, rappresentative non solo dei territori tradizionalmente vocati a questa produzione, ma anche di altre regioni.

Padrino dell’evento è stato il grande ambasciatore del gusto Anthony Peth, anchorman presso LA7 e conduttore di Gustibus, il programma televisivo che ogni domenica entra nella casa degli italiani attraverso un viaggio gastronomico del Belpaese, che ha ricevuto da Vinoway il Premio alla Comunicazione Enogastronomica.
Lo start up dei lavori è stato dato alle ore 11,00, dopo che Davide Gangi ha voluto ricordare e dedicare la manifestazione a Donatella Briosi, Sommelier e amica scomparsa brutalmente lo scorso giugno, con il Convegno che si è aperto con un talk sul tema “Il mercato italiano delle bollicine: destagionalizzazione delle vendite, spesa media di acquisto, canali di acquisto, brand e fattori di scelta”.

A seguire, dopo il break, alle 16,00  ha avuto luogo una Masterclass con ben 17 etichette in degusSANTAGIUSTAtazione, descritte e presentate dagli stessi produttori e con interventi di autori di Vinoway.com e della platea.

Un incontro stimolante, con le bollicine di Puglia a confronto con gli spumanti di altre regioni italiane più o meno vocate alla spumantistica. Presenti Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Trentino, Veneto ed un ospite straniero lo Champagne Encry il cui produttore è un italiano, Enrico Baldin, che porta la nostra bandiera in una nazione che nel mondo fa scuola di bollicine da sempre.

Giornalisti, Blogger, fotografi, enologi, esperti e winelovers hanno affollato e seguito l’evento lasciandosi travolgere dall’atmosfera gioiosa diffusa dagli spumanti e dallo stile sempre coinvolgente della Vinoway Sparkle Selection. Un momento di scambio di opinioni non solo per addetti ai lavori ma per tutti coloro che amano la spumantistica, il tutto in un contesto rilassante e piacevolmente salottiero.

I banchi di assaggio sono stati aperti dopo le 17,30 ed il servizio è stato prestato, cosi come è ormai consuetudine, dagli impeccabili e preparatissimi sommelier AIS Puglia ai quali si sono aggiunti i ragazzi disabili del gruppo “Il sommelier Astemio”.

Delle bollicine in assaggio molte appartengono a regioni tradizionalmente vocate alla spumantistica ed altre, come la Puglia stessa, ancora in una fase di sperimentazione in cerca di disciplinare. Ciascuna regione si è presentata con il suo profilo produttivo, tracciato dall’utilizzo di un vitigno con peculiarità adatte alla spumantizzazione o ancora con un carattere fortemente territoriale attraverso metodo Charmat e Metodo Classico. Un incontro che ha suggerito nuovi percorsi da sperimentare per immaginare un brand tutto Italiano, capace di farsi strada su nuovi mercati stranieri.

In abbinamento sono stati proposti  i prodotti caseari della Masseria Cinque Santi con un ventaglio di scelte  tra formaggi a pasta molle ed altri stagionati, la Burrata del Consorzio della Burrata di Andria, Il Pane di Eataly e gli Olii e Conserve di Donna Oleria.

Sia il convegno che la Masterclass hanno occupato una sala ampia, ma raccolta e predisposta con un salotto di conversazione per gli intervenuti, e postazioni ai tavoli per il pubblico, mentre i banchi d’assaggio hanno occupato i saloni della hall, con pareti arredate interamente da specchi, quasi ad abbracciare i singoli banchini disposti in modo circolare. Il riverbero delle luci e l’effervescenza nei calici hanno fatto dell’evento un momento conviviale pieno di brio.

Davide Gangi editor di Vinoway.com, Presidente dell’Associazione Culturale e di Promozione Vinoway Italia ed ideatore della manifestazione ha condotto il Convegno, creando un’atmosfera calda e dal gusto informale. Ha lanciato, in modo mirato, spunti di riflessione e domande agli ospiti, per poter tracciare un profilo dello stato attuale del mercato della spumantistica; partendo da quelle realtà con una tradizione ed un disciplinare consolidato quali Trento DOC, Oltrepò Pavese, Franciacorta, le aree del Prosecco Valdobbiadene e Asolo, per creare un confronto costruttivo con altri territori, che stanno ancora sperimentando questo tipo di produzione e cercano di pensare ad una destagionalizzazione e sdoganamento della bollicina come prodotto per un più largo consumo e non necessariamente legato ai momenti di festa.

L’Italia si veicola all’estero attraverso volumi di prodotto e non attraverso una internazionalizzazione dei singoli territori, sebbene ci siano Stati come quello giapponese, alla ricerca dell’unicità legata  esclusivamente alla regione. Servono perciò investimenti ed una cultura del vino capace di comunicare col mondo e con i mercati stranieri, dove le DOP fanno un po’ fatica ad affermarsi a favore del più noto Prosecco. In generale i numeri sono in ascesa, ma le realtà locali e regionali non riescono ancora ad imporsi.

Libero RilloPresidente del Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio, ha invece puntato l’attenzione sullo spumante come possibilità di sperimentazione di vitigni che hanno dimostrato la loro versatilità in queste produzioni quali Falanghina e Aglianico e sono in grado di promuovere un legame col territorio nella promozione e diffusione della cultura enoica della regione.

L’intervento di Gaetano Morella, sia in veste di figura istituzionale FIVI, che di produttore, ha evidenziato come la cultura della qualità in Puglia sia una realtà piuttosto recente, così come la sperimentazione di bollicine, che ha aree più vocate ed altre che, solo da poco spumantizzano. In assenza di un disciplinare comune, al momento, quello che si cerca di costruire è una veicolazione del territorio senza seguire stereotipi di facile commercializzazione ma puntando su quelle che sembrano essere le nuove tendenze come la predilezione per i prodotti Bio. È stato evidenziato come il panorama mondiale stia cambiando, c’è la ricerca di prodotti di qualità, risulta necessario  perciò, uscire da una politica di volumi e favorire una di marchio, poiché il vino ha perso il suo ruolo di alimento, diventando prodotto quasi elitario, al punto tale che, il trend negli Stati Uniti d’America è quello di acquistare il vino più  costoso. Uno dei quesiti sempre attuali è come identificare il vitigno più adatto per i due diversi sistemi di spumantizzazione Classico o Charmat-Martinotti, che vanno intesi come risposta a quello che la territorialità del vitigno comunica. Certamente, non può essere soltanto il  metodo a conferire  successo ai nostri spumanti da vitigni autoctoni, ma anche la capacità del Paese di fare squadra e predisporsi su modelli come quello francese.

Leonardo Palumboenologo e Consigliere dell’Union Internationale des Oenologues ha supportato l’idea che la spumantistica possa trovare vigore partendo da quello che è il territorio senza escludere del tutto gli internazionali, se ciò può servire a migliorare gli standard e   far chiarezza su quali possano essere i metodi più vocati per queste produzioni.
Ne è emerso un quadro variegato, in quanto le regioni presentano una grande molteplicità di vitigni, che sono fonte di ricchezza e biodiversità. Tuttavia non si può pensare che tutti siano adatti alla spumantizzazione ed in particolare, alcuni, come il Primitivo, fanno fatica a reggere l’evoluzione richiesta dal Metodo Classico. Ma altri, che hanno bisogno di maggiore valorizzazione, potrebbero invece ricevere dalla spumantistica, una forte spinta produttiva, togliendo ogni possibilità di confusione tra il termine Prosecco largamente usato e tutta la varietà di bollicine presenti sul mercato.

Importante l’intervento di Michele PeragineGiornalista RAI e direttore di Agapuglia, che in un contesto in cui la discussione si è spostata sui canali attraverso i quali è fondamentale presentare la produzione spumantistica, ha tenuto a dire come sia assolutamente necessario saper raccontare e conoscere un vino dalla vigna alla cantina, perché i valori legati al territorio devono poter emergere.

Interessantissimo l’intervento del Direttore del Consorzio Del Primitivo di Manduria, Adriano Pasculli De Angelis, che vive una doppia dimensione della questione, in quanto è pugliese, ma la formazione negli Stati Uniti lo ha portato a sviluppare una visione diversa delle dinamiche produttive, associandole strettamente a tecniche di mercato, secondo le quali il prodotto andrebbe costruito cercando di capire quali siano i gusti dell’eventuale consumatore, facendo  sperimentazioni e puntando alle potenzialità dei vitigni autoctoni pugliesi. Soprattutto ora, quando i mercati sono in continuo mutamento, ribadisce che la forza dei nostri spumanti va cercata nel territorio, che possiede un grande appeal, soprattutto in alcuni mercati stranieri.

Per Sebastiano De Corato, il Movimento Turismo del Vino deve dare risposte alle domande concernenti le possibilità di diffondere le produzioni autoctone, cercando di creare una cultura del vino, finalizzata alla qualità e alla promozione del territorio in un tutt’uno.

In questo convegno dai toni impegnativi è emerso che, lo storico di un territorio ha bisogno di tempo perché trovi nuove strade e affinché declini diverse possibilità della tradizione in una identità consapevole, ma che in ogni caso, la spumantistica pugliese, lontana dal volersi omologare a modelli internazionali, trova la sua forza nell’unicità del territorio.

La Masterclass ha consentito di ampliare il dibattito mettendo in primo piano le caratteristiche territoriali di ciascuna bollicina, al di là di ogni confronto con le tradizionali produzioni che hanno sempre fatto scuola nel settore, come quelle della Franciacorta e del Trento DOC o degli Champagne. Si è fatto riferimento al legame tra chimica e vino, spesso poco chiaro all’acquirente attento ma non esperto, intendendo il vino come quell’insieme armonico di reazioni chimiche che rendono possibile il miracolo della trasformazione del semplice succo d’uva nel composto idroalcolico in cui lieviti indigeni e solfiti presenti in natura, a volte generano confusione nel consumatore. Ciò accade perché la legge non consente di eliminare dalle etichette il termine “solfiti”.

Durante la Masterclass importanti gli interventi di enologi come Luca Petrelli, Marco Mascellani sulle potenzialità degli autoctoni pugliesi per la spumantistica con riferimento al Negroamaro. Invece Girolamo D’Amico di D’Araprì ha raccontato il suo percorso da dottore in chimica alla scoperta di come si possa e si debba coniugare attraverso la scienza e l’osservazione il territorio per ottenere prodotti di successo. Davide Gangi ha fatto anche riferimenti alla ricerca intesa però come visione originale ed esclusiva del mondo enoico tradotto in pensiero filosofico così come inteso nella Vinosofia di Franco D’Eusanio. In collegamento Skype Silvano Brescianini, direttore della Barone Pizzini dalla Franciacorta ha partecipato al dibattito insieme a Gregory Perrucci e Leonardo Palumbo.

Il primo assaggio è stato dedicato ad uno spumante abruzzese Anna Spumante Brut Metodo Classico Millesimato 2013 dell’Azienda Agricola Centorame prodotto da Pecorino. Colpisce il colore intenso, giallo dorato, sfavillante, ricco nel perlage e nei profumi, tra frutti gialli ed agrume candito, fiori ed erbe aromatiche, dal sorso corposo, capace di riportare al carattere del vitigno e con una spuma morbida e carezzevole accompagnata da consistente mineralità e delicate scie sapide.

Il secondo vino è dedicato a Gabriele D’Annunzio nel centenario della sua nascita ed è prodotto dall’Azienda Chiusa Grande di Franco D’Eusanio. È il primo spumante biologico metodo classico D’eus Bianco Spumante Brut, che potremmo definire “anticonformista” come il suo proproduttore. Giallo paglierino intenso con riflessi dorati ha un perlage ricco e seducente, al naso sentori di brioche e floreali di zagara e agrumi. Il sorso si presenta setoso, morbido, balsamico, lasciando la bocca lungamente fresca.

È poi la volta del Barone Pizzini con Naturae 2014 Franciacorta DOCG prodotto da Pinot Nero.  Elegantissimo, colore leggero, giallo paglierino con riflessi verdolini. Il perlage è finissimo, l’aspetto e il naso sono austeri ed eleganti con note floreali ed una accesa mineralità che si fonde a note salmastre e mela verde. La gradevole pungenza porta un sorso fresco, sapido con finale agrumato.

Giunge un vitigno dalla personalità importante: il Nero di Troia , che Giancarlo Ceci ha trasformato in uno splendido Apnea Rosè Vino Spumante Brut Puglia Rosato IGP 2017, secondo uno stile di agricoltura biologica. Rosa corallo intenso, perlage fitto che porta in superficie profumi di rosa, violetta, frutti rossi, visciole e lampone in un valzer di profumi intensi.  Il sorso è rotondo, coerente con gradevole astringenza.
l Negroamaro insieme alla Malvasia Nera si coniugano nel Paolo LeoRosarose Spumante Rosè Brut, un vino dall’aspetto delicatissimo, rosa provenzale con delicate note di frutti di bosco, fragola e lampone dotato di freschezza e sapidità con un delicato finale di radice di liquirizia che al sorso si fonde con gradevoli tocchi di pepe e melograno.
Di seguito è stato servito il rosato di Tenute Rubino, Sumarè 60 Mesi Brut 2012 prodotto da Susumaniello, un vitigno, che è stato recuperato partendo da pochissimi alberelli impiantati sulla sabbia, ormai vecchissimi e capaci di una produzione limitatissima, ma di altissimo livello. Il susumaniello ha bisogno di tempo per esprimersi sia come vitigno, sia come spumante. Cosi con il passare dei mesi, da 12 a 24 e poi a 36, sino ad arrivare a 60, con un grande risultato finale, una bollicina dal colore intenso, un rosa molto carico ed una spuma molto fine, carezzevole al sorso. Un tripudio di profumi tra frutti rossi di bosco e ciligia che si aprono in bocca nella loro integrità.

Marchesi de’ CordanoSantagiusta Spumante Brut si presenta con un gradevole giallo paglierino con riflessi dorati ed un perlage ricco. Naso intenso, floreale, agrumato con ritorni di erbe aromatiche. Il sorso ritrova frutta a polpa gialla, note balsamiche e fresche in questo blend al 70% Chardonnay e al 30%Pinot Nero, fermentato con lieviti indigeni per 48 mesi.

Ancora un vino biologico, Jasci e MarchesaniAutentico Vino Spumante di Qualità prodotto con Metodo Classico è un Brut Millesimato che viene da vigneti in prossimità del mare, impiantati sul letto di un fiume su terreno ciottoloso. Un blend di Pecorino, Reasling e Chardonnay che si presenta con un giallo paglierino elegante e perlage intenso. È un tripudio di frutta a polpa gialla e fiori con intense note minerali e iodate che tornano maestose al sorso.

Villa CornioleSalìsa Dosaggio Zero è la bollicina in degustazione Trento DOC 2014, che  risulta diversa dalle precedenti per il colore molto leggero, un giallo delicatamente sfumato, un perlage elegante alla vista e al palato. Profumi delicati di fiori e frutti a polpa bianca  poco maturi formano un bouquet, che poi si ritrova al sorso. Una scelta cromatica e di leggerezza del gusto molto gradevole.

Dalla Campania arriva FontanavecchiaPrincipe Lotaro 2009, un Aglianico che ha certamente colpito subito per il colore, rosa cipolla con riflessi ramati, ed un perlage assolutamente elegante, con un naso di rosa e frutti rossi che tornano al sorso.

Questo  assaggio ci  porta in Emilia Romagna con Cantine della VoltaChristian Bellei Millesimato Bianco Vsq Metodo Classico 2013, da Lambrusco, con un colore paglierino che sfuma su note verdoline. Promette la freschezza di un naso iodato e l’eleganza di fiori bianchi, pesca e agrumi ed anche erbe aromatiche che si ripropongono anche all’assaggio con un sorso persistete e lungamente sapido.

Villa Matilde100% Falanghina Mata 2011 è uno spumante con bella interpretazione in cui emergono profumi che vanno dalle erbe aromatiche a note di ginestra e albicocca, pietra focaia e grande mineralità a cui non manca l’influenza del mare, in luogo dove già gli antichi romani coltivavano la vite.

Alta interpretazione di Spumante Classico è la Gran Cuvèe XXI 2012 di D’Araprì, in cui l’autoctono Bombino è in blend con Pinot Nero e Montepulciano. Colpisce la lucentezza del colore che si arricchisce di riflessi argentati. Il perlage è ricco ed avvolgente e lascia risalire sentori aggrumati e minerali che tornano coerenti al sorso.

Il Roccapietra Brut 84 mesi dell’azienda Scuropasso è uno spumante che trova la sua identità  identificandosi col territori. Pinot Nero in purezza, bello alla vista col suo elegante  paglierino e le sottilissime bollicine in risalita; al naso mostra sentori di brioche e ribes che lo rendono unico.

FerrariPerlè Bianco Riserva Trentino Alto Adige, è uno degli assaggi conclusivi di questa magnifica carrellata di produzioni italiane. Chardonnay in purezza. Bellissimo con il suo giallo brillante e l’eleganza del suo perlage. Complesso ed intenso nei profumi tra sentori esotici e note balsamiche, al gusto cremoso e vellutato con fragranze di miele e frutta esotica.

L’Abruzzo conclude la carrellata di spumanti italiani con il Millesimato Abbruzzo DOC Carmine Festa dell’Azienda Eredi Legonziano. Appare scintillante con delle sottili nuances dorate, al naso frutta matura a polpa bianca e sentori minerali che tornano al gusto con grande coerenza e freschezza.

La Masterclass si è chiusa con un passaggio attraverso la Francia con lo Champagne Encry Millesimato 2012 di Enrico Baldin presentato in anteprima. Alla vista si presenta elegantissimo e luminoso. Zero dosage e assenza di malolattica lo rendono avvolgente e suadente al sorso.  Sentori delicatissimi di fiori e frutta a polpa bianca con rivoli di mineralità  ed una infinita freschezza ne fanno un prodotto di grande fascino.

La manifestazione si è conclusa a tarda sera quando ormai le luci del lungomare sullo sfondo, screziate da gocce di pioggia, hanno creato uno scenario pronto a ricordare i momenti più significativi e gradevoli di questo evento, un viaggio indimenticabile e ricco nel mondo della spumantistica proposto da Vinoway. (Fonte Vinoway)

 

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