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SUCCESSO PER UN GIOVANE REGISTA ABRUZZESE

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 Continuano i riconoscimenti per il cortometraggio “Corpo” diretto dal giovane regista abruzzese Davide Colaiocco, già premiato al XX° Festival internazionale del cortometraggio Scrittura e Immagine    di Pescara
PESCARA – Davide Colaiocco un giovane regista pescarese si è rivelato vincitore assoluto nella categoria Spazio Abruzzo  al XX Festival internazionale di Cortometraggio Scrittura e Immagine promosso dalla Fondazione Tiboni e dall’Associazione Flaianom fra oltre duemila lavori partecipanti nelle varie sezioni e provenienti da tutto il mondo. Lunghi applausi per la sua opera Corpo, riconosciuta film di interesse nazionale dal Mibac e dedicata alla singolare sindrome di Cotard, malattia mentale per la quale si è convinti di essere morti. Un’opera toccante  grazie anche all’interpretazione di una intensa e straniata Tiziana Bagatella, attrice e doppiatriche che ha lavorato con mostri sacri del mondo dello spettacolo come Zeffirelli e Albertazzi. Il cortometraggio che vede anche come coprotagonista Gigi Giuffrida ha ottenuto, per la sua valenza artistica, anche il finanziamento della Regione Lazio ed è stato prodotto dalla Blue Cinema Tv di Daniele Baldacci noto direttore della fotografia abruzzese. Da notare le musiche di Pier Cortese, cantante e musicista italiano, artista poliedrico che ha anche scritto alcune canzoni di Fabrizio Moro e Marco Mengoni. La storia del corto scritto dal regista Davide Colaiocco insieme ad Alessandra Arcieri si incentra su una donna anziana, ex insegnante e appassionata della Divina Commedia che denuncia il ritrovamento di un cadavere in un vicolo che percorre di notte per recarsi al cimitero, dove è sepolto il marito. Ella racconta del suo vizio di bere, di guardare film horror e della necessità di andare alla tomba del marito anche di notte. Nel corso della deposizione, la donna si mostra preda di allucinazioni visive e olfattive e manifesta comportamenti autolesionistici, oltre a restare vittima di un malore fino allo svenimento. Una volta rinvenuta, ella accentua i suoi atteggiamenti deliranti e si scopre l’inesistenza del cadavere e la presenza di un interlocutore: uno psichiatra interpretato da Gigi Giuffrida. Ponendo fine a quella che in realtà è una seduta di terapia, il medico le diagnostica la sindrome di Cotard, la rara patologia che ha portato la donna a credersi morta. Il montaggio è stato curato dal giovanissimo Federico Maria Baldacci e l’opera è già finalista in diversi concorsi nazionali dedicati al cortometraggio d’autore.