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IL SUONO DEL SILENZIO

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Sabato 24 febbraio alle ore 21:00, presso il Teatro Auditorium, in Via Cavour a Pescara, sarà presentata l’opera scritta da Giuseppe Pomponio, IL SUONO DEL SILENZIO.

Il gruppo teatrale DIARIO DI BORDO, con il sostegno dell’A.PA. Adriatica Productions Arts, proporrà al pubblico questo spettacolo, organizzato per beneficenza, in collaborazione con l’A.I.S.M. (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sezione provinciale di Pescara, cui sarà devoluto l’incasso.

Di seguito, le note dell’autore e regista, Giuseppe Pomponio:

Un “nonluogo” è il punto di partenza per un viaggio di ricostruzione della propria identità e delle relazioni con quelli che ogni giorno ci passano accanto, come ombre sconosciute. Marc Augé, antropologo francese, è il teorico del “nonluogo”, una speculazione che si sviluppa intorno alle riflessioni sul processo di mondializzazione. Il mondo globalizzato in un villaggio generale che non si è mai realizzato. Questa mancata costruzione è così una rete di nonluoghi, spazi aperti come gli aeroporti, le autostrade, i supermercati, le stazioni, le reti di comunicazione, che esprimono, per chi li abita, un senso di non appartenenza. Contenitori aperti in cui i contenuti sono evanescenti e privi di una forza narrativa che possa lasciare segni distintivi. Questi spazi, in cui vivono ombre sconosciute a se stesse e agli altri, racchiudono in una parentesi ogni esperienza dell’identità e della relazione, in un’afasia fatta di parole senza significato. Una babele di suoni che s’intrecciano, si confondono e si perdono nel consumo più esasperato di un lessico impoverito di senso perché logoro e sciatto. Nonluoghi dove tutto sembra destinato a non durare. Le famose strade di Roma che viste dagli occhi di Leopardi non servivano che a “… moltiplicare le distanze … Quelle strade interminabili sono tanti spazi gittati tra gli uomini invece di essere spazi che contengono uomini”. Ma forse possiamo ancora dare una direzione diversa al nostro disordinato incedere, forse siamo ancora noi a poter stabilire una rotta verso un luogo che ci appartenga davvero, in cui possiamo tornare a guardarci negli occhi e a dare un significato a questa nostra avventura dell’esistere. Forse il tempo perduto non potrà tornare ma il fiume del nostro cammino continuerà a scorrere nell’eterno ripetersi delle stagioni. Questo tempo che, in fondo, appartiene a tutti, anche a quelli che hanno smarrito ogni speranza e ai quali, una voce, quella di Pietro Ingrao, ha dedicato una poesia incantevole che si chiude in questo modo: “ … per gli innominati, i semplici deserti: fiume senza bandiere, senza sponde eppure eterno fiume dell’esistere.”

Il costo del biglietto è di € 7,00.

Info e prenotazioni al 3385948617