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TOTO SINDACO: L’ASSOCIAZIONE NUOVA PESCARA FRENA GLI ENTUSIASMI

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“Nuove elezioni, vecchie logiche politiche”. All’associazione Nuova Pescara bastano poche parole per riassumere il toto sindaco che impazza, da qualche giorno, sui media pescaresi. Un toto sindaco che vede molti autorevoli candidati sui vari fronti, ma tutti dimentichi che il compito principale del sindaco che verrà eletto nei prossimi mesi, a Pescara come a Montesilvano, sarà quello di mettere in atto quanto necessario per la costituzione della Nuova Pescara, come da Legge regionale.
I sindaci che saranno eletti a Pescara e a Montesilvano, infatti, resteranno in carica metà mandato perché dal primo gennaio 2022 ci sarà, in ossequio all’esito referendario, la nuova città Montesilvano-Pescara-Spoltore. Il silenzio riscontrato sui media su questo argomento, determinante per lo sviluppo dell’area metropolitana e dell’intero Abruzzo, lascia pensare all’ennesimo tentativo, da parte di molti politici locali, di cloroformizzare i cittadini e rinviare la fusione in modo da conservare seggiole e poltrone che, per effetto della fusione, verrebbero cancellate. Eppure, solo una manciata di giorni fa i tre maggiori candidati al governo della Regione, Sara Marcozzi (M5s), Giovanni Legnini (centrosinistra) e il vincitore Marco Marsilio (centrodestra), hanno precisato, in Confindustria e in varie occasioni pubbliche, di essere favorevoli alla fusione che, va ribadito, è sancita da un referendum e da una legge regionale.
“Traghettare la città nella Nuova Pescara: è questo il principale compito del futuro primo cittadino della città pescarese”, precisa Vittorio Ruggeri dell’Adicosum, una delle tante associazioni che si sono unite nella battaglia per la Nuova Pescara. “Del resto, la legge regionale n. 26 del 24 agosto 2018 (approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, giova ricordarlo) scandisce puntualmente le scadenze temporali per la costituzione del nuovo ente: recita testualmente che … Il Comune di ”Nuova Pescara” è istituito a decorrere dal 10 gennaio 2022. Sulla base della relazione conclusiva sul processo di fusione, i Consigli comunali dei tre comuni interessati, con deliberazione, adottata a maggioranza dei due terzi, possono differire il termine al 10 gennaio 2024. Ma la data del 2024 sarebbe una sconfitta per tutto il ceto politico locale perché equivarrebbe a dire agli elettori che non si è capaci o non si vuole rispettare una scadenza. L’auspicio è pertanto che nella prossima e imminente campagna elettorale la discussione si focalizzi sul nuovo ente, perché Nuova Pescara vuol dire guardare ai prossimi cent’anni. Vuol dire avere un rango istituzionale superiore capace di competere nel medio adriatico con grandi città come Bari ed Ancona. Vuol dire rilanciare un’intera regione, la fascia costiera, ma anche l’entroterra abruzzese. Vuol dire tagli agli sprechi, ai doppioni, agli apparati inutili e riduzione di tributi, di tasse a beneficio di tutti i cittadini dei tre comuni. Vuol dire trasformare questo territorio in uno straordinario hub capace di attirare merci, persone e investimenti, generando nuova ricchezza”.