PAOLO PAVONE
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UN’ALTRA PESCARA

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Mi chiamo Fernando Bellafante, sono nato e vivo a Pescara. Sono un genealogista, ricercatore e studioso di storia locale. Sabato 9 marzo presso l’auditorium del conservatorio ho presentato il mio quarto libro dal titolo “Verildo Sorrentino, un’altra Pescara”. I titoli degli altri libri sono: Le antiche banche di Pescara – I d’Annunzio, origini e storia – e Il Conservatorio di Musica Luisa d’Annunzio, origini e storia. Sono costantemente impegnato nella ricerca di nuovi ed inediti argomenti sulla storia di Pescara e Castellamare Adriatico. Ritengo infatti che fra il passato, il presente e il futuro si debba creare un legame. Verildo è stato un vostro collega giornalista, letterato, pubblicista, scrittore, conferenziere, oratore; inoltre è stato testimone del passaggio dall’800 al ‘900 fondamentale per lo sviluppo economico, commerciale ed in seguito industriale della piccola Pescara. In qualità di giornalista è stato corrispondente per Pescara del Giornale d’Italia, massimo quotidiano dell’epoca con sede a Roma.

Il pezzo giornalistico più importante che Verildo scrisse fu un ampio articolo, riportato nel volume, relativo alla ricorrenza del cinquantesimo anniversario della nascita di Gabriele d’Annunzio, dal titolo “i cinquant’anni di D’Annunzio” che venne pubblicato il 12 marzo 1913 a pag 3 del quotidiano. Verildo era figlio di Antonio Sorrentino titolare di una importante attività commerciale su c.so Manthonè, aperta nel 1875 posta a pochi metri da casa d’Annunzio. Antonio viene citato tre volte da Gabriele d’Annunzio nelle Novelle della Pescara, con un ruolo da protagonista nella veste di tribuno del popolo nel racconto dal titolo La Guerra del Ponte. Nel libro vengono presi in considerazione alcuni avvenimenti che riguardano l’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale con Gabriele d’Annunzio autorevole promotore e sostenitore della causa interventista e quelli relativi al 1910. In merito al primo argomento le forze politiche, la stampa e l’opinione pubblica si divisero in due fronti: i neutralisti e gli interventisti. Fra i due schieramenti ci fu un serrato confronto e al riguardo il d’Annunzio tenne diversi discorsi, fra i quali i più importanti e famosi furono quelli del 5 maggio 1915 a Quarto in occasione della inaugurazione del monumento dei Mille, e del 17 maggio a Roma. In riferimento al 5 maggio, il solenne discorso terminava con il richiamo evangelico alle beatitudini che Gesù rivolse ai discepoli e alla gran folla di persone nel celebre Discorso della Montagna.     

Naturalmente le personalità di spicco della Pescara di quel periodo storico fra i quali Verildo, Basilio Cascella e i figli Tommaso e Michele, Vicentino Michetti, Armando Cermignani, Ludovico d’Anchino, Valentino Mirra, Francesco Pepe ed altri si schierarono apertamente a favore dell’interventismo e nella giornata di domenica 7 marzo 1915 costituirono un gruppo nazionalista in appoggio e sostegno al loro illustre concittadino. Nel maggio 1915 Verildo inoltre fu fra i fondatori della Croce Bianca, associazione di volontariato, il cui nobile intento era quello di prestare assistenza a coloro che ne avevano bisogno; in poche parole istituirono a Pescara il primo pronto soccorso.  

Per quanto riguarda invece il 1910, esso fu un anno importante per Pescara poiché furono avviate alcune opere pubbliche, fra le quali la posa della prima pietra per le opere portuali, la realizzazione dell’acquedotto, le inaugurazioni del Grand Hotel Pescara, del teatro Michetti e del Kursaal, oggi Aurum, l’elegante ed incantevole edificio realizzato nell’immensa pineta dannunziana e manifestazioni quali il convegno ciclo-automobilistico, gli spettacoli di aviazione , le gare di canottaggio, le corse ippiche e la gara di tiro a segno. Dopo alcuni mesi dall’inaugurazione del teatro Michetti, venne costituita ad opera del dott. Leopoldo Mascaretti una compagnia teatrale composta da giovani attori dilettanti pescaresi, sotto il nome di Filodrammatica Aterno.

Il volume infine contiene un prezioso manoscritto composto dal Sorrentino dal titolo Parla il Santo del Morrone che venne presentato per la prima volta il primo maggio 1912 presso il teatro Michetti. In esso Verildo attraverso Pietro Angelerio, detto Pietro da Morrone, in seguito papa Celestino V, ripercorre le tante vicende anche minori che hanno scritto la storia antica della nostra regione. Possiamo senz’altro dire che si tratta di una narrazione della storia abruzzese a partire dalla antiche abitazioni che vi abitarono, ovvero i Marsi, i Marrucini, i Vestini, i Pretuzi, i Peligni e i Frentani, al periodo romano, al medioevo, al rinascimento, al barocco alla repubblica napoletana del 1799, attraverso i numerosi personaggi abruzzesi e non fino ad arrivare a Gabriele d’Annunzio. 

La serata prevede infine un intervento del maestro Antonio Piovano e di sua figlia Linda, i quali suoneranno alcune composizioni musicali scritte da Cristo Sorrentino, fratello di Verildo, di professione commerciante e musicista per diletto. Cristo inoltre fu socio fondatore della Corporazione Musicale Luisa d’Annunzio; nel dicembre 1928 istituì il Liceo Musicale Luisa d’Annunzio, il quale il primo ottobre 1969 divenne conservatorio di musica Luisa d’Annunzio.